"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa
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3 ago 2026

AYREON'S 3Oth ANNIVERSARY 1995-2025

 


Pensavate di scamparvela a questo giro, vero?!?

E invece no: eccomi qui, ad ammorbarvi con l’ennesimo post su un DVD di Mr. Lucassen!

Puntuale, a cadenza biennale, che manco la mostra di Venezia, torna infatti Arjen con una nuova, super, mega-produzione targata Ayreon.

24 lug 2026

"RITUALS OF SHAME": GLI WARNING 20 ANNI DOPO...

 


Fermi tutti! Dovete ascoltare subito questo album! Ora! Assolutamente!

Furono queste, più o meno, le parole con le quali, parecchi anni orsono, feci deflagrare gli Warning nella chat whatsapp della Redazione di Metal Mirror.

Avevo appena finito di ascoltare per la prima volta, su imbeccata di un amico, “Watching from a Distance”, secondo full lenght della melo-doom metal band britannica.

4 lug 2026

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: DIPLODOCUS

 


Vibrazioni giurassiche: Diplodocus, "Slow and Heavy" (2019)

Capita nel dungeon synth che qualcuno conquisti la sua fetta di gloria rilasciando anche un solo album. E' il caso di Diplodocus, progetto americano “salito agli onori delle cronache” per l'oramai mitico "Slow and Heavy", unico full-lenght pubblicato dal progetto. A questo album del 2019 sarebbero poi seguiti un paio di singoli, “Tales of an Ancient Past” nel 2020 e "Lumbering Herds" nel 2025.

I meriti del Nostro?
Inventare il dino-synth, esperimento dagli esiti non banali visto che non è cosa così intuitiva svegliarsi una mattina ed applicare gli stilemi del dungeon synth all'immaginario giurassico. La formula funziona e il risultato è accattivante, oltre che simpatico. Ma com'è 'sto dino-synth? 

9 giu 2026

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: HOLE DWELLER


A spasso con gli Hobbit: Hole Dweller, "Flies the Coop" (2019) 


Hobbit themed dungeon synth From Athens, Georgia, USA”: questa definizione (tratta da Discogs) dice già molto, ma non tutto, sul progetto Hole Dweller. Scenderemo poi nei dettagli del suono, ma quello che possiamo dire è che “Flies the Coop”, debutto targato 2019, è un gioiellino che mette d’accordo un po’ tutti, difensori delle istanze della vecchia scuola ed amanti delle sonorità più recenti del dungeon synth, ossia quelle orientate alla perlustrazione di ambientazioni fantasy sui generis. 
 
Questo grazie all’estro e all’ispirazione di Tim Rowland, l’uomo dietro al progetto, ma anche al recupero di certe ruvidità lo-fi che ci riportano alle origine del genere nella sua forma più pura e genuina. 
 

5 mag 2026

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: OLD SORCERY


 
Negli antichi castelli: Old Sorcery, "Strange and Eternal" (2019) 

Si è detto che da un certo punto in poi, nella storia recente del dungeon synth, avrebbe preso piede un filone di sonorità orientate ad inscenare fascinazioni fantasy sui generis piuttosto che chiudersi in fosche ambientazioni medievaleggianti, come era accaduto alle origini. A dungeon synth outside the dungeons, potremmo dire, artisti che avrebbero messo il naso fuori dai sotterranei e dalle segrete per affacciarsi al mondo, respirare l’aria a pieni polmoni ed immergersi in evocative narrazioni fiabesche, sconnettendosi in tutto e per tutto dal black metal che era stato il motore primo affinché il genere nascesse. 

Questo non significa, tuttavia, che non abbiano continuato ad esistere validissime realtà legate alla visione artistica della vecchia scuola. Un esempio è costituito proprio dal progetto finlandese Old Sorcery che, assieme a Thangorodrim ed Old Tower, va a comporre un ideale trittico di alfieri contemporanei votati alla messa in scena del dungeon synth più oscuro ed old school!

20 apr 2026

UN PENSIERO SU "PARA BELLUM" (TESTAMENT)

 


Mi sono avvicinato a "Para Bellum" con una certa diffidenza, quasi per riflesso condizionato. Dopo anni di dischi solidi ma intercambiabili, l’idea era quella di trovarmi davanti all’ennesimo capitolo ben confezionato, fedele a uno stile ormai cristallizzato. Un disco da Testament, nel senso meno interessante possibile del termine. L’ascolto, però, costringe a rivedere almeno in parte questa posizione.

