Tempo fa il nostro Lost in Moments ha perfettamente descritto il potere catartico dello spostamento dei dischi che compongono le nostre discografie (con quantitativi a 4 cifre) e della loro ricollocazione in nuovi spazi con un nuovo ordine.
Ebbene, recentemente mi è
capitato, per esigenze di spazio casalingo, di dover riassestare cd&cassette
accumulate nell’arco di 3 decadi, ritrovando, con mio sommo stupore, album dalla qualità altissima che
avevo quasi obliato di possedere.
Colgo perciò la palla al balzo per provare a inaugurare questa nuova rubrica sul Blog: “Fondi di…discografia”! Con l’obiettivo di riscoprire e discettare su quegli album dimenticati, poco celebri, poco trattati in rete, ma che meritano una rispolverata per essere, almeno per un’altra volta, messi sotto la luce dei riflettori. Almeno quella dei nostri riflettori, quelli di Metal Mirror.
Dischi che, per la loro
indiscussa qualità e “importanza”, hanno un loro perché nella cinquantennale storia del nostro Genere Preferito.













