"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

28 lug 2020

THE BEGINNING OF THE END: "MOTLEY CRUE" (MOTLEY CRUE)



Anni fa mi imbattei in un libro di Nikki Sixx sulla sua esperienza di tossicodipendenza (che poi che ne so, mica gliel'ho diagnosticata) o, insomma, il suo problema con l'eroina. "The Heroin Diaries" mi pare, che non ho letto, anche perché con i Motley ho una questione in sospeso. Questi tizi incarnavano in maniera imbarazzante (in positivo) quella zona grigia che giustificava l'apparentamento del glam rock con il metal. Nati come gruppo rock, tentano la carta dell'exploitation e se la giocano bene: parrucconi, vestiti da carnevale, manifesti ribellistici che inneggiano alla gioventù satanica trombante, e naturalmente il minimo sindacale della trasgressione: la droga.

La cornice era la città metropolitana di Los Angeles, e la sua costellazione di club, di localacci di strip-tease. In quegli anni i rischi più totali sembravano alla portata di tutti, e l'autodistruzione delle giovani generazioni era finanziata e organizzata in maniera scoppiettante. I genitori della classe media, nel terrore che i loro figli frequentassero cattive compagnie, mettevano loro in tasca banconote perché si rovinassero con quelle buone.

24 lug 2020

BRII, "ENTRE TUDO QUE E' VISTO E OCULTO": PAURA E DELIRIO A RIO DE JANEIRO


Pareva che il black metal, mutazione dopo mutazione, avesse toccato l’apice della propria auto-negazione fondendosi con il gospel dei neri d’America: il genere votato al Male per eccellenza che si era perfezionato nelle fredde lande scandinave, auto-proclamandosi elités ed inneggiando ad una purezza stilistica e concettuale, sfiorando peraltro l’arianesimo, veniva dirottato e ricondotto nei campi di cotone o nei cantieri delle linee ferroviarie dove gli schiavi in catene si spezzavano la schiena, tessendo sotto il sole cocente canti di disperazione. 

Questo scrivevamo nemmeno due settimane fa, riferendoci agli Zeal & Ardor per introdurre il transessualismo satanico dei Biesy, one man band polacca che spingeva ulteriormente oltre, almeno a livello concettuale, il linguaggio malleabile del black metal. Ma ecco che, non paghi di aver slabbrato abbastanza i confini e i presupposti teorici del black metal, arriva un’altra azzardata proposta “nera”, questa volta dall’assolata Rio De Janeiro (non proprio la quintessenza delle ambientazioni tipiche del genere), per un esordio all’insegna di un black metal ferale in salsa carioca. 

20 lug 2020

METEREOLOGIA METAL: LA PIOGGIA


La pioggia è un simbolo di fine, di implosione, di chiusura di un ciclo. Così come nel diluvio biblico, in generale l'acqua non è la fine assoluta, ma è un passaggio. A differenza del fuoco, che è di per sé distruzione, l'acqua contiene in sé il seme della rinascita, poiché nutre ciò che affoga. Se nell'incendio è importante ciò che sopravvive (come l'Araba Fenice), l'acqua “semina” il suolo che la riceve, e trasmette quindi vita nello stesso atto in cui la travolge.

16 lug 2020

RECENSIONE "THE COURSE OF EMPIRE" (ATLANTEAN KODEX)


Ci sono pochi dischi che rimpiango di non aver inserito nella classifica dei migliori album del 2019, ma questa fatica del gruppo tedesco è un errore imperdonabile.

Canzoni vintage epic doom che sembrano tratte dalla penna dei Manowar della primissima era o dal compianto Quorton, insomma lunghe tracce coinvolgenti che trasudano epica da ogni poro.

12 lug 2020

BEISY: TRANSESSUALISMO SATANICO



Pareva che il black metal, mutazione dopo mutazione, avesse toccato l’apice della propria auto-negazione fondendosi con il gospel dei neri d’America: il genere oscuro per eccellenza che si era perfezionato nelle fredde lande scandinave, auto-proclamandosi élite ed inneggiando ad una purezza stilistica e concettuale, sfiorando peraltro l’arianesimo, veniva dirottato e ricondotto nei campi di cotone o nei cantieri delle linee ferroviarie dove gli schiavi in catene, fra polvere e sudore, si spezzavano la schiena, tessendo sotto il sole cocente canti di disperazione. 

