14 ago 2015

I 10 MIGLIORI CONCEPT METAL ALBUMS DI TUTTI I TEMPI


La vita dipende sempre da che parte la si vede e si affronta. Non parlo qui delle solite diatribe contemporanee tra chi vede la crisi come una sciagura e coloro che, sempre più rari onestamente, la identificano come opportunità. Qui si parla di uno dei più importanti gruppi Metal di sempre: gli Iron Maiden.
Se si guarda a ritroso la loro carriera, chi può dubitare di "Seventh Son Of A Seventh Son"
Eppure ai tempi ed ecco qui che cambia il punto di vista, questo Concept Album ha dato vita a un dibattito. 

5° POSTO: IRON MAIDEN "SEVENTH SON OF A SEVENTH SON"

Nel 1988 esce il settimo capitolo della discografia maideniana che, a detta di molti, resta il più progressivo e vicino a sonorità dei Jethro Tull, Yes o Genesis ma che ai tempi fece storcere il naso a qualche fan più oltranzista. La verità è che se quegli stessi fans avessero visto qualche anno dopo cantare Blaze Bayley sarebbero morti suicidi, ma non si sarebbero mai permessi di dubitare sulla qualità di "Seventh Son Of A Seventh Son".

Raro e comunque problematico è parlare di un concept dei Maiden, perché sono il gruppo delle hit, quelli che hanno regalato classici unici nel panorama musicale, ma non li associo a un concept. Questo limite è stata la forza della loro carriera, ma la grandezza assoluta del gruppo permette loro di realizzare comunque un concept profondo e stupendo. 

I temi di "Seventh Son Of A Seventh Son" trattano visioni mistiche, profetiche, dal Bene al Male ma in particolare della vita di un profeta (settimo figlio di un settimo figlio appunto) che ha poteri magici e diventa protagonista di storie fantastiche che vedono il numero sette al centro.
Lo acquistai in musicassetta durante una mattina assolata e, guardando continuamente la copertina che mi affascinava tantissimo, fu subito colpo di fulmine. Ultimo vero capolavoro assoluto degli Iron Maiden è un disco che contiene più tastiere e sintetizzatori del solito, ma non perde quella sonorità tipica di Harris & soci. Le sperimentazioni e la qualità musicale si uniscono sotto la stella polare della bellezza, prendete "Infinite Dreams" come paradigma di tutto questo: capolavoro di finezza compositiva, testo profondo e riassunto del clima di tutto il concept album.
Come quei giocatori di calcio che sono anche veri atleti e, quando chiamati in una gara di corsa, si piazzano dietro i professionisti pur non avendo mai fatto allenamenti specifici per queste competizioni; allo stesso modo i Maiden non sono sul podio della classifica solo perché il concept album non è il loro core business, ma moralmente vincono anche stavolta.

Ancora oggi guardo quella copertina e so che siamo invecchiati insieme io, Bruce, Steve e tutti gli altri, ma non so cosa sarei adesso senza di loro e per questo disco mi toglierei una costola come Eddie.

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