31 gen 2020

THE BEGINNING OF THE END: LUCI ED OMBRE NEL METAL AI TEMPI DEL CAMBIAMENTO


"Percheeeeeé lo faiiiiii” cantava Marco Masini nel lontano 1991, anno peraltro significativo per il tema che andremo a trattare (e a breve vedremo perché). Pur non piacendoci affatto il cantautore toscano, sarebbe questo il ritornello che vorremmo cantare a squarciagola a molte band da noi amate che, di punto in bianco, hanno deciso di stravolgere il proprio sound, incappando il più delle volte in veri e propri harakiri artistici. Ma la nostra nuova rassegna non vuole essere la lista degli album più brutti del metal: sarebbe troppo noioso  ritornare sui soliti “Load”, “Reload”, St. Anger” (con i Metallica, in effetti, ci sarebbe l’imbarazzo della scelta…), infierire su “Risk” dei Megadeth o peggio ancora sprecare meningi e fiato per un lavoro semplicemente incomprensibile come “Illud Divinum Insanus” dei Morbid Angel...

No, la nostra rassegna intende fare un passo indietro e trattare il cambiamento nel metal circoscrivendolo a quegli album che si sono dimostrati un fatale “punto di non ritorno” per band che avevano in precedenza imposto il proprio nome identificandolo con un sound ben preciso e nei fatti vincente. Victims of Change, potremmo dire parafrasando il titolo della mitica “Victim of Changes” dei Judas Priest, tanto per fare una citazione più nobile rispetto a quella utilizzata nell'incipit...

27 gen 2020

DIMMU BORGIR + AMORPHIS: LIVE AT O2 KENTISH TOWN FORUM, LONDON - 22/01/2020



7/10: questo è il voto che mi sento di dare ad una serata tanto impeccabile quanto prevedibile, dove ognuno, semplicemente, ha dato quello che doveva dare. I Wolves in the Throne Room hanno dispensato poesia, gli Amorphis si sono dimostrati dei professionisti e i Dimmu Borgir dei venditori. Si sapeva, siamo sereni, inutile aspettarsi altro, torniamo a casa soddisfatti. 

Solo un dubbio mi assale mentre faccio la fila fuori dall’O2 Kentish Town Forum: perché mi trovo qui? Cosa mi aspetto che vi sia dietro a questo invitante manifesto in cui campeggiano i nomi di Amorphis e Dimmu Borgir? Entrambe le band non mi hanno mai entusiasmato, nemmeno ai tempi d’oro, e conosco solo in modo approssimativo la loro produzione discografica degli ultimi vent’anni: come al solito a prevalere sono la curiosità e l’incapacità di resistere al richiamo delle sirene metalliche, la speranza di imbattermi in qualche emozione imprevista...

23 gen 2020

"THE PHANTOM OF THE OPERA": DA ANDREW LLOYD WEBBER AI NIGHTWISH


Nel tentativo di coprire il più possibile il ventaglio di proposte culturali offerte da Londra, dopo diversi tentennamenti mi sono deciso ad andare a vedere anche un musical: uno solo, uno che valesse per tutti. 

Non mi ha mai attirato il musical e persino quando ero piccolo non potevo sopportare le parti cantate in “Mary Poppins”. Fra tutte le opzioni, “Il Fantasma dell’Opera” mi è sembrata la più passabile: anzitutto è quella più “gotica”, aspetto che va incontro ai miei gusti personali. Poi, avendo in mente qualche trasposizione cinematografica visionata in passato, non avrei incontrato difficoltà nel seguire lo spettacolo in lingua inglese. Infine, “Il Fantasma dell’Opera” è un vero classico e se l’intenzione era di farsi un'idea da vicino di cosa fosse un musical, allora meglio procedere con il più rappresentativo possibile per il genere e togliersi il pensiero senza poi doverci tornare. 

19 gen 2020

GUIDE RAPIDE PER CHI VA DI FRETTA - I CRISIS (Parte II)


Seconda e ultima parte della nostra Retrospettiva sui Crisis. 

Autori di appena 4 album, dopo averne analizzato i primi due, concludiamo con la descrizione dell'altra metà della loro, ahinoi, esigua discografia.