5 apr 2026

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: MALFET

 


Di cavalieri e principesse: Malfet, "The Snaking Path" (2018) 

Eccoci all’ultima decina di titoli! 

Se la creazione del "sacro blog" (dungeonsynth.blog) segnò simbolicamente la rinascita del dungeon synth all'inizio degli anni dieci, è con l'ampia diffusione del genere tramite i canali di auto-promozione offerti dal sito Bandcamp (un boom che potremmo collocare intorno al 2017/2018) che il fenomeno esplode da un punto di vista numerico. Questa terza fase, che vede il movimento acquisire una definitiva auto-consapevolezza, poggia i piedi nel quinquennio precedente ove forze contrastanti si erano affrontate sancendo nei fatti la resurrezione di quelle sonorità. 

Volendo semplificare, da un lato abbiamo avuto la fazione di coloro che rimanevano indissolubimente connessi agli stilemi della vecchia scuola, tutt’al più sconfinanti nel dark ambient o nel post-industrial. Esempi lampanti di questo suono oscuro e minaccioso sono ThangorodrimOld Tower. Dall'altro vi è stato il filone di autori che invece hanno preferito lasciarsi alle spalle la zavorra del black metal, preferendo orientarsi verso ambientazioni fantasy sui generis. Di questo gruppo, promotore di un suono più solare e radioso, abbiamo incontrato almeno un paio di rappresentanti illustri: Erang, con il suo estro universalizzante capace di annettere le sonorità più disparate nella sua ampia ed inclusiva visione artistica; e Fief, immerso in una dimensione più intima e contemplativa. 

Proprio lungo la scia di questi due ultimi “giganti” della “nuova era del dungeon synth” sembra poggiare l’operato di Ross Major, aka Malfet, fra i musicisti più dotati - sia da un punto di vista esecutivo che di visione - del dungeon synth recente. 

2 apr 2026

GOTHIC MULTIMEDIA PROJECT: DI LIVIDI E PORTE MENTALI



La sera del 20 marzo scorso una intervista a dir poco surreale (fra Monty PythonDavid Lynch e suggestioni creepypasta) è stata mandata in loop per una manciata di ore tramite i canali (a)social del Gothic Multimedia Project per poi volatilizzarsi nell'aere in perfetto stile banksiano. Questo è stato il curioso modo con cui il “collettivo a due” formato dal fondatore James Maximilian Jason (The Architect of the Unholy Trinity) e il sodale David Bosch (The Visual Alchemist) ha inteso rivelare al mondo l’Opera TotaleONLY BRUISES THROUGH THE PORT-HOLE OF MY MIND” (il maiuscolo mi sembra d’obbligo!). Un mostro lovecraftiano risvegliato da un lungo sonno e che affonda i tentacoli in plurime dimensioni artistiche: musica, letteratura, poesia, video-arte e persino gaming (questa la novità al presente giro!). Una vera e propria discesa negli abissi che si articola in cinque "gironi" volti a mettere a dura prova la testardaggine di chiunque coltivi l’ambizione di arrivare fino in fondo alla faccenda...

Per quanto ci riguarda, ci proponiamo l’impresa “eretica” di scomporre la famigerata “Unholy Trinity” (Sound, Image and Word) per concentrarci sul primo pilatro dei tre: il “Suono”. E dunque ci focalizzeremo sull'albumpubblico, se così lo vogliamo chiamare per distinguerlo da quello segreto, ascoltabile solo dopo aver completato i vari livelli del videogioco facente parte del pacchetto. 

Del resto “l’arte d’avanguardia è un luogo difficile da raggiungere” è il motto/monito che deve essere sempre tenuto presente quando ci si approccia al Gothic Multimedia Project...

31 mar 2026

GOTHIC MULTIMEDIA PROJECT - IL ROSSO DELLA VIOLENZA

 


Dieci anni sono passati da quando, qui su Metal Mirror, pubblicammo la retrospettiva sul Gothic Multimedia Project.

