

Ma io lo sapevo che sarebbe stato un
pacco. Eppure ci son voluto andare lo stesso.
Perché? Perché sono un debole. Perché m'aveva stregato la locandina sgranata in bianco e nero evocante trucidi miasmi
underground. Perché la serata era da mesi
sold-out, anche se in un posto con una capienza per sedici persone. E una volta nella lista d'attesa, una volta ripescato, una volta che hai 60 minuti per prendere il biglietto, che fai,
non lo prendi? Perché sono un coglione. Uno che va ai concerti non per la musica (
quella cosa strana...), ma per la
situazione, l'
esperienza, l'
evento. Ed evento si prospettava per davvero: un concerto di
Xasthur è un controsenso, un ossimoro, una contraddizione di termini,
la manifestazione sociale del concetto di misantropia. Nonché una cosa rara: la data di Erba è la prima in assoluto in Italia; a Londra non saprei, ma nel dubbio bisogna andare. Anche perché l'officiatore della serata non è l'ultimo degli stronzi. Sicuramente fra i dieci nomi più importanti del
depressive black metal, nonché un pioniere del black metal americano. "
Nocturnal Poisoning", "
The Funeral of Being", "
Telephatic with the Deceased" sono capolavori. E il Nostro, oggi semplicemente
Scott Conner, rimane senz'altro un
maestro indiscusso del degrado emotivo riversato in musica, anche se oggi si presenta in veste acustica e non è più quel
Malefic che tanto abbiamo amato e temuto. Insomma, impossibile non esserci. Ma l'odore di
pacco era nell'aria, questo va detto: è come andare al ristorante di uno che di per sé sarebbe anche un buon cuoco, ma che gli fa schifo cucinare e non c'ha manco i fornelli...