Ci si è spesso chiesti in redazione se il suonare/essere metal sia una questione meramente stilistica oppure culturale: ossia se il metal sia semplicemente un insieme di stilemi musicali oppure vi debba anche essere un senso di appartenenza per potersi definire heavy metal a tutti gli effetti. Sinceramente mi sono sempre schierato a favore della prima scuola di pensiero, sostenendo a spada tratta che il metal nasceva nell'anno 1970 con i Black Sabbath e con il riffing pesantissimo di Tony Iommi. Eppure, assistendo tempo fa al concerto dei King Gizzard & the Lizard Wizard, che con il metal hanno a che fare solo in maniera tangenziale, ho avuto qualche ripensamento al riguardo.
Se dalla pesantezza sabbathiana, infatti, rimuoviamo l’oscurità o la carica epica di certi passaggi, quanto rimarrebbe di metal e quanto invece di rock progressivo o psichedelico? E se addirittura prendessimo del crudo e veloce thrash metal e lo trasformassimo in una farsa goliardica per nerd, potremmo continuare a considerarlo heavy metal?











