"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa
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27 feb 2026

LORNA SHORE - BREVE RISPOSTA DI UN VECCHIO BOOMER CHE VUOLE DARE UNA CHANCE A QUESTI RAGAZZI


In attesa del live-report del più grande evento metal dalla morte di Ozzy... 

Londra, Alexandra Palace, domenica 8 febbraio 2026: Lorna Shore + Whitechapel + Shadow of Intent + Humanity’s Last Breath.

Non sono un grande appassionato di deathcore, ma mi ha fatto troppa gola l’idea di poter vedere dal vivo i Lorna Shore, una delle band più chiacchierate del momento e di cui si dice che potrebbero rappresentare il futuro del metal. Ulteriore incentivo è la presenza di altri illustri rappresentanti della categoria come Whitechapel, Shadow of Intent e Humanity’s Last Breath...

...se dunque deathcore dev’essere, che lo sia in modo definitivo!, come dire: se devo essere gay per una notte, allora che lo sia con Brad Pitt, George Clooney e Chris Hemsworth! 

24 feb 2026

LORNA SHORE: BREVE STORIA DI UNA BAND CHE HA LETTO IL MANUALE MA NON I ROMANZI

 


I Lorna Shore sono l’esempio quasi didattico di cosa succede quando una band impara troppo bene il linguaggio dell’estremo e lo usa come una lingua morta: corretta, riconoscibile, ma incapace di produrre pensiero. Non vedo evoluzione vera, solo sbornia da intelligenza artificiale. È un problema mio lo riconosco visto il successo e alcuni meriti della band, ma fatico a digerirli.

14 feb 2026

MILLE PETROZZA E IL "METAL TELEFONATO"



Lo scorso 16 gennaio è uscito “Krushers of the World”, ultimo dei sedici album rilasciati dai Kreator in una carriera oramai più che quarantennale. Questa tuttavia non intende essere la recensione dell’album, bensì una riflessione più ampia su certe dinamiche che strisciano subdolamente dietro al funzionamento di certo metal contemporaneo. Ritengo infatti che l’ultimo parto discografico della creatura di Mille Petrozza inneschi pensieri ed analisi che vale la pena condividere, a prescindere dai gusti personali.

L’album ha infatti suscitato reazioni contrastanti: c’è chi lo ha gradito, chi meno, ma è incontestabile il gran successo che sta riscuotendo, almeno in termini di visualizzazioni sulle principali piattaforme di streaming. Personalmente parlando mi colloco serenamente fra coloro che non sono rimasti entusiasti di questo "Krushers of the World", ma per onestà intellettuale mi sento di contestualizzare il mio giudizio e le analisi che ne discenderanno. 

25 dic 2025

"WALKING IN THE AIR" - IL NATALE SECONDO I NIGHTWISH!



Non sono un gran fan dei Nightwish, e a dirla tutta nemmeno del power metal in generale, ma devo riconoscere che fra me e i Nightwish ci deve essere una certa affinità di gusti, per lo meno in merito a cose che non riguardano il metal. 

Dico questo perché mi trovo per la seconda volta a scrivere sui Nightwish, ma - attenzione -  non per parlare dei Nightwish in sè, ma per portare alla vostra attenzione dei brani che, a prescindere dal mio gradimento per gli stessi, sono stati anche coverizzati dai Nightwish, cosa che peraltro ho scoperto in un secondo momento. Brani non metal, ma neanche rock: era successo con “The Phantom of the Opera” e la storia si ripete, del tutto inaspettatamente, con “Walking in the Air”, che giustamente andiamo ad elogiare nel giorno del Santissimo Natale... 

12 set 2025

COVENANT, "NEXUS POLARIS": GUIDA INTERGALATTICA PER AUTOSTOPPISTI AVVINAZZATI


Covenant, "Nexus Polaris" (1998). Questo titolo poteva benissimo essere incluso nella rubrica "Album da rispolverare" (o altresì detta "Fondi di discografia") visto che la band, dopo l'uscita dell'album, avrebbe cambiato nome (da Covenant a The Kovenant) e genere musicale (dal black metal all'industrial), nonché rilasciato due lavori tutt'altro che memorabili per poi sparire nel nulla. Sarebbe stato dunque un album da rispolverare se non fosse che ci hanno pensato gli stessi Kovenant a rispolverarlo, riportandolo sul palco con il loro tour di reunion che - a questo punto - non ci saremmo più aspettati. 

