"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

8 mag 2016

XXV ANNIVERSARIO DEL DEATH - MORBID ANGEL: "BLESSED ARE THE SICK"




CLASSIFICA DEI DIECI MIGLIORI ALBUM DEATH METAL USCITI NEL 1991

2° CLASSIFICATO: "BLESSED ARE THE SICK" (MORBID ANGEL)

Parlando di “Testimony of the Ancients” dei Pestilence abbiamo ricondotto gli olandesi all’interno di quel filone “intelligente” del death metal che vede come propri capofila i maestri Death.

Compiendo un gesto di estrema sintesi, potremmo approfittarne per dividere l’intero death metal in due tronconi: quello intelligente, appunto, e quello irrazionale, un movimento gigantesco che vede la sua origine nei Morbid Angel.

7 mag 2016

TARJA TURUNEN È UNA MARTIRE O UNA STRONZA?


Tarja Soile Susanna Turunen Cabuli nasce in Finlandia nel 1977 ed è stata, quasi per dieci anni, la cantante dei Nightwish prima di iniziare la sua carriera solista. Da un lato vive con i pregiudizi del mondo classico, perché un soprano dovrebbe cantare nel metal? Dall'altro vive con i pregiudizi del mondo della musica estrema, perché i Nightwish sono troppo commerciali. Analizzando il suo burrascoso addio alla band, cerchiamo di capirne il carattere e rispondere alla domanda: Tarja è una martire o solo una stronza? 

6 mag 2016

KYUSS, UNA TRAVERSATA NEL DESERTO



I 10 MIGLIORI ALBUM DELLE CULT BAND (ANNI '90)

1992: "BLUES FOR THE RED SUN"

Assieme al Metal, la grande passione della mia vita è il Tennis. Al di là dei 4 tornei del Grande Slam, il quinto appuntamento stagionale di maggior interesse è sicuramente il Master di Indian Wells, in California (talmente importante da essere considerato da molti addetti ai lavori, tennisti compresi, una sorta di “quinto Slam”).
Ha un fascino tutto suo Indian Wells, a partire dal nome (“i pozzi indiani”) che rimanda ai Nativi che abitavano quelle zone ai tempi della conquista del West, quando le popolazioni indigene si sottomisero all’avanzata dell’uomo bianco.

I campi da tennis sono stati costruiti sotto quel cielo di un azzurro intensissimo, quasi sempre senza una nube, sotto quel sole abbacinante che fa risplendere gli specchi d’acqua dei numerosi laghetti, contorniati da estesi prati all’inglese punteggiati dalle palme e dalle buche dei campi da golf. Una vera e propria oasi. Ma basta allargare lo sguardo, magari tramite una veduta aerea, per notare il contrasto del contesto, fatto di brulla aridità color marrone: il colore delle rocce e delle colline del deserto californiano. Si, nel deserto ci troviamo, precisamente nella Coachella Valley, alle estreme propaggini nord-occidentali del Deserto di Sonora. 

E così non posso fare a meno di pensare che la migliore colonna sonora per assistere a quei match tennistici potrebbe essere un album dei Kyuss. Perché i Kyuss nascono lì, a una spanna da Indian Wells, nella limitrofa Palm Desert.

5 mag 2016

UN PENSIERO SUI DIMMU BORGIR...ED UNO SUI MANOWAR... (parte seconda)



Il cultore del Metallo, come chiunque ascolti musica con grande passione e cognizione di causa, vive in un’area pluridimensionale che vede intrecciarsi continuamente piani temporali differenti. Il metallaro, dunque, può nel medesimo periodo ascoltare album appena usciti e classici intramontabili, mescolando continuamente i filoni e i sottogeneri, cosa che rende il metal un universo conturbante.

Spesso chi scrive deve necessariamente mettere ordine, classificare ed isolare gli elementi, per rendere più comprensibile questo mondo variegato ed in continuo mutamento. A noi di Metal Mirror piace invece confondere le carte e rigettarci a peso morto in questa inafferrabile complessità. Già in passato, mettendo accanto entità inconciliabili come Gorgoroth e Rick Wakeman, abbiamo cercato di carpire quelle “segrete corrispondenze”, spesso ramificate nel cervello stesso dell’ascoltatore (con la sua sensibilità, la sua esperienza, i suoi umori del momento) che allacciano mondi lontani, lontanissimi, che nessuno oserebbe accostare. Questa volta abbiamo deciso di non spingerci oltre le “Colonne di Ercole” e di rimanere confinati nel Reame del Metallo. Andiamo a vedere dunque cosa ci azzeccano i Dimmu Borgir con i…Manowar!

4 mag 2016

UN PENSIERO SUI DIMMU BORGIR...ED UNO SUI MANOWAR... (parte prima)



Pochi giorni fa ho comprato “Death Cult Armageddon” dei Dimmu Borgir, uno di quegli acquisti tardivi e fuori tempo massimo che ogni tanto si fanno per diversi motivi: ispirazione, nostalgia, “completismo” o semplice occasione/promozione.

A muovermi è stata la più oscura delle ragioni sopra menzionate, quella che ho definito “completismo”, che come termine manco esiste. Ma chi compra e non scarica, il senso lo intuirà facilmente: chi negli anni ambisce a costruire un impero di cd o dischi che abbia un intrinseco senso compiuto, spesso medita su acquisti inutili che hanno solo un valore formale, ossia quello di dare equilibrio a tutta la costruzione. Si parte dai capisaldi, che è impossibile non possedere (anche se poi non si ascoltano mai), per arrivare a rifiniture invisibili all’occhio nudo. Come dire: dalle pilastri alla scelta se scolpire un capitello in stile dorico o corinzio. “Death Cult Armageddon” costituisce uno di quei micro-elementi di equilibrio che la mia collezione rivendicava da anni.

3 mag 2016

BACCO, TABACCO E... CATHEDRAL




Avete mai provato a tornare a casa ubriachi ed ascoltare i Cathedral? È sempre una esperienza formativa, perché viene voglia di avere Lee Dorrian come coinquilino e chiedergli di urlare uno dei suoi: "Uh yeah" al vicino addormentato.

2 mag 2016

RECENSIONE: LITURGY, "AESTHETHICA"




In una ipotetica classifica dei dieci migliori album di post-black metal (che forse un giorno stileremo) non metteremmo di certo questo “Aesthethica” dei Liturgy. Semplicemente perché non riteniamo che sia fra i dieci migliori parti di questo sotto-genere, anche se di diritto un posticino in classifica spetterebbe probabilmente anche a loro…

1 mag 2016

DON'T WORRY, BE DEPRESSIVE: A NIGHT WITH...SHINING!




Chiudetevi in casa ed accostate le persiane, stanotte si parla di depressive black metal. Lo facciamo con uno dei massimi esponenti del genere: Niklas “Kvarforth” Olsson, leader degli Shining.

Per suonare black metal bisogna essere un po’ svitati, perché come genere, per quanto istintivo, ha un modo di esprimersi artefatto. E a tal fine, c’è bisogno o di trasfigurare/estremizzare le proprie sembianze, oppure di indossare una maschera. Un po’ svitati, ho detto, non che bisogna necessariamente ammazzare qualcuno, o ammazzarsi, né profanare luoghi di culto e bruciare chiese, anche se in molti l’hanno fatto...