Lo scorso 20 marzo, dopo un’intera decade di duro lavoro, il mastermind del G.M.P., James M. Jason, è tornato con la sua straniante creatura multimediale. Giungendo, se non alla sua opera più ambiziosa, sicuramente a quella più articolata e spiazzante.

21 mar 2026

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: ALDER DEEP


Il suono sotterraneo: Alder Deep, "Chapter 1: The Descent" (2017)

Ci concediamo, a questo punto, una seconda deviazione di percorso. Se abbiamo spezzato una prima volta il nostro discorso introducendo il winter synth (che in verità avrebbe avuto un seguito e quasi potrebbe essere considerato un genere a parte rispetto al dungeon synth), adesso porteremo la vostra attenzione su un progetto un po' strano che, sebbene non abbia introdotto stilemi che sarebbero poi divenuti standard, rappresenta un esperimento molto interessante ed originale all'interno del più ampio bacino del dungeon synth, genere a cui indubbiamente appartiene nonostante le peculiarità della ricerca sonora che lo anima. 
 
Alder Deep è il nome di questo progetto: un progetto americano (di stanza a Tucson, Arizona per la precisione) fautore di un suono che l'autore stesso definisce "Live dungeon noises from the deepest depths". Tale definizione racchiude in sé almeno tre verità che gettano luce sulle caratteristiche di questa proposta così poco conforme rispetto agli standard del genere. 
 

6 mar 2026

"LITURGY OF DEATH" (MAYHEM) - IL BOOMERANG DEL BLACK METAL E DELLA VITA

 



Il vulcano sputa fuori sulla crosta e sui paesaggi terrestri ciò che giace sotto le sue fondamenta, e ricorda all’uomo che sarà mangiato dalla sua stessa inquietudine sotterranea, sopra cui ha costruito strati e strati di civiltà. 

Così i Mayhem si piazzano sopra le nostre teste nel 2026, come un passamontagna calato a forza sul viso di un pagliaccio.

30 gen 2026

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: OLD TOWER


Lo Spettro della Vecchia Scuola risorge... - Old Tower, "The Rise of the Specter" (2017) 

Non ho mancato di menzionare in sede di introduzione come quella delle copertine sia una dimensione conturbante all'interno dell'universo artistico del dungeon synth. Ve ne sono di bellissime, per lo più in bianco e nero, realizzate a mano, rilucenti di quel fascino artigianale e "fai da te" che spesso possiede la musica che si cela dietro di esse. Come per quello musicale, anche per il lato estetico delle produzioni vale quel concetto - centrale nell'universo artistico del dungeon synth - che ho provato a descrivere nei seguenti termini: la massimizzazione del rapporto virtuoso fra mezzi (poveri) e risultati (a volte) eccellenti. 

Tra le più belle ed accattivanti copertine dell'intera epopea del dungeon synth vi è senz'altro da indicare quella di "The Rise of the Specter" degli Old Tower: una raffigurazione che racchiude molti elementi tipici del genere, dal castello sull'altura al tizio incappucciato in stile templare, dall'ambientazione tetra ed invernale alla cornice barocca, il tutto rincupito ulteriormente da un misterioso globo nero sullo sfondo (sarà il sole, la luna o cos'altro?). Una immagine talmente emblematica che avrei utilizzato per il capitolo introduttivo della rassegna se non avessi poi deciso di recensire l'album stesso. Questo lavoro, infatti, oltre a bearsi di una splendida copertina, tanto suggestiva ed intrigante quanto morbosa ed inquietante, è anche molto valido per quanto riguarda i contenuti. Per questo ne stiamo a parlare oggi. 

20 gen 2026

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: THANGORODRIM



Il lato oscuro del dungeon synth - Thangorodrim, “Taur Nu Fuin” (2016)

Si è visto come la rinascita del dungeon synth all'inizio degli anni dieci avesse ricalcato le orme lasciate dai progetti che introdussero il genere per la prima volta nel decennio novantiano: il fenomeno, come successo in precedenza, riaffiorava in superficie come un aggregazione quasi casuale di esperimenti atmosferici compiuti a vario titolo. Per quanto riguarda la seconda metà degli anni dieci, invece, possiamo fare un discorso in parte differente: in quegli anni, infatti, era possibile assistere al configurarsi di un processo collettivo più strutturato e consapevole. Questo non significa necessariamente omogeneità. Volendo semplificare, si potrebbero individuare due diverse tendenze, opposte ma non del tutto inconciliabili: una aperta a nuove prospettive ed una fondata sul recupero dei vecchi stilemi. 

