"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

30 gen 2026

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: OLD TOWER


Lo Spettro della Vecchia Scuola risorge... - Old Tower, "The Rise of the Specter" (2017) 

Non ho mancato di menzionare in sede di introduzione come quella delle copertine sia una dimensione conturbante all'interno dell'universo artistico del dungeon synth. Ve ne sono di bellissime, per lo più in bianco e nero, realizzate a mano, rilucenti di quel fascino artigianale e "fai da te" che spesso possiede la musica che si cela dietro di esse. Come per quello musicale, anche per il lato estetico delle produzioni vale quel concetto - centrale nell'universo artistico del dungeon synth - che ho provato a descrivere nei seguenti termini: la massimizzazione del rapporto virtuoso fra mezzi (poveri) e risultati (a volte) eccellenti. 

Tra le più belle ed accattivanti copertine dell'intera epopea del dungeon synth vi è senz'altro da indicare quella di "The Rise of the Specter" degli Old Tower: una raffigurazione che racchiude molti elementi tipici del genere, dal castello sull'altura al tizio incappucciato in stile templare, dall'ambientazione tetra ed invernale alla cornice barocca, il tutto rincupito ulteriormente da un misterioso globo nero sullo sfondo (sarà il sole, la luna o cos'altro?). Una immagine talmente emblematica che avrei utilizzato per il capitolo introduttivo della rassegna se non avessi poi deciso di recensire l'album stesso. Questo lavoro, infatti, oltre a bearsi di una splendida copertina, tanto suggestiva ed intrigante quanto morbosa ed inquietante, è anche molto valido per quanto riguarda i contenuti. Per questo ne stiamo a parlare oggi. 

25 gen 2026

VIAGGIO NEL METAL BELLICO - INTRODUZIONE



Ci è venuto in mente di trattare il metal bellico perché questo tema ha assunto, recentemente, un certo rilievo. La guerra è un tema comune a qualsiasi genere musicale, soprattutto è facile imbattersi in brani che abbiano testi “di denuncia” della guerra. Magari non è quasi mai chiaro in che termini tale denuncia vada letta, e in genere vi è un presupposto non esplicitato in base a cui l’uomo è buono, la guerra cattiva. Un corollario di questo inquadramento è che esista un futuro realistico, anche se arduo da costruire, in cui le guerre cesseranno e gli uomini impareranno a vivere in pace, come auspicato dalla famosa “Imagine”. Lennon ci va pesante con la sua immaginazione progressista, perché non solo ipotizza un’umanità non belligerante, ma anche agnostica.

22 gen 2026

COME IL METAL ITALIANO E' DIVENTATO SE STESSO - 50 dischi per conoscere il metal italiano (new edition available!)


Cari Lettori di Metal Mirror,
nel ricordarvi che, da inizio febbraio '23, è disponibile la nuova edizione riveduta e corretta del libro in oggetto, linkiamo qui di seguito gli ultimi riscontri avuti da Truemetal.it e da Universorockandmetal.com:

https://www.truemetal.it/articoli/recensione-libro-come-il-metal-italiano-e-diventato-se-stesso

https://universorockandmetal.com/2023/02/25/come-il-metal-italiano-e-diventato-se-stesso/

La Redazione
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Finalmente è uscito! Ci riferiamo a "Come il metal italiano è diventato se stesso: 50 dischi per conoscere il metal italiano": il primo libro realizzato dalla redazione di Metal Mirror! Grazie a questa opera l'approccio "metalmirroriano" che avete imparato a conoscere (e, chissà!, ad amare) sulle pagine di questo blog, trova finalmente spazio su carta!

20 gen 2026

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: THANGORODRIM



Il lato oscuro del dungeon synth - Thangorodrim, “Taur Nu Fuin” (2016)

Si è visto come la rinascita del dungeon synth all'inizio degli anni dieci avesse ricalcato le orme lasciate dai progetti che introdussero il genere per la prima volta nel decennio novantiano: il fenomeno, come successo in precedenza, riaffiorava in superficie come un aggregazione quasi casuale di esperimenti atmosferici compiuti a vario titolo. Per quanto riguarda la seconda metà degli anni dieci, invece, possiamo fare un discorso in parte differente: in quegli anni, infatti, era possibile assistere al configurarsi di un processo collettivo più strutturato e consapevole. Questo non significa necessariamente omogeneità. Volendo semplificare, si potrebbero individuare due diverse tendenze, opposte ma non del tutto inconciliabili: una aperta a nuove prospettive ed una fondata sul recupero dei vecchi stilemi. 

