5 mar 2016

RECENSIONE: HYPOCRISY "THE FOURTH DIMENSION"



Chiudo gli ultimi bottoni del cappotto, esco di casa anche se fa freddo e nelle orecchie suona questo album del 1994 degli Hypocrisy. Ho bisogno di camminare, forse abbassare anche la testa, insieme a Peter Tägtgren e alla sua quarta dimensione.

Sono  i primi e gli ultimi momenti del disco che determinano la maggior raffinatezza degli Hypocrisy, tracciano cioè quella strada che porterà al definitivo salto di qualità. In "Apocalypse" e "The Fourth Dimension" si capisce infatti che il diamante si sta sgrossando rispetto al passato, dopo gli album degli esordi, per la prima volta si percepisce quella malinconia malata tipica del capolavoro "Abducted" che seguirà due anni dopo.

Mentre cammino mordicchio la punta del cappotto più vicina alla bocca, mi guardo intorno anche se in realtà mi sto guardando dentro grazie al doom tetro che accompagna le mie riflessioni. 
Il disco vive di fasi alterne, ma sostanzialmente sono sempre due tipologie di canzoni: quelle più lente doom e le sparate death metal (la maggioranza) vicine ai principi insegnati da Dan Swäno. Da giovane nel 1994 ho sempre preferito i momenti doom, mentre oggi devo dire che le accelerate mi aiutano a vivere con più forza il quotidiano, anche se qui non sono sempre centrate.

Questo album è un tassello di avvicinamento alla perfezione formale degli Hypocrisy, forse il tassello più sostanziale per tracciare l'evoluzione nel loro suono, ma rispetto al successivo "Abducted" ha meno coraggio e resta ancorato al doom/death canonico.

Questo cielo plumbeo di oggi però sembra fatto appositamente per valorizzare le ritmiche di Tägtgren che, senza ombra di dubbio, ha personalità. Il carisma di Peter si sente nella fermezza con cui sostiene determinati momenti doom, nella decisione con cui compone le canzoni più veloci e, anche se è solo una mia supposizione, comanda anche alla Nuclear Blast.
In questo pomeriggio fissando il mare nero sotto un cielo grigio mi sono rimbalzate queste note, pensando al 1994 e a come ero più di venti anni fa... Ho iniziato a fantasticare a vedere uccelli neri sorvolare il pelo dell'acqua, ma poi ho sbattuto ancora una volta gli occhi e mi sono trovato dentro un sorriso dato dal terzetto: "Slaughtered", "Orgy In Blood" e "The North Wind".

Mi sono venuti confusi ricordi della scuola, di vecchi amici, dei mondiali di calcio negli USA, di luoghi rimossi dalla memoria, ma mi sono sentito bene in questa malinconia di rimembranze e Peter Tägtgren ne sarebbe stato fiero!

Voto: 7.5
Canzone top: "Apocalypse"
Momento top: l'atmosfera in "The Fourth Dimension"
Canzone flop: "T.E.M.P.T."
13 canzoni, 56 minuti
Anno: 1994
Etichetta: Nuclear Blast