22 giu 2015

I 10 MIGLIORI DIECI CONCEPT METAL ALBUMS DI TUTTI I TEMPI


Inizia il conto alla rovescia e la scalata verso il meglio che la musica Metal ha prodotto con i suoi Concept Albums. Ci sono lavori commoventi che parlano di mondi immaginari, di personaggi fantastici o angoscianti biografie, si mettono in musica capolavori della letteratura oppure si analizzano gli abissi della mente umana dentro storie senza tempo.
Al decimo posto della classifica ci attende Blackie Lawless...

10° POSTO: W.A.S.P. "The Crimson Idol"

Lo vedo sul palco... durante il suo tour mondiale Blackie Lawless volteggia come un ossesso sul manubrio della moto costruito accanto al microfono, ruota e si dimena a velocità incredibili, la folla lo acclama, ma ad un tratto tutto si rallenta nella sua mente, si confondono le voci del pubblico, per la prima volta Blackie Lawless pensa. Pensa e si rende conto di doversi chiudere in se stesso per comporre una opera complessa, introspettiva e, scusate la parola, profonda: nasce così "The Crimson Idol".

Una domanda sorge adesso spontanea: la stessa persona che scopa come un animale, che mangia sangue (al gusto di marmellata) dai teschi, che assomiglia al personaggio Gambadilegno in versione selvaggia e con parrucca, è la stessa persona che scrive nel 1992 questo Concept Album
La maturità è finalmente arrivata e quello che stupisce è che colui che si definisce "Senza Legge", in realtà si impone molte regole e tante riflessioni interiori, ma anche tanto tempo per la composizione del disco. A tal proposito immagino una scena dallo studio della Capitol Records dopo l'ennesima sfuriata per i ritardi nelle registrazioni:
- "Ma... ma Lawless è ancora qui? Sa che ore sono?! Abbiamo chiuso lo studio da ore ormai, ha fatto pure scattare l'allarme e sta arrivando la polizia?"
- "Eh... mi lasci comporre l'Opera, mi lasci solo con la mia Motosega"
- "Che cazzo... sono anni che registra dischi in due giorni! Guardi abbiamo cercato di accontentarla in tutto, abbiamo comprato un manubrio in argento da mettere sul microfono, abbiamo fatto tritare i mirtilli biologici per la marmellata da mettere nel teschio, però adesso basta! Non ne possiamo più, ma cosa starà scrivendo?!? A noi vanno bene quelle quattro cazzate sulle moto, il sesso..."
- "L'arte è in me, il Capolavoro va scritto, se ne vada ora la Motosega mi sta parlando..."

Le prime volte che ascoltavo il disco facevo fatica a credere che fossero gli W.A.S.P. ma non per il loro inconfondibile sound, piuttosto per la cura del dettaglio e gli approfondimenti complessi nella costruzione delle canzoni. La cifra stilistica sta infatti nei momenti malinconici e negli arpeggi, sono questi a determinare la profondità dell'album, a metà tra The Who e Led Zeppelin. I toni cupi, epici sono una novità per il gruppo, ma sembrano i momenti più rodati del Concept e si sposano alla perfezione con le cavalcate elettriche, basta sentire le prime note da "The Titanic Overture" per capire.

A livello narrativo la Storia ha come protagonista Jonathan Aaron Steel che vive una infanzia triste, perché i genitori lo odiano e lo considerano uno sfigato rispetto al primogenito. Ci sono due stratagemmi che aiutano l'evoluzione di storia e musica: 1. Lo specchio: vera coscienza del protagonista, ma anche entità dal carattere mistico, grazie al quale può costruirsi un mondo immaginario. 2. La morte improvvisa del fratello al quale consegue la ribellione e la scoperta di una sfavillante chitarra in un negozio che permette al disco di tirare fuori i momenti più metallari, ma anche di giusticare il talento musicale di Jonathan Aaron.

Apro una parentesi su una pochezza atavica di Lawless, cioé nel disco della vita, nel Concept più complesso della carriera, comunque non riesce a trovare un cognome diverso da Steel al suo personaggio?!?
Andiamo comunque oltre nella Storia, ricordando i consigli di Aristotele nella nostra Anteprima alla Classifica, di non fare le pulci a nessuno ma seguire solo le emozioni.

Dopo il suo primo disco Jonathan avrà un successo enorme, al quale seguirà l'abuso di droghe e relativa perdizione. Aaron Steel si è del tutto trasformato nell'idolo delle folle, il solo ed inimitabile "The Crimson Idol" ed anche lo specchio, che era rimasto il suo unico confidente, perde il suo ascendente sul protagonista. Il finale lo sapete: Jonathan Aaron Steel si rende conto di quanto falso e ipocrita sia il successo e gli manca tragicamente l'affetto delle persone care, così dopo la fine di un concerto decide di impiccarsi con le corde della sua chitarra (finezza peraltro che ho sempre apprezzato rispetto al solito suicidio).

Non capisco però fino in fondo se Lawless sta scrivendo una autobiografia immaginaria o una storia parzialmente tratta dalla sua vita, perché in entrambi i casi qualcosa non torna. Non capisco se veda una realtà deformata pensando che gli W.A.S.P. stanno avendo il successo planetario del suo personaggio o se lui in cuor suo spera di raggiungere quel tipo di fama o se più semplicemente si inventa una storia con alcuni punti di contatto con la sua vita.

Ci sono infine due momenti marginali che mi hanno sempre colpito: in primo luogo quando Jonathan Aaron Steel incontra sul ciglio della strada una zingara che, poco prima del debutto discografico, gli confida di avere avuto la visione di un eroe che cade in disgrazia e lo ammonisce: "Be careful what you wish for, cause it may come true" (Attento a ciò che desideri, perché potrebbe realizzarsi davvero). Questa frase mi è sempre rimasta dentro, ma dico di più: che bel concetto! 
Sono quasi commosso dallo spunto narrativo di Blackie, perché anche se compare in sordina a metà disco, ritornerà nel finale e mi trasmette una idea di Lawless che ragiona profondamente sulla sua storia, sul suo disco, riflette, pensa e questo mi basta per emozionarmi!
In secondo luogo: la brutalità dei suoi genitori. In generale sono convinto che caratterizzare i personaggi sia importante, ma la brutalità di madre e padre di Steel è quasi eccessiva. Prima lo odiano, perché è un fallito (ha 17 anni ed è già un fallito?!) e, nonostante la morte del fratello primogenito, non c'è mai un riavvicinamento e nel finale quando Jonathan si pente della sua perdizione e telefona a casa per dire loro che li ama, cosa fanno gli amorevoli genitori? 
"No guarda Ciccio che noi non abbiamo nessun figlio" e giù il telefono... 'Aiale che ignoranza! Allora il padre e la madre di Hitler che avrebbero dovuto fare?

Concludo dicendo che ho nel cuore questo disco, per i suoi toni cupi, le emozioni che sa dare, ma anche di fronte ad alcune ingenuità o passaggi musicali banali merita di stare nella classifica tra i migliori Concept Albums di tutti i tempi. Rappresenta un esempio di come le persone non si conoscono mai a fondo e non si devono mai giudicare, perché se Blackie Lawless ha saputo essere così profondo, allora dobbiamo davvero star attenti a ciò che desideriamo, perché potrebbe realizzarsi davvero.

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