8 giu 2015

I 10 MIGLIORI CONCEPT METAL ALBUM: ANTEPRIMA



A me le storie sono sempre piaciute. Fin da bambino amavo le fiabe, ma non tanto per addormentarmi quanto per vedere il mondo in altro modo e questo sguardo fantastico mi è rimasto anche crescendo.
Durante una narrazione colui che ascolta, guarda o legge un racconto non fa che ripetere mentalmente il contenuto del racconto stesso, emozionandosi, vivendolo, interpretando i vari passaggi e così anche io restavo sospeso in un limbo dove non sapevo quale realtà vivessi, perché a ben vedere quasi tutto è una Storia. La vita, ma anche una giornata o un pensiero o una canzone tende sempre ad articolarsi come un susseguirsi di cose o idee, perciò nella musica ho sempre amato i Concept Album tanto da stilarne la Classifica dei Migliori Dieci in ambito Metal. 


La definizione "Concept Album" può apparentemente sembrare facile, ma i dischi che uniscono le loro canzoni in una storia o in un medesimo filo conduttore tematico hanno comunque molte sfaccettature. Mi trasformerò perciò in un novello Dante e sarò costretto a scomodare un compagno di viaggio che, come Virgilio per il Sommo Poeta, mi aiuti ad entrare nel mondo magico dei Concept Musicali
Chi è questo compagno? Chi è colui che ebbe la decisiva intuizione nei tempi dei tempi, senza il quale le rappresentazioni non sarebbero mai esistite come oggi le apprezziamo?
Sarà il filosofo Aristotele la mia guida, perché capì per primo la differenza tra narrazione (dove si assume la prima persona o più personalità e conseguenti punti di vista) e la drammaturgia, dove diventano narratori i personaggi stessi, nelle loro parole e azioni, senza alcun commento esterno. Questa semplice e geniale intuizione narrativa è alla base di ogni concept soprattutto quando la storia diventa musica, anche perché gli interpreti diventano voce ed espressione diretta della trama. 

“Non conosciamo il vero se non conosciamo la causa” ammonisce subito il Maestro, tirandomi per la giacca ed ecco la prima traccia da seguire.
Per essere un buon giudice devo individuare prima quei dischi, al di fuori del mondo Metal, senza i quali non esisterebbero i Concept Albums come oggi li ascoltiamo, in altre parole, ecco le dieci opere da dove tutto nacque: Beach Boys "Pet Sounds" (1966); "Freak Out" di Frank Zappa (1966); "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band" dei Beatles (1967); The Who "Tommy" (1969); David Bowie "Ziggy Stardust" (1972); Genesis "The Lamb Lies Down On Broadway" (1974); Queen II (1974); Rush "2112" (1976) ed infine la coppia "Dark Side Of the Moon" (1973) e "The Wall" (1979) dei Pink Floyd.
Questi dieci capolavori tracciano le linee guida di tutti i Concept Albums, ma ognuno di loro raccoglie intuizioni e trasmette una eredità che non sarà mai superata in tecnica e qualità. 

I primi sono Concept Albums ante litteram come gli affreschi sonori di Zappa o i "mottetti rock" (come li definì Brian Wilson) dei Beach Boys che raccolgono una serie di composizioni per raccontare la maturazione di un giovane attraverso le sue esperienze con un tono generalmente pessimista, ma stesso dicasi anche per i Beatles. Infatti i Fab Four decisero di assumere le sembianze della "Banda dei Cuori Solitari del Sergente Pepper" e, anche se non tutti i testi sono basati su questo e appaiono indipendenti l'uno dall'altro, si può considerare un primo acerbo tentativo di concept.
Il vero paradigma del Concept Album esce però nel 1969 con "Tommy" dei The Who e da qui in poi si distinguono due diversi modi di interpretazione: nel primo si intendono canzoni unite da un filo conduttore, ma autonome una dall'altra. Nel secondo ci si riferisce ad un disco in cui le canzoni raccontano una storia unica e vanno perciò ascoltate nell'ordine in cui sono state poste.

Seguiranno Genesis, Queen e Rush con soluzioni che influenzeranno in modo devastante il metal, sia come sonorità sia come modo di legare tra loro le canzoni attraverso motivi ricorrenti o personaggi della storia. Per non parlare della infinita potenza glam di Bowie o dei due album citati dei Pink Floyd dove c'è solo da prendere appunti. Non è certo la sede giusta per una dissertazione su questi album, ma la continuità musicale, le tematiche testuali o i rimandi narrativi da una canzone all'altra sono una chiave fondamentale per ogni concept che si rispetti ed il lavoro di Gilmour e Waters sarà fonte di ispirazione per chiunque provi a creare un lavoro musicale unito da un filo comune. 

Ecco tornare Aristotele e prima di lasciarmi alle porte del pianeta Metal, dove lui non entrerà perché troppo Oltre, mi consegna tre aforismi da non dimenticare: 
- "Essere irragionevoli è un diritto umano" perciò non temere il giudizio altrui, sei solo tu l'arbitro della tua classifica.
- "Tutte le azioni umane hanno almeno una di queste sette cause: caso, natura, costrizione, abitudine, ragione, passione e desiderio" ricordalo quando vedrai nel tuo cammino artisti che penseranno di essere geni musicali.
- "Senza una immaginazione, pensare è impossibile" non dimenticarlo davanti ai dischi che ti sembrano fuori dal mondo, forse sarà proprio quello il loro miglior pregio. 
- "Grazie Maestro e Addio!" e detto questo caddi in un sonno profondo...

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