29 lug 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - "CONSTELLATION" (ARCTURUS)


O anche: l’EP che ho desiderato ardentemente...ma che non ho mai posseduto...

Anno 1994, fenomeno black metal norvegese in piena espansione, una recensione illuminante, massimo dei voti, un nome sconosciuto: Arcturus.

Non erano tuttavia sconosciuti i personaggi coinvolti nel progetto. Samoth, chitarrista degli Emperor, e Hellhammer,  batterista dei mitici Mayhem, erano già di per sé una garanzia in merito alla qualità delle energie messe in campo.  Garm, dietro al microfono, militava negli Ulver, all'epoca non ancora noti ai più, ma pronti a fare il grande salto (l'anno successivo avrebbero rilasciato il loro debutto-capolavoro "Bergtatt"). Completava l'organico Sverd, l'unico nome non vincolato ad una band in particolare (sebbene avesse supportato gli stessi Emperor dal vivo): virtuoso delle tastiere, egli ricopriva anche il ruolo di principale compositore negli Arcturus. 

26 lug 2019

NEUROSIS / GODFLESH / YOB: LIVE AT O2 KENTISH TOWN FORUM, LONDON (20/07/2019)


Ancora Neurosis, ma questa volta mi sento sereno, sgravato dal fardello di tensioni che mi ero portato dietro la volta precedente. Era il novembre del 2016 e per il sottoscritto fu la prima volta con la tribù di Oakland, dopo anni di ascolti ed un’occasione mancata di vedere i Nostri dal vivo, vent'anni prima, per il tour di “Through Silver in Blood”. Una ferita che bruciava ancora dentro... 

Questa volta è diverso: il Rito di Iniziazione è stato consumato, non ci sono pretese nei confronti della band, non permangono sensi di rivalsa o di rivincita esistenziale. Oggi sono qui semplicemente per godermela, tanto più che come compagni di palco troveremo gente del calibro di YOB e Godflesh

23 lug 2019

UNA RIFLESSIONE SUL TERMINE "CAPOLAVORO" (e un caso concreto...)



Riporto dalla Treccani: 1. La migliore in una serie di opere di un artista, di uno scrittore o di un’età, di una scuola, ecc. 2. Opera eccellente in genere.

Sono le definizioni del termine capolavoro

Forse una delle parole più (ab)usate nelle recensioni musicali (e non solo). Spesso la usiamo con leggerezza, enfatizzando la qualità di un’opera che, nella maggior parte dei casi, ha un valore fortemente soggettivo, perché inevitabilmente filtrata attraverso la nostra sensibilità e il nostro gusto.

20 lug 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO: IL FREDDO VIOLA DELL'AZERBAIGIAN



Entro in Azerbaigian e sento una strana atmosfera. Quasi tutta concentrata a Baku, la capitale. In lontananza si sente un fruscio che, passo dopo passo, prende la forma di un fondale sonoro. Black-folk probabilmente, si cominciano a sentire colpi sordi di batteria. Mi ricorda quando, nei mesi estivi, dal mio terrazzo cercavo di seguire i concerti, a volte metal, del centro sociale Macchia Nera, a distanza di un chilometro di case, giardini e viali alberati. Avrei potuto mettere un registratore, e sarebbe venuto fuori qualcosa che somiglia a questi azeri, gli Yahendar. Musica lontana, affidata alla fantasia e alla suggestione, ma anche vagamente minacciosa e carnivora. 

17 lug 2019

SHORT STORIES - "TURN THE PAGE" (METALLICA)



Sono le 4.56 del mattino in un bar della periferia: presto per tutto, anche per pensare di essere vivi. 

Ordino un caffè e vedo le mie occhiaie riflesse nello specchio dietro ai liquori; la barista si fa la coda e inizia “Turn the Page” dei Metallica. 

14 lug 2019

GUIDA RAGIONATA AL DECENNIO INFALLIBILE DEGLI ENSLAVED



Dal 2008 ad oggi gli Enslaved sono uno dei pochi gruppi che ha sfornato sempre dischi ottimi; far bene le cose è una dote e a volte, quando le cose vanno bene, tutti ti perdonano più facilmente. Alla band di Ivar Bjørnson in questo decennio non si può che dire grazie per i cinque album concepiti: “Vertebrae”, “Axioma Ethica Odini”, RIITIIR”, “In Times” e (scusate il gioco di parole) “E”.

Ma è tutto oro quel che luccica? Ecco una guida ragionata per scegliere ciò che vi serve della band norvegese.

11 lug 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - "S/T" (GODFLESH)


Lasciando bianca questa pagina avremmo forse reso un miglior servizio, a noi che scriviamo e a voi che leggete. E’ luglio ed avreste piuttosto beneficiato di una boccata d’aria fresca. Ed invece no!, eccoci imbracati in pesanti tute d’amianto che ci caliamo nei liquami radioattivi e nei miasmi infernali dell’industrial metal dei Godflesh

Parlare dei Godflesh d’estate fa già afa all’idea, figuriamoci riascoltare il loro primo EP del 1988 per buttare giù questi nostri due pensieri. 

8 lug 2019

ADLER'S APPETITE, E LA CATTIVA IDEA DI METTERE IL PROPRIO NOME AD UN GRUPPO METAL



Dicemmo già in altra occasione del percorso che portò Jon Oliva a fondare un progetto parallelo, Il Dolore di Jon Oliva. La natura di quel progetto, che alla fine poi fu una deriva sinfonica e teatrale dei  Savatage, fu il bisogno di ritagliare per sé uno spazio lirico separato, più per pudore e necessità di esprimersi a titolo personale, per rivangare un dolore irrisolto. La firma su quel progetto era forse un atto di umiltà, come dire: badate, è solo un mio progetto, ci tengo a precisarlo. Una diminutio rispetto al nome Savatage, sotto il quale la stessa musica avrebbe ottenuto, e ottenne, più attenzione. Ma anche un atto di onestà artistica, come per dire: guardate, io non esco dal mio dolore, e di quello voglio parlare; mi sento più a mio agio a farlo a titolo personale.

5 lug 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - ARMENIA, CROCEVIA DELLE TENSIONI SPIRITUALI



Armenia. Una terra a noi nota solo perché possiamo aver sentito parlare del genocidio armeno ad opera dell’Impero Ottomano. Un genocidio di cui ci importa il giusto, magari una menzione del Papa durante l’Angelus, una tantum, e un accenno sui libri di storia. La Turchia lo contesta, nella quantità e nella qualità, ascrivendolo al conflitto bellico dell’epoca e non ad un’operazione di pulizia etnica. 

L’Armenia lo rivendica con dolore, anche nella produzione metal, trasversalmente agli stili, in un ribollire di fantasie di vendetta e afflati di rivendicazione nazionale.

2 lug 2019

I BRANI PIU' INDISPONENTI DEL METAL - N.7: "INVADER(S)" (JUDAS PRIEST, IRON MAIDEN)



Ci sono certezze che si cristallizzano dopo anni di esperienza senza saperne la spiegazione. Nel metal, ad esempio, uno di questi misteri riguarda le canzoni a proposito degli invasori.

Gli Iron Maiden cadono in questa trappola all'inizio del loro storico “The number of the beast”. Una zappata sui piedi come poche, la canzone “Invaders” di apertura, ammazza una struttura iniziale da brano Maiden tipico con un ritornello che sembra il verso sgraziato di un gallo. Si pensi che la fama di Bruce Dickinson, e l'affermazione dei Maiden di maggior successo, passa da questo disco, e paga pegno a questo brano, su cui inspiegabilmente all'epoca qualcuno puntò come apripista.