8 feb 2016

FATES WARNING "STILL REMAINS"


I MIGLIORI DIECI BRANI “LUNGHI” DEL METAL CLASSICO

APPENDICE I: “STILL REMAINS” (FATES WARNING)

L'ultima prova di Kevin Moore nei Fates Warning coincide nel 2000 con l'album "Disconnected" e, in veste di Appendice alla nostra classifica sui brani più lunghi del metal classico, oggi vi parliamo dei 16 minuti di "Still Remains" scritti dal genio di Jim Matheos.

Dopo tanti anni è tornata a suonare questa canzone nel mio stereo, forse avevo colpevolmente rimosso la bellezza di queste note ed oggi, in una appendice fuori classifica, sento di dovergli un tributo come suite di qualità superiore.
La partenza è intima come si addice agli umori del gruppo e di un album che, per certi versi, suona come il canto del cigno di alcune sonorità più cupe e delicate nel progressive metal di Matheos & soci.
C'è tutto quello che il mondo Fates Warning ha dispensato in questi anni, melodie prog aggrappate alla voce di Ray Alder, mai così evocativa!
Soprattutto c'è il feeling tra grandi artisti, la loro intesa, gli stacchi coordinati tra tastiera e chitarra, il senso del ritmo e del ricamo della batteria di Zonder, ma come spesso accade nelle loro tracce è il talento collettivo ad emergere per eleganza e devo dire che stavolta raggiungono gli apici.

Dal punto di vista strumentale sono tutti protagonisti con personalità in questo pezzo, ma ho estrapolato tre momenti che elevano la canzone ad una categoria superiore e che vi invito a riascoltare:
- Emerge con prepotenza dal terzo minuto la caratura della coppia Matheos-Moore. Ci regalano attimi di pura poesia tecnica, senza tralasciare l'intesa che unisce con alchimia la loro musica. Spaziano con gusto sopraffino per circa due minuti tra momenti progressivi, alternando passaggi più vicini ai Dream Theater ad altri semplicemente geniali.
- Il secondo passaggio più emozionante è invece tutto merito di Moore che apre un brevissimo sipario poco prima dell'ottavo minuto con alcune note di tastiera quasi interlocutorie, Zonder lo segue ritmando in modo unico questi trenta secondi di genio progressivo di Kevin. 
- Dal decimo minuto in poi la canzone sembra volgere al termine come altre dei Fates Warning, ma Joey Vera vuole far sentire il suo basso e ci avvisa come una spia che qualcosa ci attende ancora nel finale... Cresce Matheos, ma soprattutto la capacità melodica di Alder in una parte conclusiva emozionante come non mai. Zonder non deve accelerare con la sua batteria, sembra stavolta guardarsi con Moore e dire che va tutto bene così, perché forzare?

Poi gli scappano le mani su mille piatti e, già con il cuore infranto dalle emozioni, ci culliamo nella voce del buon Ray per il finale che rimarrà nel cuore ed ancora oggi dopo numerosi ascolti... Still Remains!