18 gen 2020

GUIDE RAPIDE PER CHI VA DI FRETTA - I CRISIS (Parte I)


Ci sono un americano, un taiwanese, un afgano e, loro leader, una graziosa donzella dalle bionde treccine. I quattro decidono di mettere su una metal band…

No, non è l’incipit di una barzelletta, ma la storia di uno dei gruppi più sottovalutati e poco conosciuti del panorama metallico: i Crisis (nulla a che vedere con la punk band inglese di fine settanta). Il che è alquanto inspiegabile, posto che il multietnico combo newyorkese, capitanato come detto dalla carismatica Karyn Krol (a.k.a Karyn Crisis), al pari dei superblasonati Korn, Machine Head e Deftones, può a diritto essere annoverato come uno dei padrini di un certo modo di fare nü metal (e per certi versi in modo decisamente più vario e convincente delle icone sopracitate). 
E per dirlo io che non amo queste sonorità…

14 gen 2020

GLI EPICA E L'USO DEL GROWL: UNA RIFLESSIONE (in vecchiaia...)



Il c.d. “Beauty and the Beast”: in principio furono i norvegesi. Theatre of Tragedy, Trail of Tears, Tristania, gli ottimi e poco conosciuti The Sins of Thy Beloved (ve ne consiglio il riuscitissimo “Lake of sorrow” del ‘98). Me li sparavo tutti a bomba.

In contemporanea, o poco dopo gli scandinavi, arrivarono in massa gli olandesi: “Enter” dei Within Temptation e “By time alone” degli Orphanage, entrambi rilasciati dall’etichetta DSFA, li consumai, letteralmente. E poi gli After Forever. E dai fuoriusciti di quest'ultimi, loro, i più famosi e di maggior successo: gli Epica.

10 gen 2020

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - L'IPNOSI IRANIANA


Che l'Iran sia, a dispetto della situazione politica avversa, un paese in cui il metal è cresciuto, ce lo dice anche la presenza dell'Iran nel libro “L'alba dei cuori neri”, biografia parallela di tre artisti black metal di tre paesi (Iran, Grecia, Colombia).

Se mai stupisce il fatto che, diversamente da altri paesi, qui i gruppi ufficialmente censiti sono tanti, e gli stessi From the vastland, ovvero Sina, già in attività prima con i Sorg Innkallelse, hanno un sito ufficiale con foto e tutto quanto. Per esempio, se vuoi fare un concerto, chiedi l'autorizzazione al Comitato Islamico locale; un po' come quando i gruppetti di quartiere affittano la sala della parrocchia di preti compiacenti. La differenza è che in Iran, quando il pubblico è arrivato e si fa il sound-check, arriva la polizia e ti arresta. A volte solo i musicisti, altre volte tutto il pubblico. Nel caso di Sina, dopo aver ricevuto avvertimenti anonimi, ha pensato bene di trasferirsi in Norvegia.

6 gen 2020

BUON 50ENNALE, METAL!





What is this that stands before me? / Figure in black which points at me…

Ci siamo (quasi). Lo aspettavamo da tempo il 2020; un anno “marcato a fuoco” sul nostro calendario. Il Metal, simbolicamente, compie 50 anni! E precisamente li compie il 13 febbraio prossimo.

Già, il 13/02/2020: 50 anni prima, il 13/02/1970, usciva l’omonimo debut dei Black Sabbath, disco contenente anche il brano che dà il nome al gruppo, posto proprio come opener del platter.

3 gen 2020

L'INUTILITA' DI SCRIVERE DI MUSICA



Sembrerà strano leggerlo su un blog dedicato alla musica, ma oggi sono ferocemente pervaso dalla convinzione che scrivere di musica sia assolutamente inutile. Sarà colpa delle festività natalizie, che in genere mi mettono di cattivo umore e mi mal dispongono nei confronti del mondo. 

Le festività ti portano a cambiare routine e ad avere più tempo per fare cose che di solito non fai, come per esempio comprare una rivista musicale cartacea (perché magari devi fare un lungo viaggio in treno) o prestare più attenzione a quello che scrivono i colleghi della Rete. E poi vi sono le classifiche di fine anno, che leggo sempre avidamente, ma che alla fine mi lasciano sistematicamente una grande amarezza in gola (compresa la nostra di Metal Mirror: ma perché non c'è il disco dell'anno, ossia "Revelations of Oblivion" dei Possessed?).