Chi ha letto la nostra
rassegna sui King Crimson (
se non lo avete ancora fatto, rimediate subito!) avrà constatato che abbiamo liquidato un po’ in fretta gli album degli anni ottanta. Del resto era una “
Guida pratica per metallari”, il nostro intento era attirarvi nel mondo del
Re Cremisi, non respingervi, ed indubbiamente gli anni ottanta dei King Crimson non hanno rappresentato la stagione artistica di maggior
appeal per un amante delle sonorità
metalleggianti...
Eppure quei tre tomi (“Discipline”, “Beat”
e “Three of a Perfect Pair”, rispettivamente del 1981, 1982 e 1984) sono album di
valore assoluto e decisamente innovativi in rapporto al periodo in cui sono stati pubblicati. Lasciandosi alle spalle ogni
qualsivoglia vibrazione settantiana e
rigurgito sinfonico, la leggendaria band inglese, molto coraggiosamente, si re-inventò convertendosi a
sonorità totalmente diverse, mettendo a punto una sintesi unica di ricerca prog-rock,
minimalismo sonoro, sperimentazione ritmica e gli stilemi di quella
neonata new wave che in realtà si stava configurando grazie a molti grandi reduci dagli anni settanta che seppero cavalcare, e non subire, la rivoluzione portata da
punk e post-punk.