Nel momento in cui scrivo non so ancora se andrò a vederli il prossimo 20 settembre al sempre apprezzabile Cosmic Void Festival, ma questo loro inaspettato ritorno, che peraltro ha suscitato un discreto clamore almeno fra i nostalgici degli anni novanta, ha rappresentato l’occasione perfetta per riprendere in mano il tomo in questione. 

12 giu 2024

DAI CALIGULA'S HORSE AI FESTIVAL ESTIVI_RIFLESSIONI CONFUSE DI UN METALLARO DI MEZZ'ETA'

 


Una domanda ci sorge spontanea: perché quasi nessuno si fila i The Ocean? Perché la band teutonica non riempie, con decine di migliaia di astanti, teatri, palazzetti e arene all’aperto? Perché non occupano le prime pagine delle riviste e delle webzine? Sbagliano qualcosa nella comunicazione? Non sono abbastanza cool come le band metalcore che fanno impazzire le nuove generazioni di metalheads? O perché non pubblicano singoli che piacciono al primo ascolto come fanno i Ghost?

Un anno fa così aprivamo, tra il serio e il faceto, la recensione di “Holocene” dei The Ocean. E gli stessi identici concetti ci sorgono spontanei in relazione agli australiani Caligula’s Horse, la scarsa partecipazione al concerto dei quali, lo scorso 21 maggio al "Legend" di Milano, ci ha dato, nei giorni seguenti, parecchio da pensare.

4 mar 2024

SLEEP TOKEN: CELESTIALE OSCURITA' O VUOTO COSMICO?

 


Mi si perdoni l’enigmatica formulazione dell’amletico dilemma: Celestial Darkness e Cosmic Void non sono altro che i nomi di due festival di metal estremo che si tengono a Londra e... niente... mi era semplicemente piaciuto l’accostamento per intavolare i dubbi che si possono palesare innanzi ad una entità controversa e divisiva come gli Sleep Token. Sostanza artistica o vuoto assoluto?, potrebbe essere un altro modo per porre il quesito. 

Non credo che la band inglese abbia bisogno oramai di presentazioni: dopo che il loro singolo “The Summoning” si è aggiudicato la palma di brano “metal” più ascoltato su Spotify nel 2023, anche il più distratto e retrivo dei truci metallari si deve essere accorto di loro. E se non li ha ancora ascoltati, per forza deve averli almeno sentiti nominare. 

22 ott 2023

MARDUK - LA RELIGIONE DEL SANGUE E DELLA FORMA CONTRO LA PROMESSA DIVINA



La vita, dopo il trauma della nascita, è una fame; una fame di vita. E la vita che l'uomo avrà per sfamarsi coincide con un processo di morte. La vita è la celebrazione del proprio funerale.

La liturgia del funerale è l'allegoria della vita, e non della sua conclusione. Il funerale inizia quando il cuore inizia a battere.

In questo caso i Marduk si allineano con la tradizione del pensiero sulla morte, il topos del memento-mori, ovvero quelle forme di espressione pittorica, grafica e poetica che esaltano la consapevolezza della morte come antidoto all'attaccamento alla caducità della vita. A differenza del retroterra cristiano che solitamente sta dietro il monito del “ricorda che devi morire”, i Marduk invece propongono un credo nichilista, a-teistico: il nostro Dio è la morte, la nostra fede il funerale.

9 giu 2023

WRESTLING E METAL: AFFINITA' E DIVERGENZE


Lo scorso 26 marzo mi sono ritrovato in una situazione a dir poco insolita per me, ossia partecipare ad un evento di wrestling. Non uno qualunque: ad officiare gli onori di casa, infatti, è stata la Revolution Pro Wrestling (RevPro), la federazione più importante in Inghilterra (ed una delle più in vista in Europa). La giornata è consistita in una serie di incontri per svariati titoli ed è culminata nella cosiddetta "Revolution Rumble" (quella che in molti conoscono come Royal Rumble), ossia 30 partecipanti che si sono affrontati in un unico ring. Parlo da profano perché non sono appassionato di wrestling e a dirla tutta nemmeno da bambino ne fui stregato, come invece avveniva per molti miei coetanei (erano gli anni di Hulk Hogan, The Ultimate Warrior ed Undertaker, tanto per intenderci). 

Ma perché vi parlo di questo in un blog di musica? Perché ho sempre intuito che vi fossero delle analogie fra metal e wrestling, e questa esperienza ha stimolato in me riflessioni che sono andate in parte a confermare e in parte a confutare quelle mie intuizioni. 

