Noi di MM non ci siamo stupiti più di tanto innanzi al discorso tenuto all'ONU dall'attivista del momento Greta Thunberg, in quanto siamo abituati a scandinavi che gridano la loro rabbia di fronte al mondo. E' semmai il tema ecologico che suona bizzarro, espresso così visceralmente come nelle campagne ambientaliste degli anni ottanta rivolte soprattutto alle nuove generazioni.
Ad allora era curioso l'isterismo di fondo su questi temi. Da un lato subivamo l'assalto subdolo di una campagna ambientalista ed ecologista a scuola, nelle pubblicità, timidamente anche negli esempi di qualche compagno di scuola che magari usava la carta riciclata, puntualmente sommerso dalle prese per il culo di mezza classe. Dall'altro c'era il filone exploitation della catastrofe ambientale e nucleare, in cui la tensione ambientalistica era vissuta con morboso compiacimento, nella migliore delle ipotesi con l'interesse per la lettura sociologica e evoluzionistica del percorso che aveva portato il mondo ad autodistruggersi.










