"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

1 mar 2026

LORNA SHORE - LIVE AT ALEXANDRA PALACE, LONDON (08/02/2026)

 


Dopo avervi tediato per un post intero su cosa ne penso dei Lorna Shore, sui motivi che mi hanno spinto ad andare a questo concerto e le ragioni che mi fanno pensare che potesse trattarsi di un evento epocale nella storia del metal, eccomi finalmente a descrivere cosa effettivamente è successo nella uggiosa serata dell’8 febbraio scorso nella maestosa cornice dell’Alexandra Palace di Londra. 

27 feb 2026

LORNA SHORE - BREVE RISPOSTA DI UN VECCHIO BOOMER CHE VUOLE DARE UNA CHANCE A QUESTI RAGAZZI


In attesa del live-report del più grande evento metal dalla morte di Ozzy... 

Londra, Alexandra Palace, domenica 8 febbraio 2026: Lorna Shore + Whitechapel + Shadow of Intent + Humanity’s Last Breath.

Non sono un grande appassionato di deathcore, ma mi ha fatto troppa gola l’idea di poter vedere dal vivo i Lorna Shore, una delle band più chiacchierate del momento e di cui si dice che potrebbero rappresentare il futuro del metal. Ulteriore incentivo è la presenza di altri illustri rappresentanti della categoria come Whitechapel, Shadow of Intent e Humanity’s Last Breath...

...se dunque deathcore dev’essere, che lo sia in modo definitivo!, come dire: se devo essere gay per una notte, allora che lo sia con Brad Pitt, George Clooney e Chris Hemsworth! 

24 feb 2026

LORNA SHORE: BREVE STORIA DI UNA BAND CHE HA LETTO IL MANUALE MA NON I ROMANZI

 


I Lorna Shore sono l’esempio quasi didattico di cosa succede quando una band impara troppo bene il linguaggio dell’estremo e lo usa come una lingua morta: corretta, riconoscibile, ma incapace di produrre pensiero. Non vedo evoluzione vera, solo sbornia da intelligenza artificiale. È un problema mio lo riconosco visto il successo e alcuni meriti della band, ma fatico a digerirli.

19 feb 2026

RASSEGNA SUL METAL BELLICO_ SODOM - IL MALE DIVENTA INFINITO



I Sodom dimostrano fin dal secondo disco, "Persecution Mania" (1987) un certo interesse per “bombe a grappolo” e “inverni nucleari”, cioè prospettive post-atomiche di glaciazioni prolungate. Forse già nel loro logo, con quelle lettere puntute e squadrate, si può leggere un gusto per l’estetica militare: la M assomiglia ad un caccia, se si vuole la S ad un tank e la D ad un obice. 

Certo, il nome del gruppo ammicca ad altro, ma è comune che all’epoca ci si trovasse in piena attività con nomi imbarazzanti concepiti in altre atmosfere, che la fama rendeva comunque insindacabili. 

Il primo dato è uno di quelli inquietanti: ai Sodom i dischi vengono meglio quando si ispirano alla guerra. Potrebbe non avere alcuna attinenza poi con la guerra in sé, perché la guerra non è musica, anche se – come dicono i Nargaroth – la musica può essere guerra ("Black Metal its Krieg").

14 feb 2026

MILLE PETROZZA E IL "METAL TELEFONATO"



Lo scorso 16 gennaio è uscito “Krushers of the World”, ultimo dei sedici album rilasciati dai Kreator in una carriera oramai più che quarantennale. Questa tuttavia non intende essere la recensione dell’album, bensì una riflessione più ampia su certe dinamiche che strisciano subdolamente dietro al funzionamento di certo metal contemporaneo. Ritengo infatti che l’ultimo parto discografico della creatura di Mille Petrozza inneschi pensieri ed analisi che vale la pena condividere, a prescindere dai gusti personali.

