1 feb 2016

IO NON C'ERO: LIVE DEGLI SLAYER - WACKEN OPEN AIR 2014


Ho paura. Anche se Io NON c'ero... ho paura!
Sono seduto sul divano di casa e suonano dal mio lettore dvd le note introduttive del live degli Slayer a Wacken nell'estate del 2014 e, come i reduci dal Vietnam ricordano la guerra appena sentono uno sparo, così io ho paura ripensando alle tre volte che sono stato sotto il palco durante uno show di Araya & soci. La rubrica "Io NON c'ero" decide di condividere le impressioni sulla performance dei grandi paladini della musica estrema, pur avendo visto questo concerto solo dal salotto.

Live Report Slayer - Wacken Open Air, 1 agosto 2014

Devo iniziare necessariamente da: Tom Araya e la partenza di "Hell Awaits". 
Non mi stancherei mai di riguardare questa performance! Sono rapito, affascinato e colmo di rispetto per la personalità di Araya che in mezzo al caos ordinato resta fermo, serio e sornione.
Dietro la sua enorme barba nasconde il ghigno e, come se stesse suonando Battisti in spiaggia con gli amici, strimpella il basso senza tradire una emozione, senza lasciare niente al solito headbanging di King o alle pose (fin troppo) agitate di Holt (per favore Gary stai sereno, sei negli Slayer e più stai nell'ombra e meglio è! nda). Araya è lì, non muove un sopracciglio, non ha bisogno di far casino o incitare nessuno né tantomeno se stesso ed è solo lui uno spettacolo. Mentre intorno si scatena l'inferno, Tom sembra quasi annoiato, canta guardando un punto fisso all'orizzonte...
C'è un momento quando si allontana la telecamera e in una panoramica sulla folla si sentono nitide le sue urla: HELL AWAITS!!! Basta dai, ma che devo fare più che batterti le mani! Siete i migliori! Angela Merkel da casa sua avrà sentito Tom urlare, perché ha svegliato anche tutti i morti di Auschwitz in un colpo solo. 
Altra perla il sorriso, mentre inizia "Antichrist" come seconda traccia e solo questo vale il prezzo del biglietto. Non vorrei essere pedante o apparire esaltato, ma a me fa sdraiare ogni volta che lo inquadrano e canta con lo sguardo perso nel vuoto come se pensasse: dove cazzo ho messo le chiavi del garage?

Prestazione strepitosa come sempre, ma perché ogni sera non suonano sotto casa mia? Andrei a vederli solo per la presentazione di "Dead Skin Mask" o per sentire il respiro da muflone di Araya dietro al microfono. Ogni volta che li ascolto mi si accende un fuoco dentro, come se ripercorressi la mia infanzia. 
A livello di look poi sono sempre i più fieri, a parte il solito King ricoperto di borchie e tatuaggi, c'è una essenzialità brutale che è ammirabile. Certo manca Jeff e non possiamo far finta di nulla, però l'impatto sonoro è comunque notevole.

50 minuti di guerriglia, scaletta perfetta e soprattutto un finale di "Angel Of Death" tirata a manetta con la dedica ad Hanneman con uno sfondo che riprende l'etichetta della birra Heineken al limite del kitsch oltre la morte, oltre la retorica, come l'amico avrebbe voluto.

Setlist
Hell Awaits
The Antichrist
Necrophiliac
Mandatory Suicide
Hate Worldwide
War Ensemble
Postmortem
Captor of Sin
Disciple
Seasons in the Abyss
Born of Fire
Dead Skin Mask
Raining Blood
Black Magic
South of Heaven
Angel of Death

Per vedere il concerto, clicca su Io NON c'ero/Slayer