10 mag 2023

LA MIA VOGLIA DI VIVERE: IL TEMPO DELLA VERITA' SUL DEATH METAL

 


Il death consapevole. Ci voleva solo il tempo, o il troppo poco tempo, per far venire alla luce l'essenza del death. Il tempo che passa, quello che porta in superficie i cadaveri inabissati in acqua, gonfi di quella vita “dopo la morte” che procede ad alterare, consumare, e restituire la visione rivelatrice dei corpi morti. Col tempo che passa si capisce che cosa canta il death, quale è il binario nascosto, dissimulato, della sua poetica. 

24 dic 2022

AVEVO UN SOGNO...


...o forse no. Come tanti avrei voluto impugnare uno strumento e diventare un musicista affermato. Non necessariamente una star, ma almeno uno di quelli che campano della propria professione. Non mi ha mai attirato il successo in sé, non ho mai ricercato certezze negli altri. Nella mia passione per la musica sono sempre stato romantico, un puro, mi sarebbe bastato suonare in un gruppo, cosa che fra l'altro ho anche fatto per un certo periodo, ma evidentemente non ci ho creduto abbastanza. 

Per un po' ho suonato il basso, avrò avuto sedici o diciassette anni. Non ho mai avuto un debole per questo strumento che spesso non udivo, lo scelsi solo perché nel gruppo di quelli di classe mia al liceo mancava il bassista. Non nacque alcuna passione per le quattro corde, a dirla tutta non ci ero nemmeno portato, avendo io il senso del ritmo di un bradipo. Aspetto positivo: almeno non mi si sentiva. 

4 nov 2022

METALLICA - IL NON RISVEGLIO



I Metallica sono come un genitore a cui non rivolgi più la parola dopo un comportamento che ti ha deluso. Quando un genitore abbandona un figlio, ci sono tre fasi di reazione. Nella prima, il dispiacere assoluto, la sofferenza cieca, la perplessità che non consente magari di provare neanche odio. Poi, la nebbia mentale, che aiuta ad andare avanti come se non ci fosse mai stato un passato, e per riuscire a non sentirne la mancanza, lo strappo. Un rancore sordo, che non ritiene di dover essere però speso. Infine, il ritorno dei sentimenti, la fase della resa dei conti, come un vulcano che torna in attività.

15 set 2022

IL METAL AL TEMPO DI GORBACHEV - IL MOSCOW MUSIC PEACE FESTIVAL E IL SUO LASCITO

 



Per il metal Gorbachev significa una sola cosa: il concerto Moscow Music Peace Festival (MMPF), tenutosi il 12 e 13 agosto 1989 allo stadio Lenin di Mosca. Fu l’evento che segnò l’apertura ufficiale, macroscopica, in mondovisione, dell’URSS alla musica occidentale. Ciò succedeva nel clima già consolidato della distensione politica sovietica, interna ed esterna, indicata come perestrojka

L’Italia di fine anni 80, che non sapeva prendere sul serio nulla, disse la sua col film “Occhio alla Perestrojka” (1990) di Castellano e Pipolo, protagonista Jerry Calà. Gli italiani avevano avuto un certo successo nell’Est Europa, come territorio di conquiste senza impegno, ma la Russia era territorio ostico, e sconosciuto in questo senso. Gorbachev prima, e il crollo delle dittature comuniste dei paesi satelliti poi, aprì le porte all’abbraccio con la sterminata Russia. Tutto ciò fu il terreno favorevole al MMPF, che – riporto da Wikipedia – "fu organizzato in piena cooperazione tra USA e URSS con lo scopo di promuovere la pace e combattere l’abuso di droghe e alcool". 

Ho assunto una sostanza che mi impedisce di ridere, e solo per questo sono in grado di proseguire la stesura di questo articolo.

4 mag 2022

VOGLIA DI CAMPAGNA INGLESE: DARKHER


Ci sono delle volte che hai bisogno di deserto, polvere, lunghe highways, di vento in faccia e di una motocicletta, anche se non la sai guidare e non te ne è mai fregato un cazzo di guidarla. A volte invece hai bisogno di città, di asfalto e cemento, di vetro e acciaio, delle vibrazioni della grande metropoli con gente che va e gente che viene, ognuno preso dalle proprie fulitità. Ma io adesso ho voglia di campagna, e nemmeno di una campagna sui generis, di sicuro non di quella da cartolina della mia Toscana, una campagna fatta di colline, cipressi e tramonti mozzafiato mentre in terrazza ti sorseggi un buon Chianti. 
 
Ho voglia della nebbiosa ed umida dimensione rurale inglese, quella tinta di un verde sbiadito, bagnata da una pioggerella fina, sovrastata da un incombente cielo grigio, fra case diroccate e vecchie abbazie scoperchiate.
 
