L’album ha infatti suscitato reazioni contrastanti: c’è chi lo ha gradito, chi meno, ma è incontestabile il gran successo che sta riscuotendo, almeno in termini di visualizzazioni sulle principali piattaforme di streaming. Personalmente parlando mi colloco serenamente fra coloro che non sono rimasti entusiasti di questo "Krushers of the World", ma per onestà intellettuale mi sento di contestualizzare il mio giudizio e le analisi che ne discenderanno.
14 feb 2026
MILLE PETROZZA E IL "METAL TELEFONATO"
L’album ha infatti suscitato reazioni contrastanti: c’è chi lo ha gradito, chi meno, ma è incontestabile il gran successo che sta riscuotendo, almeno in termini di visualizzazioni sulle principali piattaforme di streaming. Personalmente parlando mi colloco serenamente fra coloro che non sono rimasti entusiasti di questo "Krushers of the World", ma per onestà intellettuale mi sento di contestualizzare il mio giudizio e le analisi che ne discenderanno.
9 feb 2026
L'ERA DEL MUSICISTA SOLITARIO: L'ASCESA DELLE ONE-MAN BAND E DELLE PRODUZIONI "FAI-DA-TE"
C’è stato un tempo in cui il rock nasceva tra le bacheche universitarie, in una sala prove umida e improvvisata, tra strumenti analogici e discussioni infinite su un accordo di troppo; in scantinati, garage e freddi capannoni, luoghi iniziatici di un rito che spesso iniziava con la domanda: “anche tu suoni?”.
In quegli spazi e in quegli attimi non si imparava a suonare bene, si imparava a suonare insieme, si litigava e poi magari si imparava a lavorare in armonia con l'altro; si costruiva col tempo un linguaggio comune che sarebbe stato lo spirito della propria musica: personalità apparentemente inconciliabili tenute insieme da un ideale comune. I brani spesso nascevano dal caos: qualcuno tirava fuori un riff, un altro lo storpiava, qualcun altro lo cestinava, il compromesso non era un limite, ma un elemento creativo. In pochi sapevano fare tutto: tecnicamente quasi nessuno era autosufficiente, non molti erano i polistrumentisti, non esistevano “home studio”, drum-machines soddisfacenti ed effetti plug-in. E dunque per suonare servivano musicisti in carne ed ossa, compagni di avventura con cui costruire un prodotto di successo e magari poi vantarsene: “io suono in una band!”




