"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

22 set 2023

VIAGGIO NEL DEPRESSIVE BLACK METAL: JUDAS ISCARIOT


Ottava puntata: Judas Iscariot - "Thy Dying Light" (1996)

Si riparte dalla Norvegia, ma con un gruppo.... americano! Questo perché l'influenza di Darkthrone e Burzum è evidentissima nella musica dei Judas Iscariot, dei veri antesignani dell'US Black Metal, operanti in anni in cui tutti i riflettori erano rivolti sull'Europa. 

È interessante notare come le prime manifestazioni del depressive black metal, anche in forma non ancora compiuta, siano germogliate in aree decentrate rispetto alle scene principali dove il black metal si è affermato e ha vissuto i suoi fasti. Ribadiamo dunque l'idea, già espressa, per cui un sotto-genere si forma nel momento in cui si compie una deviazione della strada maestra. Ed evidentemente affinché potesse attecchire un genere così morboso e degradato come il DBM, c'era bisogno di stare isolati, lontani dalle interferenze altrui, distanti dalle "luci della ribalta". Questo probabilmente è anche il caso di Akhenaten, faraonico nome d'arte di Andrew Jay Harris, che dall'Illinois ha portato avanti la sua crociata solitaria, divenendo un precursore per il movimento del DBM ed in particolare dell'ondata americana di cui I Shalt BecomeXasthur e Leviathan sono i nomi più rappresentativi. 

17 set 2023

ANCORA E PER SEMPRE LEE DORRIAN: "DAI MORTI CON AMORE"

 



Chi ci ha seguiti in questi 8 anni di vita, sa bene che tutta la redazione di Metal Mirror è irrimediabilmente doom addicted. Passano gli anni, cambiano le mode ma il doom non riusciamo proprio a farcelo venire a noia.

Detto ciò, non poteva quindi mancare una retrospettiva relativa ad una delle tante incarnazioni di chi del doom ha fatto una vera e propria ragione di vita: sir Lee Dorrian.

12 set 2023

VIAGGIO NEL DEPRESSIVE BLACK METAL: BETHLEHEM


Settima puntata: Bethlehem - "Dictius Te Necare" (1996) 

La nascita del depressive black metal, come quella di ogni altro genere, è un discorso fluido, procede per scossoni attraverso esemplari ibridi, per tentativi: due passi avanti, uno indietro, come i bambini. Anche i Bethlehem non possono essere definiti depressive black metal tout court. Loro si definirebbero "dark metal", come il titolo del loro primo album, uscito in tempi in cui si sperava ancora di lanciare nuovi generi appioppando un aggettivo qualsiasi alla parola metal

Certo quell'aggettivo, dark, si presta molto bene a descrivere la musica dei Bethlehem, da indicare fra coloro che hanno contribuito a forgiare le modalità espressive del DBM e fra i primi, se non i primi, ad introdurre gli stilemi della variante suicidal

7 set 2023

PENSIERI A CAZZO SUI CHAT PILE ED ALTRO (SEDICENTE LIVE REPORT)


- Amore, io vado...

- Dove vai? 

- Ad un concerto dei Chat Pile... 

- Ah, e chi sono? Cosa suonano? 

- Ehm, non so, fanno casino...

Queste le mie parole di congedo quando lunedì 14 agosto sono uscito di casa per recarmi al (The) Dome. E così, mentre magari voi ve ne stavate ancora in spiaggia a sorseggiare del mojito, io me ne andavo a vedere i Chat Pile, non proprio la stessa cosa.... 

Questo è anche stato l'unico appuntamento live di questa mia eretica estate concertistica. Eretica perché in una estate in cui si ha avuto il "Ritorno degli Dei", voglio dire, Pantera ed Iron Maiden a calcare nuovamente i palchi di mezzo mondo, la mia dimensione concertistica è iniziata e si è conclusa in un piccolo locale al cospetto di una band poco più che emergente e nemmeno metal in senso stretto. Ma del resto, più che eretica, questa non è stata manco un'estate, tenendo conto del tempo di merda che si è abbattuto su Londra quest'anno. Ecco dunque il resoconto di una serata musicalmente "strana" che, volendo, potremmo ancora definire metal, visto che ad aprire le danze abbiamo trovato un gruppo black, gli inglesi Dawn Ray'd, e niente meno che il mitico Iggor Cavalera con il suo nuovo progetto electro-noise Petbrick

5 set 2023

COME IL METAL ITALIANO E' DIVENTATO SE STESSO - 50 dischi per conoscere il metal italiano (new edition available!)