Nell'anno 2016, per esempio, potevi imbatterti nei due primi lavori di Fief e crogiolarti in una dimensione bucolica e radiosa anticipata efficacemente da copertine dai colori tenui e dai tratti fiabeschi. Ma ti poteva anche capitare di avere per le mani il debutto di Thangorodrim, autore di un suono pesante, oscuro ed epico, riflesso alla perfezione nel nero di una copertina che addirittura ripropone il ghigno incazzato del blackster di turno. Insomma, da un lato l’artista simbolo dell’emancipazione dalle origini black metal in direzione fantasy, dall'altro un campione del recupero degli umori tesi, tesissimi della vecchia, vecchissima scuola. E' di quest'ultimo che parleremo oggi:  fan del primo Mortiis, fatevi dunque avanti! 

10 gen 2026

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: FIEF



Il menestrello gentile - Fief, "Fief II" (2016) 

Con Fief possiamo considerarci in una fase avanzata e di piena maturità del dungeon synth. Abbiamo assistito al rifiorire di queste sonorità nei primi anni dieci, una rinascita che avveniva in modo disordinato e attraverso diverse sensibilità: chi recuperava in modo del tutto calligrafico gli stilemi forgiati negli anni novanta, chi, con spirito contaminatore, introduceva novità, chi batteva un percorso isolazionista e si inseriva nel genere solo per una serie di affinità umorali e stilistiche, e chi confezionando un ambient sui generis ed atavico che ripartiva addirittura dalla musica cosmica degli anni settanta. 

Posizionatoci nel secondo quinquennio degli anni dieci, possiamo riconoscere invece un movimento che ha acquisito consistenza e consapevolezza grazie al proliferare di molti nomi nuovi. Fra i rappresentanti più importanti di questa sorta di “second wave of the second wave” vi è sicuramente da indicare il progetto americano Fief (feudo in inglese). 

5 gen 2026

"WINTERSUN": L'ULTIMO ALBUM DI QUALITA' DEL POWER METAL?

 


Posso dire che l'omonimo album dei Wintersun è l'ultimo disco power metal di qualità che è uscito

Il power metal, per coloro che non lo seguissero con attenzione, è un genere che prende il suo nome dagli accordi per la chitarra chiamati “power chords”, una batteria dal ritmo veloce e delle armonie in risalto che accompagnano la voce acuta dei cantanti.

Correva l'anno 2004 e, a distanza di più di un ventennio, mi viene da pensare che il power metal sia morto e sepolto. 

31 dic 2025

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: LUNAR WOMB

Nella foresta incantata: Lunar Womb, "The Sleeping Green" (1999/2016) 

Parlare a questo punto dei finlandesi Lunar Womb può essere fuorviante per il lettore. I Lunar Womb, infatti, appartengono al gruppo dei “novantiani” del dungeon synth, in quanto la loro parabola artistica ha avuto inizio e si è conclusa nel corso della seconda metà degli anni novanta con il rilascio di due demo, “Planets” nel 1996 e “The Astral Grief” nel 1997 (poi entrambe ristampate di recente come spesso si è visto fare). “The Sleeping Green”, terzo atto della saga, è stato concepito, realizzato ed inciso nello scorcio finale degli anni novanta, ma  ha visto la luce solo nel 2016, per questo ne parliamo solo adesso.  

"The Spleeping Green" possiede dunque i crismi dell'"album perduto", rinvenuto, rievocato dall'oblio e portato alla luce molti anni dopo la sua gestazione, ma al tempo stesso non possiamo tacere sul lavoro di restyling che ha subito, soprattutto a livello di qualità del suono, e che lo rende, non solo diverso e distante qualitativamente e formalmente rispetto ai suoi due predecessori, ma persino in linea stilistica con gli standard del dungeon synth più evoluto, quello che in genere viene definito modern dungeon synth

11 dic 2025

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: VINDKALDR



Contemplando la pastorella...: Vindkaldr, "Ambient I" (2015)

