"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

11 mar 2026

AN EVENING WITH...XASTHUR (03/03/2026, LONDON)

 



Ma io lo sapevo che sarebbe stato un pacco. Eppure ci son voluto andare lo stesso. Perché? Perché sono un debole. Perché m'aveva stregato la locandina sgranata in bianco e nero evocante trucidi miasmi underground. Perché la serata era da mesi sold-out, anche se in un posto con una capienza per sedici persone. E una volta nella lista d'attesa, una volta ripescato, una volta che hai 60 minuti per prendere il biglietto, che fai, non lo prendi? 

Perché sono un coglione. Uno che va ai concerti non per la musica (quella cosa strana...), ma per la situazione, l'esperienza, l'evento. Ed evento si prospettava per davvero: un concerto di Xasthur è un controsenso, un ossimoro, una contraddizione di termini, la manifestazione sociale del concetto di misantropia. Nonché una cosa rara: la data di Erba è la prima in assoluto in Italia; a Londra non saprei, ma nel dubbio bisogna andare. Anche perché l'officiatore della serata non è l'ultimo degli stronzi. Sicuramente fra i dieci nomi più importanti del depressive black metal, nonché un pioniere del black metal americano. "Nocturnal Poisoning", "The Funeral of Being", "Telephatic with the Deceased" sono capolavori. E il Nostro, oggi semplicemente Scott Conner, rimane senz'altro un maestro indiscusso del degrado emotivo riversato in musica, anche se oggi si presenta in veste acustica e non è più quel Malefic che tanto abbiamo amato e temuto. Insomma, impossibile non esserci. Ma l'odore di pacco era nell'aria, questo va detto: è come andare al ristorante di uno che di per sé sarebbe anche un buon cuoco, ma che gli fa schifo cucinare e non c'ha manco i fornelli...  

6 mar 2026

"LITURGY OF DEATH" (MAYHEM) - IL BOOMERANG DEL BLACK METAL E DELLA VITA

 



Il vulcano sputa fuori sulla crosta e sui paesaggi terrestri ciò che giace sotto le sue fondamenta, e ricorda all’uomo che sarà mangiato dalla sua stessa inquietudine sotterranea, sopra cui ha costruito strati e strati di civiltà. 

Così i Mayhem si piazzano sopra le nostre teste nel 2026, come un passamontagna calato a forza sul viso di un pagliaccio.

1 mar 2026

LORNA SHORE - LIVE AT ALEXANDRA PALACE, LONDON (08/02/2026)

 


Dopo avervi tediato per un post intero su cosa ne penso dei Lorna Shore, sui motivi che mi hanno spinto ad andare a questo concerto e le ragioni che mi fanno pensare che potesse trattarsi di un evento epocale nella storia del metal, eccomi finalmente a descrivere cosa effettivamente è successo nella uggiosa serata dell’8 febbraio scorso nella maestosa cornice dell’Alexandra Palace di Londra. 

27 feb 2026

LORNA SHORE - BREVE RISPOSTA DI UN VECCHIO BOOMER CHE VUOLE DARE UNA CHANCE A QUESTI RAGAZZI


In attesa del live-report del più grande evento metal dalla morte di Ozzy... 

Londra, Alexandra Palace, domenica 8 febbraio 2026: Lorna Shore + Whitechapel + Shadow of Intent + Humanity’s Last Breath.

Non sono un grande appassionato di deathcore, ma mi ha fatto troppa gola l’idea di poter vedere dal vivo i Lorna Shore, una delle band più chiacchierate del momento e di cui si dice che potrebbero rappresentare il futuro del metal. Ulteriore incentivo è la presenza di altri illustri rappresentanti della categoria come Whitechapel, Shadow of Intent e Humanity’s Last Breath...

...se dunque deathcore dev’essere, che lo sia in modo definitivo!, come dire: se devo essere gay per una notte, allora che lo sia con Brad Pitt, George Clooney e Chris Hemsworth! 

24 feb 2026

LORNA SHORE: BREVE STORIA DI UNA BAND CHE HA LETTO IL MANUALE MA NON I ROMANZI

 


I Lorna Shore sono l’esempio quasi didattico di cosa succede quando una band impara troppo bene il linguaggio dell’estremo e lo usa come una lingua morta: corretta, riconoscibile, ma incapace di produrre pensiero. Non vedo evoluzione vera, solo sbornia da intelligenza artificiale. È un problema mio lo riconosco visto il successo e alcuni meriti della band, ma fatico a digerirli.

22 feb 2026

COME IL METAL ITALIANO E' DIVENTATO SE STESSO - 50 dischi per conoscere il metal italiano (new edition available!)


Cari Lettori di Metal Mirror,
nel ricordarvi che, da inizio febbraio '23, è disponibile la nuova edizione riveduta e corretta del libro in oggetto, linkiamo qui di seguito gli ultimi riscontri avuti da Truemetal.it e da Universorockandmetal.com:

https://www.truemetal.it/articoli/recensione-libro-come-il-metal-italiano-e-diventato-se-stesso

https://universorockandmetal.com/2023/02/25/come-il-metal-italiano-e-diventato-se-stesso/

La Redazione
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Finalmente è uscito! Ci riferiamo a "Come il metal italiano è diventato se stesso: 50 dischi per conoscere il metal italiano": il primo libro realizzato dalla redazione di Metal Mirror! Grazie a questa opera l'approccio "metalmirroriano" che avete imparato a conoscere (e, chissà!, ad amare) sulle pagine di questo blog, trova finalmente spazio su carta!

19 feb 2026

RASSEGNA SUL METAL BELLICO_ SODOM - IL MALE DIVENTA INFINITO



I Sodom dimostrano fin dal secondo disco, "Persecution Mania" (1987) un certo interesse per “bombe a grappolo” e “inverni nucleari”, cioè prospettive post-atomiche di glaciazioni prolungate. Forse già nel loro logo, con quelle lettere puntute e squadrate, si può leggere un gusto per l’estetica militare: la M assomiglia ad un caccia, se si vuole la S ad un tank e la D ad un obice. 

Certo, il nome del gruppo ammicca ad altro, ma è comune che all’epoca ci si trovasse in piena attività con nomi imbarazzanti concepiti in altre atmosfere, che la fama rendeva comunque insindacabili. 

Il primo dato è uno di quelli inquietanti: ai Sodom i dischi vengono meglio quando si ispirano alla guerra. Potrebbe non avere alcuna attinenza poi con la guerra in sé, perché la guerra non è musica, anche se – come dicono i Nargaroth – la musica può essere guerra ("Black Metal its Krieg").

14 feb 2026

MILLE PETROZZA E IL "METAL TELEFONATO"



Lo scorso 16 gennaio è uscito “Krushers of the World”, ultimo dei sedici album rilasciati dai Kreator in una carriera oramai più che quarantennale. Questa tuttavia non intende essere la recensione dell’album, bensì una riflessione più ampia su certe dinamiche che strisciano subdolamente dietro al funzionamento di certo metal contemporaneo. Ritengo infatti che l’ultimo parto discografico della creatura di Mille Petrozza inneschi pensieri ed analisi che vale la pena condividere, a prescindere dai gusti personali.

L’album ha infatti suscitato reazioni contrastanti: c’è chi lo ha gradito, chi meno, ma è incontestabile il gran successo che sta riscuotendo, almeno in termini di visualizzazioni sulle principali piattaforme di streaming. Personalmente parlando mi colloco serenamente fra coloro che non sono rimasti entusiasti di questo "Krushers of the World", ma per onestà intellettuale mi sento di contestualizzare il mio giudizio e le analisi che ne discenderanno.