"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

5 ott 2016

IO NON C'ERO: LIVE DEI CANNIBAL CORPSE - HELLFEST 2015


L'ingresso dei Cannibal Corpse sul palco è sempre un evento denso di emozioni e carisma, visto che da qualche anno non li ho più apprezzati live, ho deciso di gustarmi dal divano del mio salotto il loro concerto durante lo scorso HellFest e condividere le mie impressioni nella rubrica "Io NON c'ero".

4 ott 2016

RECENSIONE: LABYRINTH S/T


Ci solo alcuni dischi che nascono già grigi, proprio nel momento in cui vengono pubblicati si sente l'odore della polvere o, ancora peggio, dell'indifferenza. Questo preambolo coincide con il mio stato d'animo nel 2003 quando esce l'omonimo album dei Labyrinth, il primo senza il contributo alla chitarra del membro fondatore Olaf Thorsen (al secolo il versiliese Carlo Andrea Magnani).

3 ott 2016

CONFRONTI IMPOSSIBILI: I CIRITH UNGOL E I TRE CRITERI DEL METAL EPICO SECONDO LINO BANFI





Il genere in assoluto più difficile da suonare è quello con meno stilemi, o meglio quello in cui lo stile non deriva tanto da elementi strutturali già pronti all'uso (la voce così, la batteria cosà), ma dal trattamento degli elementi dell'orchestra.

Il metal “epico” è uno di questi generi, difficilissimo da suonare in maniera convincente, perché consiste nel render convincente una composizione. 

1 ott 2016

RECENSIONE: VEKTOR, "TERMINAL REDUX"



Proprio qualche giorno fa ci stavamo chiedendo se il thrash metal fosse vivo o morto (o X, citando tristemente una canzone di Ligabue). Abbiamo spaziato per venticinque anni di storia del metal e per ben tre continenti, concludendo le nostre riflessioni in modo amaro con gli australiani Meshiaak. Ma, dopo tutti questi affanni e tutte queste ricerche, scopriamo oggi che ci eravamo scoraggiati prima di svoltare l'ultimo angolo: quello decisivo. Non avevamo contemplato i Vektor, che del thrash forniscono una spiegazione interessante.

29 set 2016

RITRATTI D'AUTORE: ATTILA CSIHAR, "L'EROE DEI TRE MONDI"



"Bisogna scegliere se avere una vita confortevole da schiavo o una disagiata come artista estremo".

Con questa frase Attila Csihar è come se penetrasse nell'essenza stessa della sua vita artistica. Classe 1971, ingegnere elettronico costretto a dare ripetizioni di matematica e fisica per sbarcare il lunario, cresciuto e formato artisticamente nell'Ungheria dell'ex Blocco Sovietico, fra le restrizioni del regime ed umori da guerra fredda, egli è indubbiamente una figura mitica all'interno dell'empireo della musica estrema, metal e non solo. La vita artistica di colui che cantò su "De Mysteris Dom Sathanas" è stata (e lo è ancora) imprevedibile ed avventurosa, tanto che lo abbiamo definito l'eroe dei tre mondi.

28 set 2016

ESSERE ARTISTI DI CULTO NEL METAL: E' ANCORA POSSIBILE?




Si è conclusa la nostra rassegna dedicata alle band di culto degli anni novanta. Essa è stata la fisiologica risposta alla tempesta di clic che ha investito la speculare classifica dedicata agli anni ottanta: un successo clamoroso.

Nel trattare la decade novantiana, tuttavia, sono emerse delle difficoltà impreviste: non è stato infatti facile selezionare solo dieci band che rappresentassero il tema (ed infatti alla fine abbiamo optato per raggiungerne ulteriori dieci) e l'impressione, condivisa in redazione, è stata che molte altre band potevano essere citate. Come giustamente ammesso dal collega Morningrise in sede di conclusioni, è successo qualcosa a cavallo fra anni ottanta e novanta che ha cambiato l'approccio alla musica metal, sia da un punto di vista "artistico" (dei contenuti della produzione discografica) che "socio-psicologico” (le dinamiche del mercato discografico, i rivolgimenti culturali del popolo metallico, la percezione del singolo ascoltatore). Da qui l'idea di approfondire ulteriormente il tema ed effettuare una riflessione di respiro più ampio su cosa significhi essere artisti di culto nel metal.

27 set 2016

MAI DIRE REUNION - VIII POSIZIONE - ANTHRAX - L'ATTACCO DELLE API SUICIDE



Cosa rendeva gli Anthrax un riferimento del thrash? La prima caratteristica era la voce pulita, abbinata al thrash, si intende. Limpida. All'epoca non era un'abbinamento scontato, perché già da subito all'aumento della carica aggressiva del thrash corrispondeva un inasprimento della voce, da un disco all'altro e anche all'interno di uno stesso brano. Invece, Belladonna teneva la nota senza sporcare il timbro anche al culmine del ritornello, o su ritmi spinti.

26 set 2016

I MAYHEM. LA FALSA VITA DOPO LA VERA MORTE.



Perché esista la storia del black metal evidentemente i Mayhem devono esistere. E' un assioma della geometria universalmente accettata del black, che ci sentiamo però quantomeno di mettere alla prova.
I Mayhem sono annoverati tra i cosiddetti gruppi seminali, detti anche spermatici.
Trattasi di gruppi che depongono il seme di ciò che si svilupperà in seguito, e che però non durano a lungo, magari neanche sono riconosciuti subito in questa loro funzione, o forse neanche sono mai esistiti. Non è neanche detto che alla fine la loro produzione sia memorabile, se considerata nella quantità o nell'attualità, anche perché possono essere state meteore. I “seminali” sono anche in genere grezzi, ruvidi, primordiali.