Vindkaldr significa “vento freddo” in antico norreno: un monicker dunque nordico che potrebbe farci esclamare "Oooh, eccoci tornati finalmente in Norvegia, la patria di Mortiis e Burzum, dove tutto era iniziato!". Ed invece nulla di tutto questo: il progetto ha base nella parte opposta del globo terracqueo, per l'esattezza nella ridente città di Brisbane, capitale del Queensland, niente meno che in Australia! Ma non ci si stupisce oltremodo: l’Australia è sempre stata in grado di lasciare la zampata vincente un po’ in tutti gli ambiti del metal estremo. Una presenza discreta ma significativa: senza tirare in ballo act storici come Sadistik Exekution, Deströyer 666 e The Berzerker, e limitandoci alle nostre rassegne, possiamo dire che: 1) parlando di atmospheric black metal ci siamo imbattuti nei grandiosi Midnight Odissey; 2) fra i dieci nomi essenziali del funeral doom indicammo i Mournful Congregation; 3) in campo depressive abbiamo addirittura un pezzo da novanta del suicidal, ossia Abyssic Hate (senza contare nomi come Woods of Desolation ed Austere). Ovviamente nemmeno il dungeon synth poteva esimersi dall'annoverare fra le proprie file un degno rappresentante dalla terra dei canguri, a dimostrazione anche che il dungeon synth, come il black metal, sa attecchire in ogni angolo del Pianeta Terra e restituirci proposte credibili. 

26 nov 2025

Capitolo 5 - UNA FRONTIERA UNDERGROUND NEL METAL ESTREMO: GLI UPCHUCK

 



Upchuck è una band di Atlanta (GA) composta da cinque elementi, nata da legami con lo skateboard, l'edilizia e la delinquenza adolescenziale. Formata nel 2018, la band è composta da Spuzz Dangus (chitarra), Hoffdog (chitarra), Armando Arrieta (basso), Chris Salado (batteria) e Kaila "KT" Thompson (voce), che sono allo stesso tempo rauchi e rivoluzionari, traendo spunto da influenze punk, garage rock, psichedelia, doom e hip hop.

21 nov 2025

VIAGGIO NEL DUNGEON SYNTH: JÖTGRIMM




Come se niente fosse accaduto, Jötgrimm - "Gramessteig" (2015)  

Abbiamo introdotto ai nostri lettori il filone del winter synth parlando di Jääportit, uno che in un certo senso ha lanciato il sasso e poi ritirato la mano, visto che dopo il seminale esordio "Kauan Koskematon" del 1999 avrebbe progressivamente abbandonato i lidi del dungeon synth per abbracciare un sound più ricco e contaminato dalle istanze del post-rock. 

Sia quel che sia, con il tempo si sarebbe sviluppato un nuovo filone del dungeon synth tematicamente focalizzato sulla descrizione di mesti scenari invernali. Come successo per il dungeon synth, sarebbe nato un blog apposito (http://wintersynth.blogspot.com) auto-incaricatosi di definire e trattare questo sotto-genere musicale. E come per il dungeon synth, vi sarebbe stato un articolo introduttivo con tanto di definizione del genere (questo accadeva nel gennaio del 2013, poco meno di un anno dopo che la definizione di dungeon synth fosse stata ufficialmente coniata nel marzo del 2012). 

16 nov 2025

FONDI DI DISCOGRAFIA: LIERS IN WAIT - "SPIRITUALLY UNCONTROLLED ART"

 


È mai possibile entrare nella Storia del Metal Underground con all’attivo, praticamente, appena 17 minuti (dico-diciassette!) di musica?!

La risposta che, di getto, ci verrebbe da dare sarebbe, ovviamente, ‘NO’ ma gli svedesi Liers in Wait potrebbero farci ricredere.

Agganciandomi all’omaggio che il nostro Dottore ha recentemente dedicato a Tomas ‘Tompa’ Lindberg, in cui i Liers In Wait sono giustamente citati, ho deciso di rispolverare per la nostra rubrica  “Fondi di Discografia”, il mitico EP del 1992 della band di Gothenburg: “Spiritually Uncontrolled Art”. Di fatto, la loro unica pubblicazione riconosciuta (ci sarebbe anche un full lenght titolato “Deserts of Rebirth” ma non ci risulta di effettiva pubblicazione).