"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

10 apr 2026

QUELLI CHE ASPETTANO IL "FIFTY SOMETHING" TOUR - UNA RETROSPETTIVA SUI RUSH (1/10)





La notizia delle date europee, comprensiva di quella alla Unipol Dome di Milano, del Fifty Something Tour è stata per distacco, per chi scrive, la new dell’anno. Dopo, o assieme, ai Sabbath, considero i Rush, per diverse ragioni, la migliore band rock di sempre. E, tra le tante, era senza dubbio quella che mi rodeva di più non aver mai potuto vedere dal vivo nella mia vita.

Dopo l’infausta e iniqua morte di Neil Peart, 6 anni fa, quella flebile speranza, che ancora coltivavo sotterrata nel mio animo, era andata a farsi benedire.

Poi, lo scorso ottobre, uno spiraglio: l’annuncio dell’arrivo della bella Annike Nilles, crucca classe ’83, ad affiancare Alex Lifeson e Geddy Lee. E lo scorso febbraio, appunto, la schedulazione delle date europee per un tour che comincerà a giugno per un totale di 86-dico-ottantasei live shows fino all’aprile del 2027. Il “Fifty Something Tour".

5 apr 2026

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: MALFET

 


Di cavalieri e principesse: Malfet, "The Snaking Path" (2018) 

Eccoci all’ultima decina di titoli! 

Se la creazione del "sacro blog" (dungeonsynth.blog) segnò simbolicamente la rinascita del dungeon synth all'inizio degli anni dieci, è con l'ampia diffusione del genere tramite i canali di auto-promozione offerti dal sito Bandcamp (un boom che potremmo collocare intorno al 2017/2018) che il fenomeno esplode da un punto di vista numerico. Questa terza fase, che vede il movimento acquisire una definitiva auto-consapevolezza, poggia i piedi nel quinquennio precedente ove forze contrastanti si erano affrontate sancendo nei fatti la resurrezione di quelle sonorità. 

Volendo semplificare, da un lato abbiamo avuto la fazione di coloro che rimanevano indissolubimente connessi agli stilemi della vecchia scuola, tutt’al più sconfinanti nel dark ambient o nel post-industrial. Esempi lampanti di questo suono oscuro e minaccioso sono ThangorodrimOld Tower. Dall'altro vi è stato il filone di autori che invece hanno preferito lasciarsi alle spalle la zavorra del black metal, preferendo orientarsi verso ambientazioni fantasy sui generis. Di questo gruppo, promotore di un suono più solare e radioso, abbiamo incontrato almeno un paio di rappresentanti illustri: Erang, con il suo estro universalizzante capace di annettere le sonorità più disparate nella sua ampia ed inclusiva visione artistica; e Fief, immerso in una dimensione più intima e contemplativa. 

Proprio lungo la scia di questi due ultimi “giganti” della “nuova era del dungeon synth” sembra poggiare l’operato di Ross Major, aka Malfet, fra i musicisti più dotati - sia da un punto di vista esecutivo che di visione - del dungeon synth recente. 

2 apr 2026

GOTHIC MULTIMEDIA PROJECT: DI LIVIDI E PORTE MENTALI



La sera del 20 marzo scorso una intervista a dir poco surreale (fra Monty PythonDavid Lynch e suggestioni creepypasta) è stata mandata in loop per una manciata di ore tramite i canali (a)social del Gothic Multimedia Project per poi volatilizzarsi nell'aere in perfetto stile banksiano. Questo è stato il curioso modo con cui il “collettivo a due” formato dal fondatore James Maximilian Jason (The Architect of the Unholy Trinity) e il sodale David Bosch (The Visual Alchemist) ha inteso rivelare al mondo l’Opera TotaleONLY BRUISES THROUGH THE PORT-HOLE OF MY MIND” (il maiuscolo mi sembra d’obbligo!). Un mostro lovecraftiano risvegliato da un lungo sonno e che affonda i tentacoli in plurime dimensioni artistiche: musica, letteratura, poesia, video-arte e persino gaming (questa la novità al presente giro!). Una vera e propria discesa negli abissi che si articola in cinque "gironi" volti a mettere a dura prova la testardaggine di chiunque coltivi l’ambizione di arrivare fino in fondo alla faccenda...

Per quanto ci riguarda, ci proponiamo l’impresa “eretica” di scomporre la famigerata “Unholy Trinity” (Sound, Image and Word) per concentrarci sul primo pilatro dei tre: il “Suono”. E dunque ci focalizzeremo sull'albumpubblico, se così lo vogliamo chiamare per distinguerlo da quello segreto, ascoltabile solo dopo aver completato i vari livelli del videogioco facente parte del pacchetto. 

