27 apr 2020

THE BEGINNING OF THE END: "COUNTDOWN TO EXTINCTION" (MEGADETH)


"Countdown to Extinction" l'ho vissuto tutto, non me ne sono risparmiato, né me lo hanno risparmiato, neanche una briciola... 

Fu un'occasione perduta, o meglio la perdita di un'occasione. L'occasione sarebbe stata quella di passare alla testa delle legioni del metal classico dopo la svolta dei Metallica. Non fu così, anzi, la sequenza dei dischi svelò la Metallica-dipendenza di Dave Mustaine

23 apr 2020

MEMORIE DALLA QUARANTENA - MAX GAZZE'/NICCOLO FABI E I KATATONIA: ARRESI INNANZI AL VUOTO



Giugno/luglio 1998: primo anno di università, ultimo esame prima della pausa estiva. Bei momenti tutto sommato, magari offuscati dallo scoglio dell’esame da affrontare prima della agognata libertà, ma niente di catastrofico, affanni da "fanciullo". Circolava in TV il video di “Vento d’Estate” di Max Gazzè e Niccolò Fabi, autori che ovviamente non facevano parte e non fanno tutt'ora parte della mia area d’interesse e gradimento. Però la melodia sorniona scorreva, il video con i due in bicicletta su sfondi di assolata campagna mi metteva a mio agio e il ritornello non si staccava più di dosso. Ne ero quasi ipnotizzato: aveva quella canzona un non so che di Katatonia, di cui all’epoca ero fan convinto, irretito prima da “Brave Murder Day” (1996) e poi conquistato definitivamente da “Discouraged Ones” (1998).

19 apr 2020

MEMORIE DALLA QUARANTENA: BURZUM E PRINCE, LA DIMENSIONE CASALINGA E IL SENSO DEL TEMPO



Il Conte e il Principe. Non sono certo i millantati titoli nobiliari ad unire Varg Vikernes e Prince. E nemmeno la musica, ovviamente. Non c’è niente, biograficamente, musicalmente, concettualmente, che può accomunare colui che sta dietro al monicker Burzum, eccellenza in materia di black metal ed oggi tessitore di arcani inni folk-ambient, ed un artista pop come il folletto di Minneapolis, che certo non ha bisogno di presentazioni.

Ad unirli è forse una domenica pomeriggio, in cui la nostra e la loro dimensione casalinga confluiscono in una sfera comune di sensazioni.

15 apr 2020

RITRATTI D'AUTORE: LEMMY (SESSO SENZA AMORE)


E’ più per noia (chi ha detto coronavirus?) che per reale interesse che mi sono dedicato alla visione del documentario “Lemmy: 49% motherf**ker. 51% son of a bitch”, edito nel 2010 quando il leader dei Motorhead aveva sessantacinque anni (gliene sarebbero rimasti altri cinque). 

Il lavoro di ricostruzione operato da Greg Olliver e Wes Orshoski nel corso di tre anni è un prodotto che definirei onesto, con un Lemmy che si offre generosamente all’operazione fra interviste e spaccati di vita quotidiana, filmati d’epoca ed una miriade di contributi da parte di musicisti e personaggi più o meno noti. Senza rivoluzionare quella che è l’immagine più o meno stereotipata che si può avere del personaggio, il film getta luci e ombre sull’esistenza di questo musicista-icona che ha saputo lasciare un segno indelebile sulla storia del rock degli ultimi cinquant’anni. 

A noi più che altro è interessato inquadrare l’uomo

11 apr 2020

IL METAL AI TEMPI DEL CORONA VIRUS: "CHRONIC INFECTION" - (PESTILENCE)



Come una squadra di calcio il cui bomber, dagli spogliatoi, entra in campo sempre per ultimo, eccoci alla nostra undicesima e ultima (?) puntata sul tema del Metal ai tempi del Coronavirus.

E, per quanto detto sopra, non potevamo che chiudere con i Pestilence che, non foss’altro che per il monicker, rappresentano inevitabilmente la punta di diamante del nostro Team di band che, nella loro carriera, hanno trattato i temi delle pandemie dovute alle più svariate forme di infezioni virali.

