"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

2 set 2026

GOTHIC - "APOTAMOS KATABASIS", L'ALBUM 'NASCOSTO'

 


"Pedina indifesa, schiava dell'insensata e sistematica eliminazione del mattino" (James M. Jason)

A distanza di oltre cinque mesi dalla sua uscita, ci pare giunto il tempo di approfondire il c.d. album nascosto dell’ultima fatica del Gothic Multimedia Project, con la speranza che più persone possibili, in questo lasso di tempo, si siano cimentate, nella sua interezza, con “Only Bruises Through the Port-Hole of My Mind” e i suoi cinque piani di espressione artistica (li ricordiamo: due musicali, uno letterario, uno di interattività informatica e uno di rappresentazione teatrale).

Nostra volontà, con questo post, è quello di dare una panoramica sul secondo livello sonoro/musicale; oltre, quindi, Only Bruises, l’album esplicito. E cioè cimentarci con quello, appunto, nascosto; rilevabile, e quindi scaricabile, solo dopo aver effettuato il percorso di gaming. Se fosse arrivato a risolvere il gioco concepito dal mastermind James Maximilian Jason, l’utente avrebbe, infatti, potuto scaricare “Apòtamos Katàbasis” (traducibile, più o meno, con la locuzione “una ripida discesa agli inferi”). Un'opera, sottolineiamo, a solo marchio Gothic, esclusivamente musicale, non multimediale.

Ebbene, se Only Bruises si caratterizzava per essere composto da otto lunghe composizioni, ognuna concepita come parte di un'unica suite, Katàbasis ha una struttura completamente differente, constando di ben 16 brani ma per una durata decisamente più breve. Anche in questo caso il disco è concepito secondo un ordine, riscontrabile nel booklet dei testi, ma l’usufrutto da parte dell’utente può essere personalizzato con un ordine soggettivo.

L’affascinante mash-up avanguardistico che avevamo descritto, in questo secondo album lascia posto ad un approccio decisamente più estremo e brutale. Non mancano parti rallentate o con linee melodiche definite ma in queste sedici tracce il Nostro pare aver riversato tutta la rabbia e il marcio sedimentati nel suo animo più profondo, con effetti sonori a tratti disturbanti e dissonanti (vedasi il minuto e mezzo della straordinaria “Lord of the Ordeals”). A prevalere, in linea generale, è una sorta di grind-death metal, a volte innervato da digital hardcore (“Down the Ravine I Will See”) quando non di nudo e crudo grind: “Suicide Gift” è una scheggia di 12”; “Second Choice” di 34”; “All About the Blood and Guts” di 20” (ma sono solo 3 quelli effettivi) tanto che mi è parsa un gradito omaggio a “You Suffer” dei Napalm Death.

La maggior parte dei brani, però, ha una durata compresa tra i 2 e i 3 minuti nei quali l’Autore riesce a far “accadere tante cose”. Non aspettatevi, quindi, brani monotoni o simili tra loro: il G.M.P., come sempre, non segue le scorciatoie semplici e ci offre brani sinuosi e vari (“The Noxious Stench of Compassion” è un ottimo esempio in tal senso). Probabilmente, la canzone più estrema e straniante rimane, per la mia sensibilità, “Unhinged by Everything Around Me” che parte come un brano electro-doom, si tramuta in una sfuriata brutal-death, vira su dissonanze gloomy per poi chiudere ancora su estremismi sonori di rara intensità. Chapeau! In tutto questo, nota di merito per l’opener “The Awakening of the Wrath” in cui possiamo apprezzare il cantato pulito di James, almeno fino a quando, appunto, la collera non si desta (e allora saran dolori…).

Personalmente, infine, posso dire di aver amato molto le strumentali “Trudging” e “Gone Awry Across the Board”, che tocca lidi djent, e la riproposizione, in chiusura di tracklist, di quella “Door of Death” che aveva già fatto la sua comparsa, con una produzione decisamente più grezza, nel lontano 1989 in “Into the Gothic Gloom”, quando il GMP erano ancora, semplicemente, i Gothic. E davano vita ad un nuovo sottogenere: il gloomy death metal!

Da rimarcare l’enorme lavoro realizzato per la sezione ritmica nonchè il suggestivo ed espressivo uso del growl di Jason, luciferino 

In definitiva un disco bellissimo, capace di fungere da perfetto contraltare a Only Bruises, nella sua differenza/complementarietà.

Del resto, un disco che vuole sviscerare il tema della violenza psicologica, fisica e morale, non poteva che contenere in sé, anche, sonorità estreme.

Non ci resta che aspettare l’ultimo capitolo della Negativity Pentalogy

Voto: 7,5

Canzoni top: “The Awakening of the Wrath”, “Trudging”

Momenti top: l’incipit gloomy di “Unhinged by Everything Around Me”; le soluzioni ritmiche nella sezione centrale di “Gone Awry Across the Board”

Dati: 16 tracce, 32’

A cura di Morningrise