29 nov 2022

VIAGGIO NEL FUNERAL DOOM: EYE OF SOLITUDE

 


Trentesima puntata: Eye of Solitude - "Canto III" (2013) 

Agli Eye of Solitude piace vincere facile: copertina pittoresca, concept sulla Divina Commedia, funeral doom potente, melodico, schietto; i My Dying Bride come stella polare. 
 
Siamo nel 2013, del resto, quando oramai il funeral doom era già stato mangiato, digerito e defecato da molti. I Nostri poggiano indubbiamente sulle spalle dei giganti che il genere lo hanno creato, sviluppato e perfezionato, ma il pregio di “Canto III” è uno e fondamentale, ossia quello di essere un ottimo album. Gli Eye of Solitude, in fondo, non sono neanche dei nani, in quanto capeggiati da Daniel Neagoe che è indubbiamente un profilo di alta levatura nei ranghi del genere. 
 

24 nov 2022

GUIDE PRATICHE PER METALLARI: IL ROCK ITALIANO


Bene, adesso che ci siamo tolti il dente dedicando un intero articolo al rock progressivo italiano, possiamo con maggiore serenità rivolgerci al "rock italiano in senso più ampio", proposito, ahimè, dagli orizzonti comunque vaghi e confusi. 

19 nov 2022

VIAGGIO NEL FUNERAL DOOM: EA


Ventinovesima puntata: Ea – “Ea” (2012) 

E’ strano pensare che al mondo ci siano persone che venderebbero l’anima per dieci minuti di notorietà ed altre invece che trincerano il loro operato dietro al più assoluto anonimato. Quest'ultimo è il caso degli Ea, di cui non si sa nulla, nemmeno da dove provengano. Si ipotizza Russia, Stati Uniti, persino Antartide (così riporta Metal Archives), ma a parte quest'ultima cazzata, l'endorsement della Solitude Productions (nota etichetta russa che assiste principalmente band russe nell'esprimere la propria vocazione per il funeral doom) farebbe pensare che questi oscuri figuri siano proprio di nazionalità russa.  

L'origine e la collocazione geografica, in verità, non sono l'unico elemento di mistero che avvolge gli Ea, in quanto anche per tutto il resto le informazioni sul loro conto e sui loro album sono assai vaghe: booklet privi di note accompagnano i loro lavori, i testi sono ignoti e pare che persino la lingua utilizzata sia di loro invenzione, sebbene, sempre secondo Metal Archives, i testi dovrebbero essere redatti in una lingua morta ricostruita attraverso accorte metodologie archeologiche. Aspetto, questo, che non turba certo i nostri sonni: se anche fossero stati scritti in italiano dall'Accademia della Crusca stessa non ci avremmo comunque capito una mazza...

Con “Ea”, quarto album in studio, i Nostri toccano l’apice del loro ermetismo, rinunciando persino a brani e titoli e presentandosi con un'unica composizione di quarantasette minuti che porta semplicemente il nome della band. Quanto a noi, siamo ben lieti almeno per una volta di non dover stare a trascrivere nomi di musicisti e titoli, ma siamo anche consapevoli che tutto questo nel suo insieme (funeral doom, lingue inventate, brani di quasi un’ora di durata ecc.) possa spaventare chi si dovesse approcciare alla band per la prima volta... 

14 nov 2022

GUIDE PRATICHE PER METALLARI: IL ROCK PROGRESSIVO ITALIANO




Non chiedetemi perché, ma tutto ad un tratto mi è venuta voglia di scrivere qualcosa sul rock italiano, un qualcosa come "i dieci migliori album di sempre del rock italiano" (risate in sottofondo), ma ho dovuto mettere a freno la mia urgenza comunicativa perché, approssimandomi al tema, mi sono presto reso conto che bisognava fare chiarezza onde evitare minestroni indigesti. 
 
Si è reso inevitabile, tanto per iniziare, dedicare un primo spazio al rock progressivo italiano, fenomeno che merita, per importanza e contenuti, una trattazione a parte. 

9 nov 2022

VIAGGIO NEL FUNERAL DOOM: LOSS


Ventottesima puntata: Loss - "Despond" (2011)

E’ strano constatare come certi album di funeral doom siano restii ad essere descritti a parole e certi altri, invece, si prestino molto bene ad essere raccontati, tanto da indurre il recensore a ricorrere ad un track by track. Appartiene a questa seconda categoria l’ottimo “Despond”, debutto rilasciato dagli americani Loss nel 2011. 

C’è da ammettere che gli Stati Uniti hanno un tocco magico in campo estremo, cosa vera storicamente (si pensi al thrash negli anni ottanta e al death metal negli ottanta/novanta) ma che si è andata ad accentuare nel nuovo millennio. Indubbiamente, negli ultimi venti anni, i musicisti americani hanno saputo incarnare in modo vincente modelli europei, rileggendoli alla luce della loro sensibilità e degli stimoli ricevuti dalla loro terra: lo si è visto in modo evidente sul fronte del black metal, ma ovviamente anche in altro ambiti come per esempio nel funeral doom. Lo sanno bene proprio i Loss, che vengono da Nashville, non di certo un posto a caso per chi fa musica negli Stati Uniti...

4 nov 2022

METALLICA - IL NON RISVEGLIO



I Metallica sono come un genitore a cui non rivolgi più la parola dopo un comportamento che ti ha deluso. Quando un genitore abbandona un figlio, ci sono tre fasi di reazione. Nella prima, il dispiacere assoluto, la sofferenza cieca, la perplessità che non consente magari di provare neanche odio. Poi, la nebbia mentale, che aiuta ad andare avanti come se non ci fosse mai stato un passato, e per riuscire a non sentirne la mancanza, lo strappo. Un rancore sordo, che non ritiene di dover essere però speso. Infine, il ritorno dei sentimenti, la fase della resa dei conti, come un vulcano che torna in attività.