26 ott 2019

I BRANI PIU' INDISPONENTI DEL METAL - N.9: MANTRONIC (WASP) E PSYCHOTRON (MEGADETH)



Il mondo del metal da sempre recepisce di seconda mano e cucina in varia salsa personaggi e storie della fantasia, dalle saghe epiche classiche a quelle fantascientifiche. Uno dei personaggi ricorrenti in questo ultimo tipo di storie è il cyborg, creatura fabbricata da altri uomini, che però non è costituito soltanto da parti meccaniche, ma anche da parti organiche. Il cervello del cyborg è impostato in maniera che non sia consapevole del suo ruolo, o meglio che lo trovi “naturale”, non umiliante. Ma se il cervello è anche umano, ad un certo punto svilupperà una consapevolezza critica che lo condurrà a volere una propria identità, e quindi a non tollerare più di essere subordinato alla volontà degli uomini.

I cyborg si ribellano tutti: da Blade Runner ai cartoon d'epoca Kyashan e Starzinger, ai meganoidi di Daitarn 3.

Il cyborg è anche una metafora: l'uomo che acquisisce consapevolezza, sia in chiave comunista (consapevolezza di essere sfruttato, la coscienza di classe proletaria), sia in chiave superomistica (la consapevolezza di una propria superiorità individuale, che lo fa ribellare in maniera solitaria a qualsiasi sistema in quanto ad esso superiore). Un esempio di cyborg metal è Iron Man, in verità una sorta di aborto sperimentale che si ritrova a vivere da uomo in un corpo d'acciaio, che non gli consente agilità ed espressione emotiva. Potrebbe essere una metafora di una malattia, di una condizione sociale, qualcosa di acquisito però, che toglie la plasticità e la fluidità ad una persona, irrigidita in un guscio anonimo.

Altri esempi di cyborg metal potrebbero essere "Mantronic" degli Wasp e "Psychotron" dei Megadeth. Ce ne saranno altri, ma questi due ce li ho come due sassolini nella scarpa.

Gli Wasp piazzano "Mantronic", e all'epoca il film di riferimento era Terminator, al punto che a qualcuno è venuto in mente di montare un video con scene del film e il brano in questione. Però che c'entra l'immagine del cyborg in un disco che parla di chitarre, sesso, ribellione e rock? Sarà mica un modo di descrivere il centauro, metà uomo e metà motocicletta? Plausibile. Però il centauro appunto è metà e metà, e quindi non vive un dramma, se mai si “fonde” con la sua parte meccanica come se fosse una parte del suo organismo. Ricordiamo a tal proposito che invece Blackie Lawless descrisse, con vena comica, un altro ibrido problematico, l'uomo-animale, il manimal. In quel caso egli descrive il dramma dell'istintualità di un uomo dagli istinti ingabbiati, che per esprimersi deve trasgredire, quando invece semplicemente esprime la propria natura. Dicevo tragicomico perché in realtà non si parlava dei massimi sistemi ma solo del sottotitolo “Manimal: I fuck like a beast”.
Se il centauro invece si sente problematico in groppa al suo cavallo di ferro, che scenda... Non ha senso certamente un centauro low-rider come figura tragica rispetto alla sua fusione con la moto, anzi: è da lì che gli viene l'emancipazione, la libertà.

Parliamo allora davvero di un cyborg inteso come metafora dell'uomo moderno, l'uomo tecnologico? Ma non direi, perché egli afferma che una delle mutazioni che lo affligge, o di cui va fiero, vai a sapere, sono le “palle d'acciaio, perle meccaniche”. Ci fa piacere, ma allora dove sta la tragedia se addirittura c'è stata una miglioria? C'è un uomo, metà macchina e metà carne e ossa, che va a duemila sulla corsia di sorpasso, sta impazzendo e andando alla deriva, rivendica di aver fatto il suo dovere ma di sanguinare. D'altra parte, per sua stessa ammissione: “sanguina ma non sente dolore”. Non soffre quindi, è solo lamentoso in maniera indisponente. E ci ammonisce, come se ci avessimo capito qualcosa in chi è e cosa vuole: “attenti, perché ciò che desiderate potrebbe avverarsi”. Questa frase è un pallino di Blackie, la mette in bocca anche alla zingara di “The Crimson Idol”, quando mette in guardia il protagonista che se esprime il desiderio di avere successo, rischia poi di averlo davvero (con tutte le conseguenze nefaste che al momento non può prevedere).
Mantronic è quindi un essere umano fuori controllo che soffre e mette in guardia gli altri: sì, ma da cosa? Qualcosa che riguarda la parte “artificiale” del suo essere? Qualcosa di sé che egli ha modificato per poi rimanerne per sempre condizionato? Stiamo al solito parlando di tossicodipendenza in maniera cifrata?

Nel tentativo fallimentare di parlare di androidi si rilanciano i Megadeth all'apice del successo commerciale, con “Countdown to Extinction”. Disco discreto, forse un passo commerciale più lungo della gamba artistica, perché alla fine non tutte le canzoni sono memorabili, e la voce di Mustaine è indigesta come il fritto del giorno prima. Siamo quindi al limite, sul ciglio dello sputtanamento, evitato dalla voce sgraziata..."Psychotron" è una canzone veloce veloce, potremmo dire un riempitivo, che arriva troppo presto al ritornello, un ritornello semplice semplice.
Questo essere bio-tronico (che poi basterebbe dire bionico) chi sarebbe? Cosa ci racconta Mustaine? E' una specie di Predator, un essere con parti organiche e parti meccaniche, si specifica “non un cyborg”, dall'attitudine ciecamente aggressiva mediante armi da fuoco. Non è dato saperne di più, entra in scena senza esprimersi, ce lo presenta Mustaine da fuori ma bisogna tirargli fuori le parole con le pinze. Avrà un cervello umano, quindi in un corpo biomeccanico: va beh, sai che trovata... ma perché non possiamo chiamarlo cyborg? Perché adesso che scrivo non posso indicare questo brano come “il pezzo dei Megadeth su un cyborg”? Cosa me lo impedisce? Perché Mustaine ci lascia questo divieto misterioso senza darci uno straccio di dettaglio su questo tizio?

Una povertà d'immaginazione da brividi. Ma insomma, perché non racconti del tizio che ti saluta sempre all'angolo della strada, della tipa che a scuola la dava a tutti, insomma cose che sai, vita vissuta, almeno qualche dettaglio divertente ti verrà in mente (e infatti per esempio "High Speed Dirt "parla di quanto si butta col paracadute). Ma per quale motivo uno deve andare a tirare in ballo psicotroni se poi non ha la minima idea di cosa fargli fare?!

Blackie e Mustaine, due compagni di giochi con in mano dei robottini e non sanno inventare una storia, mettere in scena una guerra in cui magari uno ha un'arma speciale, insomma cose così. Un robot si lamenta delle sue palle d'acciaio; l'altro spara a raffica senza proferire parola.
Mustaine fa forse ancora più rabbia, perché esce da un immaginario in cui più volte ha descritto personaggi metà uomo e metà mostro; la stessa mascotte è uno scheletro con parti di metallo (Rattlehead). Il mondo dei Megadeth ad un certo punto si avvicina a temi di fantascienza o di tecnologie impazzite, per poi atterrare d'emergenza su psychotron.

Un genere che fa dell'immaginazione il suo vanto non può sbatterci in faccia due robot con le pile scariche.

Ci dicono più i Ricchi e Poveri sull'amore che gli Wasp e i Megadeth messi insieme sugli androidi.

A cura del Dottore

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