"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

5 apr 2021

LA NON-RECENSIONE DI "A DAWN TO FEAR" (CULT OF LUNA)

 


Avevamo pensato di poterli ignorare, distratti, in quel 2019, dalla grandezza di "Fear Inoculum". Credevamo che dopo gli sperimentalismi, peraltro riuscitissimi, di “Vertikal” (2013) i Cult Of Luna avessero concluso, artisticamente, la loro parabola ascendente: da campioni del post-hardcore made in Sweden, a band universale del variegato e sterminato mondo del post-metal.

Del resto, la collaborazione con Julie Christmas del 2016 in “Mariner” non ci aveva fatto sobbalzare sulla sedia anche se, pure in quell’atipica ora di musica dei Nostri, sprazzi di classe sopraffina e passaggi da pelle d’oca non mancavano.

1 apr 2021

"FONDI DI DISCOGRAFIA" - L'EREDITA' DEGLI ARTILLERY

 


King, thy name is Slayer”.

Fu questa la prima thrash song che conobbi. Né, che ne sò, una “Hell awaits” o una “The four horsemen”. No. “King, thy name is Slayer”: gli strani casi della vita…

28 mar 2021

ALBUM METAL PINKFLOYDIANI: "WILDHONEY", TIAMAT (1994)


Mentre i Queensrÿche giungevano con “Promised Land” al culmine “pinkfloydiano” del loro percorso artistico (che avrebbe poi deviato verso tutt’altri lidi), nello stesso anno (il 1994) i Tiamat compivano anch’essi un significativo avvicinamento alle sonorità professate dai Pink Floyd, assecondando senza riserve quelle tentazioni che già erano emerse nei lavori precedenti. 

Premesse e conclusioni, tuttavia, sarebbero state molto diverse per le due band: i cinque di Seattle partivano da un heavy metal classico e l’avevano elevato ad un livello concettuale che evocava album come “The Wall” e “The Final Cut”, richiamati anche negli umori; gli svedesi, invece, originati da lidi ben più estremi, dipingevano il loro gothic-metal con i colori della psichedelia. Johan Edlund, padre-padrone della band, avrebbe certamente costituito, con il suo estro visionario, un campione indiscusso della causa pinkfloydiana all’interno dell’epopea metal

24 mar 2021

PETRUCCI & PORTNOY: PROVE TECNICHE DI REUNION PER I DREAM THEATER



Se due indizi fanno una prova, a questo punto non vorrei essere nei panni di Mangini. Ci eravamo già chiesti con scetticismo come avesse passato il lockdown John Petrucci, ma il tempo sembra ormai maturato per un avvicinamento dei due litiganti fondatori dei Dream Theater. È come se le loro recenti collaborazioni fossero un segnale ai fans e un sasso lanciato nello stagno del progressive.

20 mar 2021

ZODIACO METAL - "PISCES" (JINJER)

 



I Pesci, segno d’acqua, è l’ultimo dello Zodiaco, il dodicesimo. Ma il terzo che incontriamo nello scorrere dell’anno solare.

Fantasiose, sensibili, sognatrici. Addirittura “geniali”. Le persone nate sotto il segno dei Pesci, ci dicono gli esperti, hanno tendenzialmente queste caratteristiche. Anche tu, “Tati”? Perché così parrebbe…

16 mar 2021

UN COCCODRILLO PER L.G. PETROV - "WHAT MAN HAS CREATED / MAN CAN DESTROY"



Lars Goran Petrov

Un nome altisonante, o meglio, bassisonante come si addice ad un personaggio del Death Metal

Doppio nome svedese, “destro-sinistro”, e poi gancio al fianco col classico russo Petrov. 

12 mar 2021

ALBUM METAL PINKFLOYDIANI: "PROMISED LAND", QUEENSRYCHE (1994)


I Queensryche sono stati indubbiamente fra i primi gruppi metal ad adottare con consapevolezza stilemi pinkfloydiani e ad integrarli programmaticamente nella propria musica; i primi, probabilmente, a costruire un linguaggio ove questi stessi stilemi trovassero una coerente e congeniale collocazione all’interno degli schemi dell’heavy metal. 

Contrariamente ai Voivod (predicatori nel deserto), i Nostri sarebbero presto divenuti un punto di riferimento per l’universo metallico "pensante", cosicché quelle loro intuizioni si sarebbero cristallizzate in veri e propri cliché poi adottati da moltissime altre band, principalmente in campo prog-metal. Continua così la nostra rassegna sul metal pinkfloydiano... 

8 mar 2021

POTERE ALLE DONNE: ANNEKE VAN GIERSBERGEN


La Festa delle Donne cade a pennello quest'anno, proprio nel momento in cui sentivo l’irrefrenabile esigenza di parlare ancora una volta di Anneke Van Giersbergen, una donna veramente speciale: una di quelle figure femminili che per davvero hanno operato con successo ai fini della emancipazione della donna nella società. 

Non scomodando icone immortali come Artemisia Gentileschi (che certo non ha bisogno di presentazioni) o Amelia Mary Earhart (per chi non lo sapesse, la prima donna ad aver pilotato un aereo), nel suo piccolo la cantante olandese ha contribuito all’avvio della felice stagione delle front-woman band nel maschile e maschilista mondo del metal, che non è poco.