L’album ha infatti suscitato reazioni contrastanti: c’è chi lo ha gradito, chi meno, ma è incontestabile il gran successo che sta riscuotendo, almeno in termini di visualizzazioni sulle principali piattaforme di streaming. Personalmente parlando mi colloco serenamente fra coloro che non sono rimasti entusiasti di questo "Krushers of the World", ma per onestà intellettuale mi sento di contestualizzare il mio giudizio e le analisi che ne discenderanno.
METAL MIRROR
SOGGETTIVE SPECULAZIONI DI PENSIERO SULLA MUSICA METAL
14 feb 2026
MILLE PETROZZA E IL "METAL TELEFONATO"
L’album ha infatti suscitato reazioni contrastanti: c’è chi lo ha gradito, chi meno, ma è incontestabile il gran successo che sta riscuotendo, almeno in termini di visualizzazioni sulle principali piattaforme di streaming. Personalmente parlando mi colloco serenamente fra coloro che non sono rimasti entusiasti di questo "Krushers of the World", ma per onestà intellettuale mi sento di contestualizzare il mio giudizio e le analisi che ne discenderanno.
9 feb 2026
L'ERA DEL MUSICISTA SOLITARIO: L'ASCESA DELLE ONE-MAN BAND E DELLE PRODUZIONI "FAI-DA-TE"
C’è stato un tempo in cui il rock nasceva tra le bacheche universitarie, in una sala prove umida e improvvisata, tra strumenti analogici e discussioni infinite su un accordo di troppo; in scantinati, garage e freddi capannoni, luoghi iniziatici di un rito che spesso iniziava con la domanda: “anche tu suoni?”.
In quegli spazi e in quegli attimi non si imparava a suonare bene, si imparava a suonare insieme, si litigava e poi magari si imparava a lavorare in armonia con l'altro; si costruiva col tempo un linguaggio comune che sarebbe stato lo spirito della propria musica: personalità apparentemente inconciliabili tenute insieme da un ideale comune. I brani spesso nascevano dal caos: qualcuno tirava fuori un riff, un altro lo storpiava, qualcun altro lo cestinava, il compromesso non era un limite, ma un elemento creativo. In pochi sapevano fare tutto: tecnicamente quasi nessuno era autosufficiente, non molti erano i polistrumentisti, non esistevano “home studio”, drum-machines soddisfacenti ed effetti plug-in. E dunque per suonare servivano musicisti in carne ed ossa, compagni di avventura con cui costruire un prodotto di successo e magari poi vantarsene: “io suono in una band!”
4 feb 2026
1976 - 2026: IL "METAL" CINQUANT'ANNI FA
2 feb 2026
COME IL METAL ITALIANO E' DIVENTATO SE STESSO - 50 dischi per conoscere il metal italiano (new edition available!)
30 gen 2026
VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: OLD TOWER
Lo Spettro della Vecchia Scuola risorge... - Old Tower, "The Rise of the Specter" (2017)
Non ho mancato di menzionare in sede di introduzione come quella delle copertine sia una dimensione conturbante all'interno dell'universo artistico del dungeon synth. Ve ne sono di bellissime, per lo più in bianco e nero, realizzate a mano, rilucenti di quel fascino artigianale e "fai da te" che spesso possiede la musica che si cela dietro di esse. Come per quello musicale, anche per il lato estetico delle produzioni vale quel concetto - centrale nell'universo artistico del dungeon synth - che ho provato a descrivere nei seguenti termini: la massimizzazione del rapporto virtuoso fra mezzi (poveri) e risultati (a volte) eccellenti.
Tra le più belle ed accattivanti copertine dell'intera epopea del dungeon synth vi è senz'altro da indicare quella di "The Rise of the Specter" degli Old Tower: una raffigurazione che racchiude molti elementi tipici del genere, dal castello sull'altura al tizio incappucciato in stile templare, dall'ambientazione tetra ed invernale alla cornice barocca, il tutto rincupito ulteriormente da un misterioso globo nero sullo sfondo (sarà il sole, la luna o cos'altro?). Una immagine talmente emblematica che avrei utilizzato per il capitolo introduttivo della rassegna se non avessi poi deciso di recensire l'album stesso. Questo lavoro, infatti, oltre a bearsi di una splendida copertina, tanto suggestiva ed intrigante quanto morbosa ed inquietante, è anche molto valido per quanto riguarda i contenuti. Per questo ne stiamo a parlare oggi.
25 gen 2026
VIAGGIO NEL METAL BELLICO - INTRODUZIONE
Ci è venuto in mente di trattare il metal bellico perché questo tema ha assunto, recentemente, un certo rilievo. La guerra è un tema comune a qualsiasi genere musicale, soprattutto è facile imbattersi in brani che abbiano testi “di denuncia” della guerra. Magari non è quasi mai chiaro in che termini tale denuncia vada letta, e in genere vi è un presupposto non esplicitato in base a cui l’uomo è buono, la guerra cattiva. Un corollario di questo inquadramento è che esista un futuro realistico, anche se arduo da costruire, in cui le guerre cesseranno e gli uomini impareranno a vivere in pace, come auspicato dalla famosa “Imagine”. Lennon ci va pesante con la sua immaginazione progressista, perché non solo ipotizza un’umanità non belligerante, ma anche agnostica.
20 gen 2026
VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: THANGORODRIM
15 gen 2026
RETROSPETTIVE: I WITCHCRAFT
Scrivere oggi dei Witchcraft è un
esercizio di pazienza, un po’ come osservare qualcuno che ripete lo stesso
gesto ed essere convinti che, prima o poi, quel gesto cambierà di significato.
La band, infatti, sembra ferma e invece si sposta di pochi centimetri alla volta. Abbastanza da non farsi notare subito; abbastanza da rendere inutile tornare indietro.








