La notizia delle date europee,
comprensiva di quella alla Unipol Dome di Milano, del Fifty Something Tour è stata per
distacco, per chi scrive, la new
dell’anno. Dopo, o assieme, ai Sabbath, considero i Rush, per diverse ragioni, la migliore band rock
di sempre. E, tra le tante, era senza dubbio quella che mi rodeva di più non
aver mai potuto vedere dal vivo nella mia vita.
Dopo l’infausta e iniqua morte di
Neil Peart, 6 anni fa, quella flebile speranza, che ancora coltivavo
sotterrata nel mio animo, era andata a farsi benedire.
Poi, lo scorso ottobre, uno spiraglio: l’annuncio dell’arrivo della bella Annike Nilles, crucca classe ’83, ad affiancare Alex Lifeson e Geddy Lee. E lo scorso febbraio, appunto, la schedulazione delle date europee per un tour che comincerà a giugno per un totale di 86-dico-ottantasei live shows fino all’aprile del 2027. Il “Fifty Something Tour".










