“Honky Reduction” con i suoi ventisei brani non toccava i diciotto minuti di durata; “Frozen Corpse Stuffed with Dope”, trentotto brani in tutto, non arrivava a trentaquattro minuti. Venne poi “Altered States of America” che probabilmente ha battuto ogni record mettendo in fila novantanove tracce in solo ventun minuti. Con “Agorapocalypse”, ventotto minuti e mezzo per "solo" tredici brani, sembrava quasi di respirare. Se questa era la cifra stilistica espressa nei quattro “full-lenght” rilasciati dai “cyber-grinder” Agoraphobic Nosebleed nella loro carriera ventennale, cosa era lecito aspettarsi dall’EP “Arc”, composto da soli tre brani?
In verità “Arc”, contro ogni previsione, si avvicina alla mezzora, sfoggiando un sound che poco o nulla ha a che spartire con l’universo espressivo del grind, percorrendo piuttosto in senso opposto il range delle sonorità estreme per approdare alla lentezza ed alla dilatazione di una opprimente e malata forma di sludge-doom: un’auto-negazione stilistica che non è altro che l’ennesima beffa targata Agoraphobic Nosebleed.