Erano gli Zeal & Ardor del loro brillante debutto “Devil is Fine”, con il quale avevamo significativamente concluso la nostra rassegna sulle sonorità post-black metal, ma ecco che ad "illuminare" la notte tragica dell'anno 2020 arriva questa one-man band polacca, i Biesy, ad aggiungere un altro tassello non preventivato alla storia del black metal, introducendo il concetto di satanismo transessuale: doppio smacco, dunque, per la cattolica e bigotta Polonia! 

8 lug 2020

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO: "SIRIAN METAL IS WAR"



Ci tenevo ad arrivare alla Siria, terra ricca di metal prima e durante questa guerra che la sta affliggendo. Parto da un documentario dal titolo "Syrian metal is war", che non sembra però portare avanti un concetto alla Nargaroth ("Black metal ist Krieg"), ma racconta lo stato di sospensione dei destini nelle città bersagliate da missili e colpi di mortaio. I gruppi metal continuano a esistere e produrre, ma la scena intesa come aggregazione è ovviamente quasi totalmente impedita.

4 lug 2020

500 ALBUM X 50 ANNI DI METAL - (Parte VI)



50ENNALE DEL METAL - I MIGLIORI 500 ALBUM - 6a parte

Si è visto con la puntata precedente che con l'avvento delle sonorità alternative e del groove metal il mondo del Metallo Tradizionale subì un grande sconquasso. Di lì a poco l'effetto Pantera avrebbe cambiato il volto del metal, con la caduta verticale del thrash classico a rappresentare il dramma più evidente. Nuovi protagonisti (i Machine Head a consolidare il sound panteriano e i Korn a dare il battesimo al nu-metal) emersero a segnare un importante cambio generazionale, mentre chi poteva corse ai ripari modernizzando il proprio armamentario sonoro. Molti furono coloro che non riuscirono ad adeguarsi ai tempi, ma si ebbero anche casi di grande successo, fra cui è doveroso citare la svolta vincente di "Chaos A.D." compiuta dai già grandi Sepultura, destinati a diventare un pilastro del metal degli anni novanta.

E' tuttavia nel sottobosco metallico che si compivano i processi creativi più virtuosi, ed in particolare nel reame dell'Estremo: un Estremo che si muoveva con grande disinvoltura, in verità, spaccando schemi pre-esistenti, scrollandosi di dosso le ingessature del passato, tornando a "bagnarsi" di melodia e spunti progressivi, oppure spingendosi verso orizzonti di inusitato nichilismo, descrivendo un disagio mai udito prima. Indubbiamente il periodo 1993-1995, che passeremo in rassegna con i cinquanta titoli di oggi, è stato marcato dall'ascesa del gothic metal e del black metal. 

30 giu 2020

LUCIFER: IL RICHIAMO IRRESISTIBILE DELLA...



Devo ammettere una cosa molto triste. Complice la vecchiaia, probabilmente, sto rinvenendo in me un approccio alla musica che mi era estraneo fino a qualche anno fa. Il fatto, ossia, di non saper resistere al richiamo della f...ehm, del fascino femminile. E questo accade sempre di più in modo palese e manifesto, come quei vecchi signori che non sanno trattenere un apprezzamento bonario innanzi ad una bella donna che incontrano, celando dietro a quella che vorrebbe essere galanteria un universo di percezione e pensiero radicalmente maschilista, ove la donna può e deve brillare più che altro per meriti estetici. 

Ho sempre apprezzato molto poco coloro che, nel metal, associano sistematicamente espressioni come “bella oltre che brava” ad una frontwoman, implicitamente confermando il maschilismo serpeggiante degli ambienti metal (due pesi e due misure, perché, per esempio, mai ci sogneremmo di descrivere come bello l’Axl Rose dei tempi d’oro, o sottolineare il bel fisico di Eric Adams o Joey DeMaio – brrrrrrr). Il mondo del metal, del resto, è anche mondo di repressione sessuale, fatto di uomini per uomini (almeno queste erano le condizioni iniziali) dove la donna (quella “strana cosa”) era esclusa come sempre accade in quelle serate fra adolescenti innanzi ad una maratona di Risiko.