"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

31 mag 2015

IL DISCO VOLATO DALLA FINESTRA: RETROSPETTIVA SUL BLACK ALBUM DEI METALLICA


Non posso fare a meno di legare il nome dei Metallica ad un momento di grande amarezza, anticipatore di un'epoca amara per la scena metal, e per quella thrash in particolare.


30 mag 2015

JEFF ED ERIC CLAYTON: I DUE VOLTI DELLA CRISTIANITÀ


C'erano due fratelli nel sud della California: la terra del sole, del mare, delle palme e delle sventole in costume. Lontano da cotante lusinghe, come pittorescamente amavano dipingerci i Beach Boys, m‘immagino Jeff ed Eric Clayton.

29 mag 2015

OPHTHALAMIA, IL MONDO IMMAGINARIO DI TONY SARKKA



Ogni anno a Pasqua, i Cattolici di tutto il mondo celebrano il rito della Via Crucis, la Via della Croce, il percorso che, secondo la tradizione, Gesù fece dal Palazzo di Pilato, dove venne condannato a morte, fino al Golgota - Calvario, luogo della sua Crocifissione.
Quella via ha tuttora un nome a Gerusalemme: si chiama via Dolorosa. Questo è anche il titolo di un album assolutamente straordinario, pubblicato esattamente 20 anni fa (maggio 1995) per conto della nostrana Avantgarde Music, griffato dagli svedesi Ophthalamia.

28 mag 2015

LA TRILOGIA SINFONICA: RETROSPETTIVA SUI ROYAL HUNT - ATTO III


Come quelle persone che cercano un motorino "da battaglia", da prendere tutti i giorni per tragitti brevi e perciò puntano su un usato di qualità, così i Royal Hunt nel 2007 individuano il nuovo singer nella figura di Mark Boals.
Arriva infatti la crisi del settimo anno tra Andersen e West, così il mastermind del gruppo si separa da John e ha bisogno di una sicurezza alla voce, dopo alcuni passaggi a vuoto con dischi poco ispirati, si affida al vecchio rocker ex cantante di Sua Maestà e Sua Umiltà Yngwie Malmsteen.

27 mag 2015

ACHILLE, LA HARLEY E IL FALSO METAL: TUTTI I PRETESTI DEI MANOWAR PER FARE CASINO


Un importante appello a tutti i gruppi. A meno che non siate francesi o spagnoli, non intitolate i vostri testi in francese o spagnolo per ottenere un qualche effetto esotico, è veramente fallimentare. Alcuni esempi che già fatico a dimenticare, e che per amor di Metal Mirror mi tocca addirittura ricordare: "Como estais amigos" e "Deja-vu" degli Iron Maiden, "C'est la vie" e "Deja-vu" (ancora) di Malmsteen, "A tout-le-monde" dei Megadeth. Con il francese date l'impressione di un testo leggerino e simpatico tipo "Voule Vouz Dancer" dei Ricchi e Poveri (Mustaine, che si immagina di parlare al mondo dopo la sua morte in "A tou-le-monde", è veramente un'esperienza indimenticabile). Con lo spagnolo si ottiene l'effetto Righeira assicurato ("Vamos a la playa", "No tengo dinero").

I Manowar aggiungono una perla a questa collezione con "El Gringo". Una canzone epica che parla di un
motociclista solitario. Con il titolo in spagnolo credevano probabilmente di aggiungere quel tocco esotico alla serie delle canzoni sui motociclisti, e fin qui d'accordo. Ma deve essergli balenato che, con un titolo come "El Gringo", evidentemente per loro serio ed evocativo, tanto valeva fare per la prima volta una canzone epica sul motociclismo? Ottimo brano, ma ormai incancellabile l'effetto anti-epico, come se avessero fatto una copertina con un guerriero medievale in tutina fuxia.

26 mag 2015

IL "NUOVO" METAL: LA CLASSIFICA DEI MIGLIORI DIECI ALBUM



QUELLI CHE ASPETTANO…
IL “NUOVO” METAL:  I MIGLIORI DIECI ALBUM

Quando ogni anno andiamo a consultare speranzosi la scaletta dei gruppi reclutati per il Gods of Metal o per altre manifestazioni concertistiche analoghe, soffermandoci sui nomi degli headliner, finiamo con il chiederci esterrefatti: ancora Iron Maiden? Manowar? Judas Priest? Ma davvero il metal dagli anni novanta in poi non ha saputo partorire nuovi big capaci di scalzare dal trono le vecchie glorie degli anni ottanta?

25 mag 2015

RECENSIONE: JON OLIVA'S PAIN "FESTIVAL"


"Oh ... festival ! Oh... Festival!"
Recita la rauca voce nello straziante ritornello della titletrack, ti prego almeno te non ci lasciare, non morire mai Jon!

24 mag 2015

SIMEN HESTNӔS: L’IMPORTANTE È PARTECIPARE




L’8 maggio scorso è uscito, dopo ben dieci anni di silenzio, “Arcturian”, ultimo parto discografico degli Arcturus. Ne parleremo, ve lo prometto, ma per parlarne facciamo il giro largo, larghissimo, partendo dalla conferma, dietro al microfono, di Simen Hestnaes, in arte I.C.S. Vortex.

Chi è appassionato di black metal sa che I.C.S. Vortex (un nome d’arte che più che altro sembra la ragione sociale di una ditta che produce aspirapolveri) vanta illustri trascorsi in altre importanti band, fra cui spiccano senz'altro i nomi di Borknagar e Dimmu Borgir. Rechiamoci dunque a bordo campo a fare compagnia a questo grande panchinaro del black!