28 nov 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL: "LUMINA AUREA" (SWALLOW THE SUN)


L’EP, come si diceva nell’introduzione alla nostra rassegna, costituì per band emergenti, o poco più che emergenti, uno strumento sostenibile per immettersi od affermarsi nel mercato discografico senza dover sostenere i costi elevati di un full-lenght. Almeno questo accadeva negli anni ottanta ed inizio novanta, dove per il metal il passaggio dalla cantina allo studio non era cosa da dare affatto per scontata. Con internet, e dunque con le accresciute possibilità di condividere e diffondere materiale tramite la rete, la necessità di ricorrere ad un EP, almeno per farsi conoscere, venne meno.

Per quanto riguarda il nuovo millennio, l'impiego dell'EP si è caratterizzato per altre funzionalità: onorare il contratto con una casa discografica di cui ci si vuole liberare, per esempio, oppure  buttare in pasto al mercato del materiale giusto per aver una scusa per rimettersi in tour, che rimane la principale fonte di guadagno per una band oggigiorno. Ma vi sono stati dei casi in cui anche dei "lavori brevi" si sono distinti per qualità ed ispirazione, riflettendo un'esigenza comunicativa specifica, come successo con "I" dei Meshuggah, o un momento particolarmente significativo per l'artista: è il caso di “Lumina Aurea”per Juha Raivio, leader dei finlandesi Swallow the Sun

25 nov 2019

I BRANI PIU' INDISPONENTI DEL METAL - N.10: "SONS OF SATAN" (VENOM)



Guardando a ritroso dal 2019, l'effetto di tre tipi borchiati che si dichiarano “Figli di Satana”, anche solo per la scena, è praticamente nullo. Anche perché, retrospettivamente, non erano né i primi né i soli in quel periodo a utilizzare la suggestione satanica per fare qualcosa. Dovremmo ignorare l'esistenza dei Black Sabbath per considerare nuovo il satanismo in musica, e infatti la novità non fu genericamente l'elemento satanico allora già rappresentato, e non fu neanche quello a venire, filosofico, di matrice anticristiana e neopagana.

22 nov 2019

RECENSIONE: "DISTANCE OVER TIME" (DREAM THEATER)


Non finisce più John, non finisce più...” e con questa sono quindici notti consecutive che John Petrucci si sveglia in preda al panico, sudando come un bambino. La moglie lo fissa: "Forse il prossimo disco è meglio, non farlo lungo come “The Astonishing”, non pensi John?".

19 nov 2019

TOPOGRAFIA METALLICA - LA FORESTA



Si fa preso a dire foresta. Innanzitutto, va ammesso che prima dell'avvento del black, il metal era poco boschivo. L'epic metal faceva riferimento a foreste mitiche, ma tolto questo il topos della foresta non era frequentato molto. Oggi, su 170 gruppi che scelgono di includere “foresta” nel proprio nome, 140 sono black, nelle sue varie declinazioni. La foresta è un topos che attira tutti, da tutte le direzioni. Voglio dire, suona naturale che una forest provenga dal repertorio di tali Ferocia della Stregoneria Nera, e quasi scontato che scrivano una forest talaltri Il coro dei corvi morti; quasi obbligatorio che abbiano una forest gli Alberi Morti. E con tutt'altra valenza, forse bucolica e ecologica vanno a parare nella foresta Anti-society, per esempio.

16 nov 2019

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO: GLI ULTIMI VENTI ANNI DEI CRADLE OF FILTH - Parte seconda



Nella sala Direzione della Sony si discute ancora: “... ma chi cazzo ve li ha fatti scritturare?!”. 
E volano carte, libri e tutto ciò che è a portata di mano del responsabile marketing: “Quale cazzo di idea vi è venuta in mente? Uno non può assentarsi un attimo per andar in vacanza con la famiglia e voi mi producete un disco di un nano vestito di nero, con un’orchestra oltretutto, sapete quanto ci costano trenta coristi??! Ma poi per cosa!? Neanche si sentono in quel frastuono!!! Fatemi entrare Dani Nano Monnezza che ci parlo io... avanti!”

