I lettori di Metal Mirror sanno che è nostra consuetudine, il giorno di Ferragosto, parlarvi di artisti non proprio balneari. Quest’anno, riflettendo su qualcosa di veramente oscuro da poter trattare in questa occorrenza che più estiva non si può, fra spiagge gremite e gavettoni che esplodono in ogni dove, ci sono balenati nella testa gli svizzeri Darkspace, realtà di cui non si sente parlare da qualche anno (l’uscita del loro ultimo lavoro in studio, “Darkspace III I”, risale al 2014).
Chiariamo subito che non è stata una nostra imprecisione aver utilizzato nel titolo l’espressione “in uno spazio scuro” al posto di “nello Spazio oscuro”: sappiamo infatti benissimo che il monicker “Darkspace” non si riferisce ad un generico spazio/area/zona, ma allo Spazio inteso come Universo/galassie/pianeti ecc. Il fatto è che, in questa giornata assolata, abbiamo voluto penetrare nella più profonda essenza della musica dei Darkspace: l’oscurità.













