Settima puntata: Brighter Death Now
Almeno un paio di puntate della
nostra rassegna devono essere doverosamente dedicate agli artisti della leggendaria etichetta
Cold Meat Industry.
Deutsch Nepal, Raison d'Etre, Atrium Carceri, Arcana, Coph Nia, MZ.412, Nordvargr, Folkstorm, All My Fate Lost, In Slaughter Natives, Mortiis, Ordo Rosarius Equilibrio, Rome, Desiderii Marginis, Ataraxia sono solo alcuni dei nomi che la CMI ha supportato dal 1987 al 2014, anno della sua definitiva chiusura. Fra dark-ambient, power electronics e neo-folk la storica etichetta svedese ha svolto un ruolo di primario rilievo nella promozione di quelle sonorità che potremmo definire, in senso generico, post-industriali. Al centro di questa mirabile impresa troviamo l'infaticabile Roger Karmanik, fondatore stesso dell’etichetta: uno che dell'industrial, più che una ragione di vita, ne ha fatto una vera e propria missione. Produzione, distribuzione e diffusione del Verbo, quindi, ma anche esposizione in prima linea con il suo progetto personale Brighter Death Now: terrorismo sonoro senza compromessi che meriterà l'appellativo di death-industrial.