Mike Browning, mancato lo scorso 12 luglio all'età di 62 anni, era il mio tipo di personaggio metal ideale. Leader ma in disparte, poiché abbinava le parti vocali al ruolo di batterista. In questo, all'epoca, ricordo solo Chris Reifert (ex-Death e fondatore degli Autopsy) come esempio analogo. Perché, mi chiedevo, essere gli ex batteristi di un gruppo poi divenuto famosissimo induce a divenire vocals-batteristi? C'è qualche legge esistenziale di cui mi sfugge il senso ultimo?
Comunque, Browning non è famoso, come maligna Wikipedia, per essere stato nei Morbid Angel, ma per essere il fondatore ed elemento indispensabile dei Nocturnus. Di Browning si sente, effettivamente, un'eredità nello stile dei Morbid Angel (almeno quelli delle origini e più innovativi), ovvero quella costruzione nervosa e instabile di riff e percussioni che scalpitano per poi partire su una linea effimera che si interrompe per ricominciare da capo o deviare quasi subito. Se non fosse che i riff hanno un andamento parallelo, si potrebbe pensare che si tratti di una destrutturazione, ma la cosa impressionante è che è un moto accidentato e controllato allo stesso tempo, come quello di un millepiedi che si arrampica all'interno della teca e poi scivola dal soffitto per ripartire con il suo moto sinuoso, stavolta in mezzo al fogliame della base.
Prevale poi, nei Morbid Angel, la linea tematica di Agzathoth, il mondo di amici immaginari che fondono divinità sumere e Grandi Antichi, che proliferano come carte dei Pokemon tra giochi di ruolo e letteratura post-lovecraftiana. Browning invece preferisce la fantascienza.
In "The Key" (1990), disco d'esordio dei Nocturnus, propone un concept in cui un uomo del futuro è inviato, tipo Terminator, a uccidere Gesù Bambino. La missione, che culmina nel glorioso momento “Destroy the Manger" (Distruggere la mangiatoia), consentirà a Satana di riappropriarsi del mondo e dello spazio-tempo (semplicemente tornerà l'epoca “prima di Cristo”). In copertina si vede Satana su un trono-astronave, sorta di Androide gigante che brandisce un simbolo luminoso (un pentacolo frecciato, logo della Chiesa di Satana). Questo disco si poggia su una soluzione orchestrale vincente: il death metal con tastiere; ma non tastiere atmosferiche di sfondo, vere linee di tastiera che intervengono nella costruzione del brano, e guidano a tratti.
Con questo disco le tastiere, per anni vituperate come strumento del metal “sputtanato”, in un sol colpo rientrano a pieno titolo oltre ogni sospetto.
Il disco successivo, “Thresholds” (1992), si immagina il futuro dell'uomo, e lo immagina come una deriva tecnologica in cui, al posto del pericolo nucleare, si profilano altre catastrofi (gli strumenti per controllare il clima, la conquista dei mari per sfruttarne le risorse e la fondazione di colonie sottomarine). Nel contempo, l'uomo arcaico rigurgita come un vulcano e produce movimenti religiosi voodoo che mirano a sottomettere il mondo, e guerre fatte di tunnel sotterranei per aggirare il nemico, tra Vietnam e Prima Guerra Mondiale. L'astronave che campeggia in copertina fa pensare all'illusione della conquista di uno spazio in cui la vita dovrebbe espandersi o propagarsi, mentre l'uomo non ha dimostrato altro che un'insana tendenza a distruggere gli ambienti che abita. I confini, le soglie (thresholds) che si superano aprono ad una desolazione ancor maggiore, perché ciò che nel finito ha una sua dimensione, nell'infinito la perde sicuramente, e l'uomo, in queste proiezioni fantascientifiche, è solo e sradicato da qualsiasi identità.
Uno dei testi scritti da Browning per questo disco, quello di "Alter Reality", scandisce nel ritornello: spazio alterato, tempo alterato, relatività deforme, realtà alterata. Sono ansie analoghe a quelle che in quel periodo tormentano anche Chuck Schuldiner, che già in "Spiritual Healing" si pone il problema di cosa comporterà l'intervento dell'uomo sul flusso naturale degli eventi (l'aborto, l'eutanasia, la manipolazione genetica...sono descritti come un'alterazione del futuro). Il cantato è opera qui di Dan Izzo, che si sposta da un grugnito con la lisca (che dava un curioso effetto “suono sintetico”) ad un grugnito afono (che lo dà comunque, per altro verso).
Intorno a Browning girano diversi personaggi afferenti alla Chiesa di Satana, e lo stesso Browning poi approda agli Acheron, uno di quei gruppi sempre tirati in ballo quando si voleva citare un esempio di black americano (prima che davvero gli americani iniziassero a fare black metal). Negli Acheron milita il leader Vincent Crowley, ex Gran Sacerdote della Chiesa (fino al 1997: si sarà poi spretato, lasciando in effetti il posto vacante come Benedetto XVI?). Gli Acheron poi hanno collaborato anche con l'attuale Gran Sacerdote, e per il resto il nostro Browning, insieme a David Vincent, erano membri dichiarati della Chiesa.
Se i Morbid Angel senza Browning comunque sono andati avanti (la produzione dei tempi di Browning corrisponde all'album "Abominations of Desolation", pubblicato nel 1991 ma contenente anche versioni embrionali di brani contenuti nel debut "Altars of Madness"); I Nocturnus senza Browning invece sono rimasti al palo. Del disco “Etheral Tomb” (1999) salverei francamente solo il titolo, suggestivo di un interesse verso quest'idea dell'angoscia dell'uomo rispetto a qualcosa di ultra-terrestre (non ultra-terreno) e sospeso in uno spazio-tempo che crea una vertigine tra rovine di antichi templi e corpi di astronavi sospese tra corpi celesti.
E' curioso come negli Acheron (due gli album in cui suona Browning) non si riscontri niente dello stile batteristico dei suoi Nocturnus, niente di fantascientifico. Gli Acheron sembrano una versione death-doom dei Venom. Eppure un nesso circolare c'è in questa storia: stranamente, nella seconda fase della sua carriera musicale, Browning si sposta esattamente verso il genere degli Autopsy, un death soffocante, lento e giocato spesso su ritmiche paludose ed afose.
Il destino del cantante-batterista evidentemente quindi è scritto nelle stelle, anche se il suo significato ci rimane oscuro. Possiamo però dire che in un mondo in cui si attendevano gli alieni, come una salvezza, una rivelazione o una minaccia, Browning ebbe un'intuizione diversa, senza cui non esisterebbe tutta la corrente del metal astrale-siderale. Egli non descrivere il male che viene dallo spazio, come nei fumetti anni 50-60, o nei film alla Alien in cui il male contamina la terra e l'uomo, ma portò il male nello spazio. E lì lo lasciò a orbitare, estendendone i confini concettuali e spostandone il baricentro rispetto all'uomo.
A cura del Dottore
