Per voi orfani dei Warning...
Per noi orfani degli Anathema...
È assurdo che sia proprio io, sulle pagine di questo blog, a parlare per primo di Patrick Walker. A molti di voi questo nome non dirà molto, per introdurvelo basti dire che è stato cantante e chitarrista di una non popolarissima ma indubbiamente valida formazione doom inglese, quei Warning dall'Essex che fra alterne fortune e pause esistono da quasi trent'anni, con all'attivo un paio di album: "The Strenght to Dream" (1999) e "Watching from a Distance" (2006).
Non ho niente contro i Warning, semplicemente non mi piacciono. Li trovo monotoni, troppo lamentosi, se dovessi descriverli li tratteggerei come una sorta di
My Dying Bride in bianco e nero, senza
growl, senza tastiere, senza violino e senza particolare piglio melodico. Non saranno certo d'accordo con questa mia impietosa descrizione almeno due colleghi della redazione di Metal Mirror, che con
'sti Warning la menano da un po' di tempo, ma che, almeno fino ad oggi, non si sono degnati di scrivere una riga sulla band in questione. Mi auguro che a questo mio scritto segua prontamente una loro replica in difesa dei loro beniamini. Detto questo, non vi parlerò oggi dei Warning, ma dei
40 Watt Sun, progetto solista di Walker.