L’album ha infatti suscitato reazioni contrastanti: c’è chi lo ha gradito, chi meno, ma è incontestabile il gran successo che sta riscuotendo, almeno in termini di visualizzazioni sulle principali piattaforme di streaming. Personalmente parlando mi colloco serenamente fra coloro che non sono rimasti entusiasti di questo "Krushers of the World", ma per onestà intellettuale mi sento di contestualizzare il mio giudizio e le analisi che ne discenderanno. 

12 feb 2026

COME IL METAL ITALIANO E' DIVENTATO SE STESSO - 50 dischi per conoscere il metal italiano (new edition available!)


Cari Lettori di Metal Mirror,
nel ricordarvi che, da inizio febbraio '23, è disponibile la nuova edizione riveduta e corretta del libro in oggetto, linkiamo qui di seguito gli ultimi riscontri avuti da Truemetal.it e da Universorockandmetal.com:

https://www.truemetal.it/articoli/recensione-libro-come-il-metal-italiano-e-diventato-se-stesso

https://universorockandmetal.com/2023/02/25/come-il-metal-italiano-e-diventato-se-stesso/

La Redazione
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Finalmente è uscito! Ci riferiamo a "Come il metal italiano è diventato se stesso: 50 dischi per conoscere il metal italiano": il primo libro realizzato dalla redazione di Metal Mirror! Grazie a questa opera l'approccio "metalmirroriano" che avete imparato a conoscere (e, chissà!, ad amare) sulle pagine di questo blog, trova finalmente spazio su carta!

9 feb 2026

L'ERA DEL MUSICISTA SOLITARIO: L'ASCESA DELLE ONE-MAN BAND E DELLE PRODUZIONI "FAI-DA-TE"

 


C’è stato un tempo in cui il rock nasceva tra le bacheche universitarie, in una sala prove umida e improvvisata, tra strumenti analogici e discussioni infinite su un accordo di troppo; in scantinati, garage e freddi capannoni, luoghi iniziatici di un rito che spesso iniziava con la domanda: “anche tu suoni?”. 

In quegli spazi e in quegli attimi non si imparava a suonare bene, si imparava a suonare insieme, si litigava e poi magari si imparava a lavorare in armonia con l'altro; si costruiva col tempo un linguaggio comune che sarebbe stato lo spirito della propria musica: personalità apparentemente inconciliabili tenute insieme da un ideale comune. I brani spesso nascevano dal caos: qualcuno tirava fuori un riff, un altro lo storpiava, qualcun altro lo cestinava, il compromesso non era un limite, ma un elemento creativo. In pochi sapevano fare tutto: tecnicamente quasi nessuno era autosufficiente, non molti erano i polistrumentisti, non esistevano “home studio”, drum-machines soddisfacenti ed effetti plug-in. E dunque per suonare servivano musicisti in carne ed ossa, compagni di avventura con cui costruire un prodotto di successo e magari poi vantarsene: “io suono in una band!

4 feb 2026

1976 - 2026: IL "METAL" CINQUANT'ANNI FA



Chi ci segue forse si ricorderà che già abbiamo tentato in passato un’operazione simile. Era il 2022 e ci divertimmo ad individuare gli album pubblicati nel 1972 che, più di altri, avevano segnato l’avvicinamento del rock ad un paradigma più propriamente metallico, stilisticamente e culturalmente. La fine degli anni sessanta e soprattutto i primi anni del decennio successivo erano stati un periodo particolarmente fecondo per il rock in generale. In questo calderone in cui il rock si diramava in una miriade di rigoli, si imponeva anche una concezione più estrema, l’hard rock, che in certi frangenti già si tingeva di umori proto-metal. Nella lista dei dieci album da noi individuati nell’anno 1972 figuravano nomi fondamentali per il nostro genere preferito come Black Sabbath, Deep Purple, Alice Cooper, Blue Öyster Cult, Uriah Heep e Hawkwind. Un bel bottino, se si pensa a quanto poco tempo prima era stato avviato quel processo di indurimento di suoni che aveva investito il rock partendo da radici blues e rock’n’roll.