Tra le diverse conseguenze dell’inesorabile passare del tempo, una che noto particolarmente è quella dell’abbandono, 'fisiologico' direi, di quell’atteggiamento “adorante”, che caratterizza la gioventù, verso band e musicisti. Compresi quelle/i che ancor oggi seguiamo e che ci forniscono grandi emozioni.
E’ passata troppa acqua sotto i ponti da quando, nelle nostre camerette, campeggiavano, con 'somma gioia' dei nostri genitori, decine di foto e poster di gruppi metal; di quel guitar hero, del tal batterista o del talaltro cantante. Per noi adolescenti, 'eroi' da cui cui ogni nota suonata o cantata veniva vissuta quasi (o senza quasi) come espressione artistica di un essere umano superiore.