9 apr 2020

IL METAL AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: "VIRUS" (HEAVENLY)


Proprio durante questi giorni di quarantena stavo aiutando mia figlia nello studio, in Lingua Italiana, delle figure retoriche. Tra le principali, abbiamo analizzato quella della personificazione

Tra le migliaia di articoli, commenti, analisi, elucubrazioni anche di stampo filosofico sorte in questo periodo sui giornali e sul web in relazione all’ emergenza da Sars-CoV-2, ci si può facilmente imbattere, appunto, nell’utilizzo della personificazione del (corona)virus, visto come entità senziente dotata di volontà. Volontà di autoriprodursi, cercare un ospite interno (l’uomo) in cui annidarsi e svilupparsi; con capacità, si direbbe quasi consapevole, di evolversi mutando i propri tratti genetici ed essendo capace così di essere sempre un passo avanti rispetto alla Ricerca e al suo tentativo spasmodico e disperato di trovare un vaccino in tempi il più rapidi possibili.

7 apr 2020

IL METAL AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: "VIRUS" (LUCA TURILLI'S DREAMQUEST)


Idee per chi resta a casa: sui social, nelle chat e sulle homepage dei siti dei più importanti quotidiani nazionali spuntano come funghi consigli, articoli e tutorial su come approfittare della quarantena forzata per riscoprire azioni quotidiane che ci riportino a un ritmo di vita più umano ed a una coltivazione dell’animo capace, una volta finita l’emergenza virale, di farci uscire più forti e più consapevoli, verso noi stessi e il nostro rapporto col prossimo. 

Il Coronavirus diventa così lo spunto, per quanto tragico, di ritrovarci nelle mani un’occasione unica per riscoprirci, guardarci dentro, coltivare passioni arricchenti, trovare davvero il Bello d/nella Vita.

5 apr 2020

500 ALBUM X 50 ANNI DI METAL - (Parte III)



50ENNALE DEL METAL - I MIGLIORI 500 ALBUM  - 3a parte


Il periodo che passeremo in rassegna oggi (più o meno dal 1984 al 1988) rappresenta in pieno il passaggio di testimone fra l'heavy metal classico e il thrash metal

Nei cinquanta titoli visti la scorsa volta abbiamo osservato lo svilupparsi progressivo del metal nelle sue forme mature: concretizzazioni di tratti stilistici e culturali che lo hanno reso un genere musicale a sé stante e che gli hanno permesso di sganciarsi definitivamente dall’hard-rock da cui era indubbiamente derivato. Fra gli ultimi posti di quei cinquanta album figurava “Kill ‘em All” dei Metallica, prima avvisaglia di un movimento di immani proporzioni che, incorporando le crudezze del punk ed associandole alla pesantezza del metal, avrebbe messo al centro di tutto velocità e violenza esecutiva, ponendo le basi per qualcosa di assolutamente inedito nel firmamento del rock e del metal.

3 apr 2020

IL METAL AI TEMPI DEL CORONAVIRUS: "EPIDEMIC" (SLAYER)


Siamo in pieno "Reign in Blood", in pieno disco. L'ascoltatore a questo punto ha inteso che l'opera è un susseguirsi di episodi con “momenti” ricorrenti. Strutturalmente parlando in "Reign in Blood" gli Slayer costruiscono i brani proponendo prima una strofa o due con recitativo rimato, “indigeste” a livello di orecchiabilità, poi ci mettono in genere una parte cadenzata (tenete presente la struttura dell'iniziale "Angel of Death") e come ciliegina sulla torta l'urlo di Araya, qui piazzato a fine testo.

"Reign in Blood" tratta della possibilità del Male, della naturalezza del Male, della ineluttabilità del Male.

1 apr 2020

IL METAL AI TEMPI DEL CORONA VIRUS: "EPIDEMIC OF VIOLENCE" (DEMOLITION HAMMER)


Tragica fatalità quella che ha investito il povero Vinny Daze, batterista dei Demolition Hammer, morto nel 1996 intossicato mangiando un pesce palla durante un viaggio in Africa. Tragica e paradossale, aggiungo io, se si raffronta la singolare causa di questo decesso agli immani spargimenti di sangue dipinti in “Epidemic of Violence”, anno 1992. Cioè, evochi con la tua band strazianti scenari apocalittici dove tutti si ammazzano fra di loro nei modi più truculenti che mente umana possa immaginare, e poi muori per via di un pesce palla? 

Nel corso di questa rassegna il metal si è confermato un mero veicolo di cliché, mostrando una pressoché assente capacità di leggere un fenomeno come quello dell’epidemia e restituire in una forma efficace, seppur metaforica, le sensazioni ad esso legate. Ed oggi più che mai, visto che la minaccia di una epidemia è divenuta cosa reale e tangibile, gettando una distanza incolmabile fra esperienza personale e “nozione teorica”.