Grazie al black metal scandinavo ci siamo riappacificati con la natura, ma quella scandinava è una natura austera, fatta di picchi scoscesi e foreste selvagge. Quella è una natura senza uomo, dove l’uomo è componente minoritaria, annullato nella maestosità della natura stessa. Le campagne inglesi, invece, contemplano la presenza dell’uomo, anche solo sotto forma di indizi: una casa isolata su una collina, la sagoma di un campanile che si intravede dietro alla nebbia, un cimitero al di là del muretto. Anzi, certi dettagli che sembrerebbero suggerire la presenza dell’uomo finiscono per negarla, come se ne misurassero l’assenza. E non ci stupiamo se da quelle lande uggiose il doom/death gotico abbia mosso i primi passi con Paradise Lost e My Dying Bride.

5 feb 2022

DESOLAZIONE&RIBELLIONE - GLI SWEET E IL "VIALE DEL TRAMONTO" DEL GLAM

 


Se non fossero stati battuti sul tempo dallo strepitoso, impareggiabile omonimo debut album dei New York Dolls (1973), ci sarebbero stati loro nel nostro post di Anteprima ai Migliori Album Glam Metal anni 80: gli Sweet di “Desolation Boulevard” (1974).

Quella prima metà della decade settantiana produsse il meglio per quanto riguarda il versante rock del glam, sia in Inghilterra che negli Usa: i capolavori immortali di D. Bowie, le esibizioni rivoluzionarie di Marc Bolan e dei suoi T-Rex; le bizzarrie shock-horrorifiche di Alice Cooper, i primi, convincenti passi dei Kiss, la delicatezza di Elton John e le meraviglie dei Queen

23 dic 2021

L'ultima parola sugli AC/DC



I posteri sono in debito con me: mi sono letto tutti i testi degli AC/DC. 

Credevo meglio: Sesso, Droga e Rock and Roll

17 nov 2021

BENTORNATI RAGAZZI!


E’ di qualche giorno fa la notiziona che i Porcupine Tree pubblicheranno nel 2022 un nuovo album, dopo ben tredici anni di assenza dal mercato discografico (l'ultimo lavoro rilasciato dalla band, "The Incident", risaliva al 2009). 
 
Closure/Continuation” - cosi si chiamerà l'ultimo arrivato in casa Porcupine - piace già dal titolo, evocando esso l'idea del completamento di un ciclo ed al tempo stesso presupponendo il recupero di un percorso interrotto, ma sotto nuovi auspici. Proprio quello che voleva sentirsi dire un fan dei Porcospini dopo cosi tanti anni di attesa! 

Ovviamente la release discografica coinciderà anche con un pronto ritorno sul palco e la cosa non può che far saltare dalla sedia ogni appassionato di prog ed ovviamente tutti coloro che in questo infinito lasso di tempo si sono sentiti orfani della band di Steven Wilson

11 ago 2021

LA RUGGINE SENZA PACE DEI MEGADETH

 


Cantava Antonello VendittiCerti amori non finiscono...fanno dei giri immensi e poi ritornano....”. E' un vecchio sogno adolescenziale, cantato da molti. Una vita intera per unirsi alla persona amata, oltre i mille ostacoli che la sorte ti scaglia in mezzo. Era così l'amore de “I promessi sposi”, che solo alla fine coronavano il loro sogno d'amore, anche se emotivamente ci intriga di più la storia di un corriere di Amazon che non trova l'indirizzo... 

La cantava anche Baglioni, la storia del piccolo grande amore: scommetto che molti di voi, alla fine dei loro giorni, vorrebbero rimettersi insieme alla loro prima fiamma, magari stavolta con premesse adulte e cazzute. Tutta una vita per tornare al punto di partenza, che stava lì ad aspettarci...

26 lug 2021

NOI LO SAPEVAMO GIA': L'ANTEPRIMA DI "SENJUTSU" (IRON MAIDEN)

 


Sono tornati, forse per l'ultima volta...

Ma quello che conta è che gli Iron Maiden sono ancora qui a lasciare traccia della loro classe in questa terra.

13 apr 2021

"TRA IL NULLA E L'IGNOTO" NELLA MUSICA ESTREMA



Tra il nulla e l'ignoto, scriveva George Bataille, esiste una differenza che nessun linguaggio è in grado di stabilire.

Un concetto simile lo ritrovo in alcuni dischi che ultimamente entrano nel mio spazio sonoro: quella necessità di mettere le mani nelle viscere di se stessi e del mondo per vedere mostri o geni occulti.