"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

4 dic 2019

RECENSIONE: "HEARTS OF NO LIGHT" (SCHAMMASCH)


Da piccoli ci hanno insegnato che nel calcio non si deve mai tirare di punta. Ronaldo (quello brasiliano) nei Mondiali del 2002 portava la sua squadra alla vittoria grazie a due gol, il secondo dei quali fu proprio tramite un tiro di punta: un inusuale gesto tecnico con il quale il giocatore intendeva, a distanza ravvicinata, anticipare il portiere spiazzandolo in velocità. Quel giorno capii che i campioni possono tutto. 

A Paradigm of Beauty” è il tiro di punta degli Schammasch, il brano rock che non ti aspetti in un album teso, drammatico, austero come “Hearts of No Light”. Un capolavoro nel capolavoro. 

1 dic 2019

CRISTIANESIMO NICHILISTA - IL CRISTO SENZA PACE NELLA CAMPAGNA SICILIANA




Cristianesimo nichilista.

E’ possibile? Sicuramente non è un cristianesimo destinato a riscuotere successo, ma le orme del Cristo sono quelle che portano al successo? O portano alla croce, come letteralmente insegna la sua storia?

28 nov 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL: "LUMINA AUREA" (SWALLOW THE SUN)


L’EP, come si diceva nell’introduzione alla nostra rassegna, costituì per band emergenti, o poco più che emergenti, uno strumento sostenibile per immettersi od affermarsi nel mercato discografico senza dover sostenere i costi elevati di un full-lenght. Almeno questo accadeva negli anni ottanta ed inizio novanta, dove per il metal il passaggio dalla cantina allo studio non era cosa da dare affatto per scontata. Con internet, e dunque con le accresciute possibilità di condividere e diffondere materiale tramite la rete, la necessità di ricorrere ad un EP, almeno per farsi conoscere, venne meno.

Per quanto riguarda il nuovo millennio, l'impiego dell'EP si è caratterizzato per altre funzionalità: onorare il contratto con una casa discografica di cui ci si vuole liberare, per esempio, oppure  buttare in pasto al mercato del materiale giusto per aver una scusa per rimettersi in tour, che rimane la principale fonte di guadagno per una band oggigiorno. Ma vi sono stati dei casi in cui anche dei "lavori brevi" si sono distinti per qualità ed ispirazione, riflettendo un'esigenza comunicativa specifica, come successo con "I" dei Meshuggah, o un momento particolarmente significativo per l'artista: è il caso di “Lumina Aurea”per Juha Raivio, leader dei finlandesi Swallow the Sun

25 nov 2019

I BRANI PIU' INDISPONENTI DEL METAL - N.10: "SONS OF SATAN" (VENOM)



Guardando a ritroso dal 2019, l'effetto di tre tipi borchiati che si dichiarano “Figli di Satana”, anche solo per la scena, è praticamente nullo. Anche perché, retrospettivamente, non erano né i primi né i soli in quel periodo a utilizzare la suggestione satanica per fare qualcosa. Dovremmo ignorare l'esistenza dei Black Sabbath per considerare nuovo il satanismo in musica, e infatti la novità non fu genericamente l'elemento satanico allora già rappresentato, e non fu neanche quello a venire, filosofico, di matrice anticristiana e neopagana.

22 nov 2019

RECENSIONE: "DISTANCE OVER TIME" (DREAM THEATER)


Non finisce più John, non finisce più...” e con questa sono quindici notti consecutive che John Petrucci si sveglia in preda al panico, sudando come un bambino. La moglie lo fissa: "Forse il prossimo disco è meglio, non farlo lungo come “The Astonishing”, non pensi John?".

19 nov 2019

TOPOGRAFIA METALLICA - LA FORESTA



Si fa preso a dire foresta. Innanzitutto, va ammesso che prima dell'avvento del black, il metal era poco boschivo. L'epic metal faceva riferimento a foreste mitiche, ma tolto questo il topos della foresta non era frequentato molto. Oggi, su 170 gruppi che scelgono di includere “foresta” nel proprio nome, 140 sono black, nelle sue varie declinazioni. La foresta è un topos che attira tutti, da tutte le direzioni. Voglio dire, suona naturale che una forest provenga dal repertorio di tali Ferocia della Stregoneria Nera, e quasi scontato che scrivano una forest talaltri Il coro dei corvi morti; quasi obbligatorio che abbiano una forest gli Alberi Morti. E con tutt'altra valenza, forse bucolica e ecologica vanno a parare nella foresta Anti-society, per esempio.

16 nov 2019

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO: GLI ULTIMI VENTI ANNI DEI CRADLE OF FILTH - Parte seconda



Nella sala Direzione della Sony si discute ancora: “... ma chi cazzo ve li ha fatti scritturare?!”. 
E volano carte, libri e tutto ciò che è a portata di mano del responsabile marketing: “Quale cazzo di idea vi è venuta in mente? Uno non può assentarsi un attimo per andar in vacanza con la famiglia e voi mi producete un disco di un nano vestito di nero, con un’orchestra oltretutto, sapete quanto ci costano trenta coristi??! Ma poi per cosa!? Neanche si sentono in quel frastuono!!! Fatemi entrare Dani Nano Monnezza che ci parlo io... avanti!”

13 nov 2019

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO: GLI ULTIMI VENTI ANNI DEI CRADLE OF FILTH - Parte Prima




Qualcuno di voi ricorderà il concetto proustiano della “memoria involontaria” cioè un odore, un colore, un sapore di qualcosa che abbiamo vissuto e che non riusciamo a ricordare più. Proust nella Recherche restituisce senso al tempo che contiene la memoria di ciò che si è dimenticato e, allo stesso tempo, alla memoria che contiene il tempo di ciò che si è perduto.

Sotto questa ottica ho pensato di approfondire l’opera dei Cradle of Filth nell’ultimo ventennio, perché in fondo al mio cervello c’è qualcosa che riescono a far affiorare su me stesso, su di loro e sul senso generale della vita.