Avevamo pensato di poterli ignorare, distratti, in quel 2019, dalla grandezza di "Fear Inoculum".
Credevamo che dopo gli sperimentalismi, peraltro riuscitissimi, di “Vertikal” (2013) i Cult Of Luna avessero
concluso, artisticamente, la loro parabola ascendente: da campioni del post-hardcore made
in Sweden, a band universale del variegato e sterminato mondo del post-metal.
Del resto, la collaborazione con Julie Christmas del 2016 in “Mariner” non ci aveva fatto sobbalzare sulla sedia anche se, pure in quell’atipica ora di musica dei Nostri, sprazzi di classe sopraffina e passaggi da pelle d’oca non mancavano.










