19 dic 2019

CLASSIFICA: I MIGLIORI ALBUM METAL DEL 2019




Non c’è una regola, ma ultimamente le mie necessità di confronto musicale con gli altri tendono ad un’asciuttezza zen ben esemplificata da un sorriso sornione.

L’architettura sonora del 2019 è infatti fragile e la grandeur degli anni passati, che cerca di certificare noi stessi attraverso una classifica degli ascolti, diventa pallida.
Niente è più utile di un sorriso nel veloce mondo contemporaneo, la reiterazione trascendente di “Fear inoculum” ne è solo un’espressione deformata. Quando i 79 minuti di questo flash di luci arrivano a compimento è ormai tardi per parlarne, tardi per avere la completa percezione di un abisso creativo, è tardi per riconoscerci nel noioso grunge mainstream, ma la macchina sonora dei Tool è lo specchio dell’anno 2.019!

L’apporto della voce, dei testi, delle chitarre è valorizzato dalla gestazione, in questo mondo contemporaneo dove si vuole tutto-e-subito; il nostro Blog premia quello che necessariamente è un percorso e non un prodotto; è l’opposto di un disco dell’anno: è il disco degli anni.
Anni che sono passati nelle nostre vite, anni che sono trascorsi perdendosi nell’attesa, dimenticando anche di quello che stavamo aspettando; il 2019 è quindi l’anno in cui è arrivato Godot!

Insieme a Godot apprezziamo soprattutto alcune frontiere del nuovo noise che dilatano i suoni verso galassie sporche: come viaggiare in mondi astrali di spazzatura metallica (leggi Waste of Space Orchestra) o insieme al dio mesopotamico del sole Schammasch o rumoristiche ossessive come scale a chiocciola nella cittadella sonora dei Lightning Bolt.

Se è vero però che le donne salveranno il mondo, Lingua Ignota non riesce a farsi spazio tra i primi dieci perché le loro sofferenze suonano artefatte in un grembo materno comunque ancora troppo simbolico: approvazione senza sentimenti per “Caligula”, come per Anna lo scorso anno.

Camminando in questi mesi ci siamo imbattuti con piacere in creature mostruose nate dalla mente di Kristian Eivind Espedal o dal lutto personale del leader Juha Ravio degli Swallow the Sun.
Ma non è tutto oscuro quello che non luccica. Ci sono lampi di vita dall’amico Sascha Paeth, nel genio di Devin Townsend e nell’energia metropolitana dei Fever 333 che tanto richiama le piazze e le lotte no global.

Se volete cercare le cose ci sono, basta averne la curiosità e lo facciamo noi di Metal Mirror per voi. 

Ma non ce ne vogliate perché il 2019 andrà ricordato come l’anno in cui è arrivato Godot a sorriderci!

Classifica:

1. Tool - “Fear Inoculum”

2. Waste Of Space Orchestra - “Syntheosis”

3.
Devin Townsend - “Empath”

4. Schammasch - “Hearts of no Light”

5. Soen - “Lotus”

6. Sascha Paeth’s Master of Ceremony - “Signs of Wings”

7. Lightning Bolt - “Sonic Citadel”

8. Swallow the Sun - “When a Shadow is Forced into the Light”

9. Gaahls Wyrd - “GastiR - Ghost invited”

10. Fever 333 - “Strenght in Numb333rs”