"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

19 gen 2019

I BRANI PIU' INDISPONENTI DEL METAL - N.4 "LIE" (DREAM THEATER)



Ai tempi del liceo (prima metà degli anni ’90), abitando in periferia e dovendomi spostare in centro, la sveglia al mattino suonava ben presto. Con grande difficoltà mi alzavo e preparavo un bel the caldo per affrontare la lunga giornata. Ad accompagnare le mie colazioni per 6 mattine alla settimana, c’era la mitica VideoMusic, emittente che in quegli anni tra noi adolescenti spopolava (fino a che il poco rimpianto Vittorio Cecchi Gori se la comprasse e la trasformasse nel 1995 in TeleMonteCarlo 2, tv generalista). 

VideoMusic. funzionava come una radio, con continua rotazione di video musicali all’interno di rubriche diventate cult (come On the Air, ad esempio). Grande spazio veniva dedicato anche al rock e, più limitatamente, al metal.

15 gen 2019

MITI E LEGGENDE DA ARCHIVIARE - IL LUNA PARK SATANICO DI LAVEY (Parte I)




La curiosità di scoprire cosa diceva LaVey nacque, presumo, da qualche riferimento alla sua dottrina in qualche intervista o articolo di giornalismo metal. Fatto sta che cercai invano “La bibbia satanica” in un paio di librerie esoteriche, per poi trovare una registrazione in cd di una “messa” laveyana, spacciata per opera musicale. Trattavasi di una specie di RadioMaria. Ci capii poco, salvo il fatto che il satanismo laveyano era una dottrina non esclusivamente anti-cristiana, ma anti-monoteistica. Il ritornello di un sermone ripeteva infatti “Muslim, Buddhist, Christian, Jews….we don’t need them anymore”. La dottrina si proponeva in forma di illuminazione e rivelazione del sacro in contrapposizione alle verità uniche dominanti, cioè i monoteismi, e dava quindi per scontato che la visione “satanica” nascesse come capovolgimento e rifiuto, per poi forse proseguire come affermazione di sé. Del resto, l’affermazione di sé e la negazione dei valori monoteistici erano due facce della stessa medaglia, poiché i monoteismi si presentavano come fondati sulla negazione e repressione dei valori naturali umani. 

13 gen 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - LA FINE DEL MONDO VIENE DAL KIRGHIZISTAN



Tutto si volge a Bishkek, per la precisione, la capitale. I Necronomicon (che nel mondo hanno più di un omonimo) “hanno rilasciato un demo nel 1996”, ma per il resto fatevi i fatti vostri. Del gruppo fa parte l'onnipresente kirghistano Asbath, che ha suonato la batteria anche dal vivo coi Nargaroth. Qui Asbath suona strumenti “sconosciuti” secondo Metalarchives, ma tutto da solo però. Un demo di cui non si conoscono titoli né strumenti ufficiali.

11 gen 2019

LA NEW YORK CHE NON TI ASPETTI: IMPERIAL TRIUMPHANT, "VILE LUXURY"



New York City. La vigilessa di colore obesa che dirigeva il traffico come una perfetta idiota, fischiando, gesticolando, ballando R’n’B, quasi si trovasse in un video di Janet Jackson, fra gli sguardi indifferenti dei passanti che andavano di fretta (ovviamente). Una scena emblematica per il sottoscritto che, al primo giorno di vacanza nella Grande Mela, si recava a Time Square.

Avrei capito, di lì a poco, che a New York la prerogativa è “fare lo show”. New York, la città che non dorme mai, terra di opportunità per chi ha ambizione. Ma per sopravvivere a New York hai bisogno di energie e convinzione, altrimenti essa ti risucchia l’anima e ti sputa via in quanto entità inutile. 

Di New York ci parlano anche gli Imperial Triumphant, i quali collocano la metropoli americana al centro del concept del loro ultimo amaro album “Vile Luxury”, che per quanto mi riguarda poteva figurare tranquillamente fra le migliori dieci uscite metal del 2018

9 gen 2019

I BRANI PIU' INDISPONENTI DEL METAL - N.3: "A POCKET SIZE SUN" (TIAMAT)


Uno dei bocconi più amari che ho dovuto ingoiare nella mia lunga vita metallica è ritrovarmi al termine del capolavorissimoWildhoney” un brano inqualificabile come “A Pocket Size Sun”.

5 gen 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE METALLICHE IN IRAQ (Parte I)




Ricordate la guerra del Golfo? L'Iraq invase il Kuwait, e noi improvvisamente ci scoprimmo difensori della libertà. Due piloti italiani furono abbattuti durante la missione “Desert storm”, catturati vivi e esposti come trofei mediatici dal nemico. Gli Americani bombardavano con bombe dotate di telecamera, mentre i piloti si sparavano nelle cuffie “Seek and destroy” dei Metallica, anche se per buona parte le bombe dilaniavano finti stabilimenti militari, fatti di legno e latta colorati; però ogni tanto c'era qualche rampa lanciamissili vera da cui partivano gli Scud. Gli Americani rispondevano con i Cruise e i Tomahawk. Saddam Hussein invocava la “madre di tutte le battaglie” nonostante fosse rimasto con due raudi in mano, e si profondeva in citazioni dei Bolt Thrower.