"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

17 ott 2019

METAL AMBIENTALISTA E GRETA THUNBERG



Noi di MM non ci siamo stupiti più di tanto innanzi al discorso tenuto all'ONU dall'attivista del momento Greta Thunberg, in quanto siamo abituati a scandinavi che gridano la loro rabbia di fronte al mondo. E' semmai il tema ecologico che suona bizzarro, espresso così visceralmente come nelle campagne ambientaliste degli anni ottanta rivolte soprattutto alle nuove generazioni. 

Ad allora era curioso l'isterismo di fondo su questi temi. Da un lato subivamo l'assalto subdolo di una campagna ambientalista ed ecologista a scuola, nelle pubblicità, timidamente anche negli esempi di qualche compagno di scuola che magari usava la carta riciclata, puntualmente sommerso dalle prese per il culo di mezza classe. Dall'altro c'era il filone exploitation della catastrofe ambientale e nucleare, in cui la tensione ambientalistica era vissuta con morboso compiacimento, nella migliore delle ipotesi con l'interesse per la lettura sociologica e evoluzionistica del percorso che aveva portato il mondo ad autodistruggersi. 

14 ott 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL: "I" (MESHUGGAH)


Un artista che basa la propria visione artistica sull’evoluzione, e non semplicemente sul perfezionamento di un sound collaudato, deve fare necessariamente i conti con quel particolare momento della propria vita artistica in cui la sua spinta creativa inizierà fisiologicamente a declinare. Probabilmente la cosa più saggia da fare in questi momenti sarebbe fermarsi ed ascoltare se stessi, capire quello che si può e si vuole fare. Ma comprendiamo anche che non è facile ascoltarsi quando si ha il proprio ego da sfamare e il fiato del pubblico sul collo: piuttosto che ripetere se stessi e deludere, accade così che l’evoluzione venga portata avanti forzatamente, in modo artificiale. In ogni parabola artistica di questo tipo esiste dunque una “zona un po’ fumosa” in cui non si capisce bene se ci si trovi al top dell’ispirazione o all’inizio delle seghe mentali.

11 ott 2019

SCAMPOLI D'ASIA CENTRALE - TURKMENISTAN E AFGHANISTAN




Turkmenistan. Ormai abbiamo fatto l'abitudine ai gruppi fantasma, o irreperibili. Che siano scatole vuote, operazioni di intelligence, o gruppi che giocano la carta del mistero totale, la cosa ci affascina sempre.

I Dagor Bragollach (omonimi di un gruppo russo) risultano autori 1 singolo e 2 EP (due lunghi brani). Per fortuna i nostri conoscono le potenzialità della rete, e aprono un canale Youtube. Vuoto.

8 ott 2019

I BRANI PIU' INDISPONENTI DEL METAL - N.8: "DEVIL'S RAGE" (DEATH SS)



Nel 1989 tutti attendevamo il nuovo Death SS, e la copertina fu azzeccata, il Cristo Posseduto. Il disco era un falso doppio, apribile per ammirare, in tutta la sua sfocatura, una foto di una messa nera con un topone adagiato su un altare, se ben ricordo. Già lì rimasi un po' deluso. Insomma, dei Death SS mi piaceva molto quell'atmosfera horror paesana, nel senso buono, e l'idea di proporre un teatro delle paure e delle fiabe orrorifiche, un horror corale che prendeva sul serio la propria narrazione. Il satanismo, bah...mi pareva un inutile restringimento di campo, e un terreno minato di luoghi comuni ma inevitabili, come appunto la messa nera. Invece, proprio quello il titolone: “Black mass”.

5 ott 2019

LINGUA IGNOTA, NOSTRA SIGNORA DEL DOLORE: LIVE AT OSLO HACKNEY, LONDON (30/09/2019)


Dietro all’enigmatica sigla Lingua Ignota si cela (ma non troppo) Kristin Hayter: californiana, classe 1986, che io scherzosamente ho ribattezzato la Lady Gaga dell’Estremo (complice una vaga somiglianza nei tratti del viso).

Per chi conosce nomi come Diamanda Galas o primi Current 93; per chi non teme sonorità black e death industrial (Brighter Death Now, MZ.412 etc.); per chi, infine, è già avvezzo alle asperità professate da generi come black metal e drone-metal, le sinfonie del dolore di Kristin Hayter presenteranno una certa familiarità. Ma sono l'ispirazione, l'energia e l'urgenza comunicativa a rendere fresco e degno di attenzione il prodotto, al netto di presunti richiami stilistici a nomi già noti ad un certo tipo di pubblico. 

La Nostra ha poi una preparazione classica, cosa che le permette di muoversi con cognizione di causa nel territorio dell’avanguardia più oltranzista e di iniettare sostanza dietro al paravento dell’iconoclastia sonora. Le musica di Lingua Ignota non è dunque provocazione fine a se stessa, ma un viaggio genuino nell’universo interiore dell’artista, a quanto pare vittima di abusi e violenze. Vediamo se le premesse gettate dall'ottimo "Caligula" (opera della consacrazione dopo il folgorante debutto "All Bitches Die") troveranno conferma sulle assi di un palcoscenico...

2 ott 2019

CONFRONTI IMPOSSIBILI: MARKUS GROßKOPF e FRANCESCO GUCCINI


E’ cosa nota che arrivati a un certo punto, anagraficamente avanzato. della vita si possa manifestare la tendenza molto umana, e quindi comprensibile, a rinegoziare il proprio rapporto con l’Aldilà. E’ un qualcosa che avviene privatamente, nell’intimità del proprio animo e/o nella ristretta cerchia famigliare. Altresì capita che chi vive della propria arte renda pubblico questo travaglio attraverso la sua forma mediatica privilegiata (libri, interviste, articoli). Soffermandoci all’ambito che più ci sta a cuore, Metal Mirror ha già affrontato la questione con gli esempi di musicisti illustri, quali Blackie Lawless e Dave Mustaine, che arrivati a un certo punto del loro percorso di vita, si sono sentiti di esternare la propria svolta nel rapporto con il Trascendente.

29 set 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - "V EMPIRE OF DARK FAIRYTALES IN PHALLUSTEIN" (CRADLE OF FILTH)


Ricordo distintamente di aver combattuto con il dubbio della fregatura a proposito di questo EP da cui ero fastidiosamente attratto per via di quella sete di Cradle of Filth che allora avevo (correva l'anno 1996).

E così alla fine, dopo vari tentennamenti, in attesa dello strombazzato “Dusk and her Embrace”, ripiegai su questo episodio breve, che si colloca a tutti gli effetti come secondo lavoro della band inglese.

26 set 2019

SPACE ROCKS: ANATHEMA, AMPLIFIER, VOYAGER LIVE AT INDIGO - LONDON (21/09/2019)



Space Rocks è un evento che, nell’arco della giornata di sabato 21 settembre, ha ospitato scienziati, studiosi, ex astronauti, attori, scrittori e chi più ne ha più ne metta. Il tema: lo Spazio, in senso ampio, ampissimo e...cazzo frega a me dello Spazio? 

Il fatto è che nel programma del festival troviamo anche la “cosmic music” (così recita la locandina...) di Anathema, Amplifier, Voyager e Anna Phoebe. A solleticare la mia curiosità, ovviamente, è stata la presenza in cartellone degli Anathema che, per l'occasione, avrebbero confezionato uno show unico con l’apporto multimediale della visual media artist Kristina Pulejkova e della European Space Agency