Nell'anno 2016, per esempio, potevi imbatterti nei due primi lavori di Fief e crogiolarti in una dimensione bucolica e radiosa anticipata efficacemente da copertine dai colori tenui e dai tratti fiabeschi. Ma ti poteva anche capitare di avere per le mani il debutto di Thangorodrim, autore di un suono pesante, oscuro ed epico, riflesso alla perfezione nel nero di una copertina che addirittura ripropone il ghigno incazzato del blackster di turno. Insomma, da un lato l’artista simbolo dell’emancipazione dalle origini black metal in direzione fantasy, dall'altro un campione del recupero degli umori tesi, tesissimi della vecchia, vecchissima scuola. E' di quest'ultimo che parleremo oggi:  fan del primo Mortiis, fatevi dunque avanti! 

15 gen 2026

RETROSPETTIVE: I WITCHCRAFT

 


Scrivere oggi dei Witchcraft è un esercizio di pazienza, un po’ come osservare qualcuno che ripete lo stesso gesto ed essere convinti che, prima o poi, quel gesto cambierà di significato.

La band, infatti, sembra ferma e invece si sposta di pochi centimetri alla volta. Abbastanza da non farsi notare subito; abbastanza da rendere inutile tornare indietro.

10 gen 2026

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: FIEF



Il menestrello gentile - Fief, "Fief II" (2016) 

Con Fief possiamo considerarci in una fase avanzata e di piena maturità del dungeon synth. Abbiamo assistito al rifiorire di queste sonorità nei primi anni dieci, una rinascita che avveniva in modo disordinato e attraverso diverse sensibilità: chi recuperava in modo del tutto calligrafico gli stilemi forgiati negli anni novanta, chi, con spirito contaminatore, introduceva novità, chi batteva un percorso isolazionista e si inseriva nel genere solo per una serie di affinità umorali e stilistiche, e chi confezionando un ambient sui generis ed atavico che ripartiva addirittura dalla musica cosmica degli anni settanta. 

Posizionatoci nel secondo quinquennio degli anni dieci, possiamo riconoscere invece un movimento che ha acquisito consistenza e consapevolezza grazie al proliferare di molti nomi nuovi. Fra i rappresentanti più importanti di questa sorta di “second wave of the second wave” vi è sicuramente da indicare il progetto americano Fief (feudo in inglese). 

5 gen 2026

"WINTERSUN": L'ULTIMO ALBUM DI QUALITA' DEL POWER METAL?

 


Posso dire che l'omonimo album dei Wintersun è l'ultimo disco power metal di qualità che è uscito

Il power metal, per coloro che non lo seguissero con attenzione, è un genere che prende il suo nome dagli accordi per la chitarra chiamati “power chords”, una batteria dal ritmo veloce e delle armonie in risalto che accompagnano la voce acuta dei cantanti.

Correva l'anno 2004 e, a distanza di più di un ventennio, mi viene da pensare che il power metal sia morto e sepolto. 

31 dic 2025

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: LUNAR WOMB

Nella foresta incantata: Lunar Womb, "The Sleeping Green" (1999/2016) 

Parlare a questo punto dei finlandesi Lunar Womb può essere fuorviante per il lettore. I Lunar Womb, infatti, appartengono al gruppo dei “novantiani” del dungeon synth, in quanto la loro parabola artistica ha avuto inizio e si è conclusa nel corso della seconda metà degli anni novanta con il rilascio di due demo, “Planets” nel 1996 e “The Astral Grief” nel 1997 (poi entrambe ristampate di recente come spesso si è visto fare). “The Sleeping Green”, terzo atto della saga, è stato concepito, realizzato ed inciso nello scorcio finale degli anni novanta, ma  ha visto la luce solo nel 2016, per questo ne parliamo solo adesso.  

"The Spleeping Green" possiede dunque i crismi dell'"album perduto", rinvenuto, rievocato dall'oblio e portato alla luce molti anni dopo la sua gestazione, ma al tempo stesso non possiamo tacere sul lavoro di restyling che ha subito, soprattutto a livello di qualità del suono, e che lo rende, non solo diverso e distante qualitativamente e formalmente rispetto ai suoi due predecessori, ma persino in linea stilistica con gli standard del dungeon synth più evoluto, quello che in genere viene definito modern dungeon synth