Cari Lettori di Metal Mirror,
nel ricordarvi che, da inizio febbraio, è disponibile la nuova edizione riveduta e corretta del libro in oggetto, linkiamo qui di seguito gli ultimi riscontri avuti da Truemetal.it e da Universorockandmetal.com:

https://www.truemetal.it/articoli/recensione-libro-come-il-metal-italiano-e-diventato-se-stesso

https://universorockandmetal.com/2023/02/25/come-il-metal-italiano-e-diventato-se-stesso/

La Redazione
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Finalmente è uscito! Ci riferiamo a "Come il metal italiano è diventato se stesso: 50 dischi per conoscere il metal italiano": il primo libro realizzato dalla redazione di Metal Mirror! Grazie a questa opera l'approccio "metalmirroriano" che avete imparato a conoscere (e, chissà!, ad amare) sulle pagine di questo blog, trova finalmente spazio su carta!

2 set 2023

VIAGGIO NEL DEPRESSIVE BLACK METAL: STRID


Sesta puntata: Strid - "Strid" (1994)

Per noi il full-lenght è un modulo essenziale della narrazione artistico-musicale: è un traguardo importante per una band, la quale si accredita presso una casa discografica per meriti che le vengono riconosciuti, ed una esposizione compiuta di un messaggio artistico. Abbiamo fatto una eccezione per i Manes, trattandone le demo, perché, se sono stati seminali per il depressive black metal, lo sono stati proprio per quelle demo, e non per il debutto discografico, uscito sulla lunga distanza nel 1999 e portatore di caratteristiche già diverse (la band virerà poi verso altri lidi stilistici).  

Al di là di questo, l'idea era di non aprirsi facilmente alla trattazione di demo, EP o split perché sarebbe stato come scoperchiare un vaso di pandora. Il rischio concreto è che la nostra indagine potesse divenire troppo dispersiva, in special modo per un genere di nicchia e sotterraneo quale è il DBM. Ma per gli Strid l'eccezione si può fare. 

27 ago 2023

IL METAL NON RIDE - VII. L'AUTO RUBATA DEI GWAR

 


I Gwar sono stati il mio primo impatto con il metal parodistico. Esaltati a priori dalle testate giornalistiche di allora come geniacci soltanto perché parodiavano il metal. Il motivo: uno dei grandi complessi del metal, ossia quello di dover ironizzare su di sé per sentirsi a posto con la coscienza. Corollario di questo complesso: è geniale chiunque la butti sul comico e parodistico, deplorevole chi si prende sul serio o addirittura parla di spiritualità all'interno del metal. Già all'epoca non mi era chiaro il confine tra il parossismo serio, tipo gli australiani Sadistik Exekution, i quali buttano a volte sul caricaturale qualcosa di fondamentalmente serio, e i gruppi-parodia, che costruiscono con serietà qualcosa di fondamentalmente scherzoso.

Comunque sia, questi Gwar erano presentati come il massimo dello shock-rock a livello di allestimenti scenici, mentre sul piano musicale non si riusciva a capire esattamente a cosa questo potesse corrispondere: grindcore, hardcore-punk di (s)pregevole fattura o magari invece metal-pop di grana grossa?

22 ago 2023

VIAGGIO NEL DEPRESSIVE BLACK METAL: LES LEGIONS NOIRES

Quinta puntata: Le Légions Noires (1993 - 1997)

Siamo ancora in compagnia di quei nomi che - chi in un modo, chi in un altro - hanno indirizzato il black metal verso i lidi del depressive. In tal contesto ci sembra opportuno menzionare anche la strana storia de Le Légions Noires

Non si tratta di una band nello specifico, ma di una congrega di musicisti che ha operato in Francia nel corso degli anni novanta in condizioni assolutamente originali: una gestazione artistica che per molto tempo è rimasta ignota ai più - e vedremo perché - per poi essere scoperta e rivalutata nell'era di internet. Quelle produzioni così rozze ed autoreferenziali, così sorde innanzi alle esigenze dell'ascoltatore, nondimeno, forniranno più di uno spunto a chi, anni dopo, deciderà di incamminarsi sulla via del depressive black metal....