"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

20 lug 2018

IL CORO DI DOLORE DI JON OLIVA



Il dolore di Jon Oliva ha assunto proporzioni fuori controllo. Jon Oliva ad un certo punto, come in molti sanno, non si trova più a suo agio dentro i Savatage, e apre dei progetti paralleli, rimanendo comunque anche ad operare nei Savatage, lasciando come una ferita aperta. Allo stesso tempo ne apre altre, e senza mai chiuderle.

18 lug 2018

18 LUGLIO 1988: TRENT'ANNI FA MORIVA NICO, NOSTRA SACERDOTESSA DELLE TENEBRE


18 luglio 1988: esattamente trenta anni fa moriva Christa Paffgen, in arte Nico. Si trovava ad Ibiza: nelle prime ore del pomeriggio del 17 luglio usciva di casa per andare a comprare della marijuana, il giorno dopo si sarebbe trovata su un lettino di ospedale uccisa da una emorragia cerebrale. 

Ho sempre visto la morte di Nico come un evento beffardo: colei che era la Sacerdotessa delle Tenebre, l’iniziatrice dell’epopea gothic-rock, trovò la morte in una banale caduta da bicicletta, nella ridente ed assolata isola di Ibiza. 

16 lug 2018

ANATOMIA DEL BLACK METAL: IL CORPO DI MORGAN E L'ANIMA DI KING OV HELL



Nell'analisi di un movimento musicale, è sempre interessante, a movimento ormai in corso, magari maturo o nella fase “post”, come è il Black Metal, chiedersi in che cosa consista essenzialmente il genere.

Fin dall'inizio infatti può essere che un genere sia connotato da cifre stilistiche precise, ma che queste cifre possano dare origine a soluzioni tra loro diversissime: basti pensare che nessuno, in piena esplosione black metal, questionava sul fatto che fosse black metal "Deathcrush", ma lo fosse anche "Stormblast" dei Dimmu Borgir o i dischi per tastiera di Mortiis

14 lug 2018

"CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO"...NEL CUORE DELLA SPOSA MORENTE!



“Amore è il fatto che tu sia per me il coltello con cui frugo dentro me stesso”. 

Da questa frase che Kafka scrive a Milena, lo scrittore David Grossman riprende il titolo per un suo libro che ho appena finito di leggere e che mi ha fatto approfondire il mio rapporto con i dischi dei My Dying Bride

12 lug 2018

EYEHATEGOD: LIVE AT UNDERWORLD, LONDON - 05/07/2018


In tempi in cui il depressive black metal ancora doveva nascere, c’era chi cantava “in nome della sofferenza”. Costoro erano gli Eyehategod, che sarebbero passati alla storia come una pietra angolare dello sludge, ma che in un’epoca in cui le etichette non erano poi così importanti, si imponevano fra i più efficaci alfieri del disagio nel baldanzoso mondo del metal degli anni novanta. 

Cos’è poi lo sludge? La versione sudista del doom?? La versione “fangosa” del metal??? Ma fatemi il piacere! Come sotto-genere ha davvero poco senso lo sludge, quando nei fatti gli Eyehategod erano decisamente avanti nei tempi: lenti, sporchi, slabbrati, dilanianti, dissonanti, anni prima che si imponesse il post-hardcore come genere a sé stante. Perché dunque perderseli visto che passano in città un tranquillo giovedì sera? 

10 lug 2018

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - LA VOCE SOTTOTRACCIA DELLA MONGOLIA




Il primo passo nel metal dell’estremo oriente lo muoviamo dalla Mongolia. 

Perché proprio dalla Mongolia? Per nessun motivo.

8 lug 2018

NICK CAVE: GUIDA PRATICA PER METALLARI


Concludiamo con Nick Cave la nostra trilogia di retrospettive dedicate ad artisti non-metal che hanno saputo fare breccia nei cuori del popolo metallico. Nei capitoli precedenti abbiamo visto come The Cure e Depeche Mode siano stati capaci di influenzare molte band metal, soprattutto in ambito doom e gothic. Discorso diverso va fatto per Nick Cave, cantautore “fuori dai generi” che non conta molti discepoli diretti dalle nostre parti. 

Sebbene non esista il “Nick Cave dell’heavy metal”, incontriamo molti esempi di come il cantante australiano abbia saputo insinuarsi nell’universo metal (un caso lampante è “Best Friend Money Can Buy” dei Tiamat). Ma, più in generale, è l’aggettivo "caveiano" che ritroviamo ogni volta che qualcuno vuole cimentarsi in ballate oscure e dal forte potere visionario. Il mondo artistico di Cave, del resto, presenta molti tratti in comune con quello del metal, e per questo merita di essere approfondito anche nella sede “profana” di questo blog, al metal consacrato. 

6 lug 2018

UNA SETTIMANA IN COMPAGNIA DI YNGWIE - Puntata n.3: "THE SEVENTH SIGN"



Se ne dovete avere uno e uno solo, dopo il periodo dei grandi classici di inizio carriera, ecco qui il mio consiglio: “The Seventh Sign”. Il  nono album del re svedese leopardato Yngwie Malmsteen, uscito nel 1994, ha qualcosa in più degli altri. Non si tratta di dividerci nelle solite diatribe tra detrattori e tifosi, ma di analizzare questo disco con oggettività, come abbiamo fatto nelle precedenti recensioni dedicate allo spocchioso chitarrista.