13 nov 2019

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO: GLI ULTIMI VENTI ANNI DEI CRADLE OF FILTH - Parte Prima




Qualcuno di voi ricorderà il concetto proustiano della “memoria involontaria” cioè un odore, un colore, un sapore di qualcosa che abbiamo vissuto e che non riusciamo a ricordare più. Proust nella Recherche restituisce senso al tempo che contiene la memoria di ciò che si è dimenticato e, allo stesso tempo, alla memoria che contiene il tempo di ciò che si è perduto.

Sotto questa ottica ho pensato di approfondire l’opera dei Cradle of Filth nell’ultimo ventennio, perché in fondo al mio cervello c’è qualcosa che riescono a far affiorare su me stesso, su di loro e sul senso generale della vita.

10 nov 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL: "ARC" (AGORAPHOBIC NOSEBLEED)


Honky Reduction” con i suoi ventisei brani non toccava i diciotto minuti di durata; “Frozen Corpse Stuffed with Dope”, trentotto brani in tutto, non arrivava a trentaquattro minuti. Venne poi “Altered States of America” che probabilmente ha battuto ogni record mettendo in fila novantanove tracce in solo ventun minuti. Con “Agorapocalypse”, ventotto minuti e mezzo per "solo" tredici brani, sembrava quasi di respirare. Se questa era la cifra stilistica espressa nei quattro “full-lenght” rilasciati dai “cyber-grinderAgoraphobic Nosebleed nella loro carriera ventennale, cosa era lecito aspettarsi dall’EP “Arc”, composto da soli tre brani? 

In verità “Arc”, contro ogni previsione, si avvicina alla mezzora, sfoggiando un sound che poco o nulla ha a che spartire con l’universo espressivo del grind, percorrendo piuttosto in senso opposto il range delle sonorità estreme per approdare alla lentezza ed alla dilatazione di una opprimente e malata forma di sludge-doom: un’auto-negazione stilistica che non è altro che l’ennesima beffa targata Agoraphobic Nosebleed

7 nov 2019

VIA LUCIS - LA CRISTOLOGIA DEGLI INCHIUVATU, O GESU' VISTO DA DIETRO.



Alla luce di tutto il loro corso artistico, gli Inchiuvatu appaiono come il progetto di metal “cristologico” più longevo su scala internazionale. Ciò che inizialmente ammiccava al satanismo a livello iconografico, già da subito però si mostrava una specie di ricerca demonologica incentrata sulla figura del Cristo, l'inchiodato, e delle figure popolari, pagane o cristiane, che gli ruotano intorno.

4 nov 2019

COSA E' METAL E COSA NON LO E': I DAUGHTERS NON LO SONO, MA QUANTO FANNO MALE! LIVE AT ISLINGTON ASSEMBLY HALL, LONDON (31/10/2019)


Ci si è spesso chiesti in redazione cosa possa essere definito metal o cosa no, se per esso si debba intendere un insieme di suoni pesanti e minacciosi, come i buoni Black Sabbath iniziavano già ad insegnare nel 1970 (dando di fatto l'avvio, da un punto di vista stilistico, alla stagione metal), oppure una attitudine ben precisa e, soprattutto, la consapevolezza di essere e suonare metal. 

Una band come i Daughters, che pure nasceva dalle ceneri degli As the Sun Sets (descritti come grindcore), non può essere inserita nel calderone del metal, per attitudine ma soprattutto per suoni, men che meno la reincarnazione post-reunion del 2013, che iniettava in un assalto frontale a base di noise-rock ed industrial certe atmosfere più tipicamente no-wave.

1 nov 2019

RITRATTO DI UN ARTISTA DIMENTICATO: PASI KOSKINEN


«Che fai qui, ragazzo?».
«Niente».
«E allora perché ci stai?».
«Così…».
«Sai già leggere?».
«Oh sì».
«Quanti anni hai?».
«Nove compiuti».
«Cosa ti piace di più: una tavoletta di cioccolata o un libro?».
«Un libro».”

Il cantante finlandese Pasi Koskinen mi ricorda l’incipit del romanzo “Auto da fè” di Elias Canetti, perché anche lui nella sua semplicità canta, come il bambino legge e sembra avere in sé l’innocenza della vittima sacrificale, ma di fatto paga a caro prezzo la differenza verso i suoi simili. Come Pasi è un cantante sottovalutato e diverso dal panorama che lo circonda, restando forse non del tutto compreso, allo stesso modo Peter Kien, il protagonista del libro, e il bambino non fuggono al loro strano destino.