Del resto “l’arte d’avanguardia è un luogo difficile da raggiungere” è il motto/monito che deve essere sempre tenuto presente quando ci si approccia al Gothic Multimedia Project...

31 mar 2026

GOTHIC MULTIMEDIA PROJECT - IL ROSSO DELLA VIOLENZA

 


Dieci anni sono passati da quando, qui su Metal Mirror, pubblicammo la retrospettiva sul Gothic Multimedia Project.

Lo scorso 20 marzo, dopo un’intera decade di duro lavoro, il mastermind del G.M.P., James M. Jason, è tornato con la sua straniante creatura multimediale. Giungendo, se non alla sua opera più ambiziosa, sicuramente a quella più articolata e spiazzante.

26 mar 2026

GUIDE RAPIDE PER CHI VA DI FRETTA: I MORON POLICE

 



Folgorato. Letteralmente folgorato

Raramente, in età adulta, mi è successa una cosa simile per una band.

A dicembre scorso, gira in Redazione, grazia a una preziosa imbeccata del nostro mementomori, il monicker Moron Police. E da allora, per il sottoscritto la band norvegese è diventata una sorta di dipendenza. Fisica e umorale. Non riesco a staccarmene. Tanto da ascoltarli quasi ogni giorno e da recuperare tutta la loro discografia, oggetto di questa Guida Rapida.

Chi sono e da dove escono questi pazzoidi norvegesi?

21 mar 2026

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: ALDER DEEP


Il suono sotterraneo: Alder Deep, "Chapter 1: The Descent" (2017)

Ci concediamo, a questo punto, una seconda deviazione di percorso. Se abbiamo spezzato una prima volta il nostro discorso introducendo il winter synth (che in verità avrebbe avuto un seguito e quasi potrebbe essere considerato un genere a parte rispetto al dungeon synth), adesso porteremo la vostra attenzione su un progetto un po' strano che, sebbene non abbia introdotto stilemi che sarebbero poi divenuti standard, rappresenta un esperimento molto interessante ed originale all'interno del più ampio bacino del dungeon synth, genere a cui indubbiamente appartiene nonostante le peculiarità della ricerca sonora che lo anima. 
 
Alder Deep è il nome di questo progetto: un progetto americano (di stanza a Tucson, Arizona per la precisione) fautore di un suono che l'autore stesso definisce "Live dungeon noises from the deepest depths". Tale definizione racchiude in sé almeno tre verità che gettano luce sulle caratteristiche di questa proposta così poco conforme rispetto agli standard del genere. 
 

18 mar 2026

COME IL METAL ITALIANO E' DIVENTATO SE STESSO - 50 dischi per conoscere il metal italiano (new edition available!)


Cari Lettori di Metal Mirror,
nel ricordarvi che, da inizio febbraio '23, è disponibile la nuova edizione riveduta e corretta del libro in oggetto, linkiamo qui di seguito gli ultimi riscontri avuti da Truemetal.it e da Universorockandmetal.com:

https://www.truemetal.it/articoli/recensione-libro-come-il-metal-italiano-e-diventato-se-stesso

https://universorockandmetal.com/2023/02/25/come-il-metal-italiano-e-diventato-se-stesso/

La Redazione
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Finalmente è uscito! Ci riferiamo a "Come il metal italiano è diventato se stesso: 50 dischi per conoscere il metal italiano": il primo libro realizzato dalla redazione di Metal Mirror! Grazie a questa opera l'approccio "metalmirroriano" che avete imparato a conoscere (e, chissà!, ad amare) sulle pagine di questo blog, trova finalmente spazio su carta!

16 mar 2026

RASSEGNA SUL METAL BELLICO_IL METAL TROCLEARE DEI BOLT THROWER

 



La genesi del progetto Bolt Thrower avviene a partire da un territorio death estremo, sufficientemente cupo e cieco da poter rientrare nella scuderia Earache a cavallo tra '80 e '90. La Earache si interessava ad una serie di progetti al limite della cacofonia, oppure estremi per una concezione minimale e anarchica di un sound che comunque gravitava dalle parti del metal estremo, o del punk-hardcore.

La differenza rispetto i progetti di death estremo avanzato, con la variante del death-doom, è che questo tipo di estremismo sonoro stava in una maggiore radicalità, unita ad una ricerca sperimentale dell’estremo nella decomposizione di alcuni elementi “minimi” di struttura. Ciò avveniva in vario modo: dalla estrema brevità dei brani, alla velocità spinta all’inverosimile per solo rullante, alla inintelligibilità totale del cantato, alla rozzezza delle scelte timbriche e degli arrangiamenti.