"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

30 nov 2015

INTERVISTE IMPOSSIBILI: QUORTON


“Qualcuno mi ha spiegato che la scena black metal di oggi si è ispirata ai Bathory: com'è possibile? I Bathory non fanno black metal, i Bathory sono un gruppo che ha suonato death-metal, poi epic metal e viking metal, ma non mi ricordo di aver mai fatto un disco black! Sono contento di essere un'influenza per qualcuno, ma continuo a non capire come!”.

Così parlava Ace Borje Thomas Forsberg, in arte Quorton, il cui cuore si è fermato il 3 giugno 2004. Undici anni senza Bathory sono tanti, per questo abbiamo deciso di andare a trovare il buon vecchio Quorton nella sua attuale dimora su nel Valhalla

29 nov 2015

REVISIONISMO STORICO: I MORBID ANGEL DELL’ERA TUCKER (parte seconda)



Mi ha sempre incuriosito quella foto del booklet di "Formulas Fatal to the Flesh" che ritrae Steve Tucker che canta nella merda fino al collo. Ma perché? Cosa avranno voluto dire? Perché umiliarsi in questo modo? Certo l'immagine del buon Tucker, anfibi e tuta che entra nella palude, mi fa sorridere (magari con Azagthoth in ginocchio che tutto esaltato scatta la foto e Sandoval con la sistola dell'acqua pronta per ripulirlo da capo a piedi). Ma fantasie a parte, quella foto diviene anche una metafora per rappresentare sia la fase di incertezza vissuta all'epoca dai Morbid Angel sia le forme assunte dalle visioni artistiche del mastermind Trey Azagthoth. Invero, la foto porta in sé anche una triste profezia sul destino di Tucker: dopo aver analizzato il suo arrivo in seno della band nella prima parte, andiamo a vedere come va a finire la faccenda...

28 nov 2015

REVISIONISMO STORICO: I MORBID ANGEL DELL'ERA TUCKER (parte prima)


Corre voce che dal quinto album in poi i Morbid Angel abbiano iniziato a decadere. Ovvio che il passaggio di staffetta fra lo storico front-man David Vincent e il suo sostituto Steve Tucker abbia simbolicamente rappresentato lo spartiacque fra il Mito e la Merda. Il metal è del resto lapidario nel definire cosa è bello e cosa è brutto: a volte non sembrano esserci sfumature nel metal, o è tutto bianco o tutto nero. Rivolevamo David Vincent e l’abbiamo riavuto, ma a che prezzo! Un album ignobile come “Illud Divinum Insanus” ci deve far ricredere sul reale potenziale dei lavori con Tucker, che erano assai meglio. Date retta ad uno scemo: Formulas Fatal to the Flesh” è un capolavoro!

27 nov 2015

PRAYING MANTIS, IL MORBIDO VERSANTE DELLA NEW WAVE



I 10 MIGLIORI ALBUM DELLE CULT BAND (ANNI ’80)

1981: “TIME TELLS NO LIES”

Se per il 1980 la scelta di quale dovesse essere l’album delle cult bands maggiormente rappresentativo è stata abbastanza semplice, per il 1981 è stato invece molto, molto difficoltosa.

Rimanendo nell’alveo della N.W.O.B.H.M., che ancora in quell’anno stava esprimendo produzioni qualitativamente eccelse, sono almeno quattro i dischi che si sono contesi nel mio cuore la presenza nella nostra Rassegna. 
Uno di questi appartiene ad una band che analizzeremo nel prossimo capitolo (ed è per questo motivo che l’ho scartato).

26 nov 2015

DREAM THEATER: "A CHANGE OF SEASONS"




I MIGLIORI DIECI BRANI “LUNGHI” DEL METAL CLASSICO
3° CLASSIFICATO: “A CHANGE OF SEASONS” (DREAM THEATER)

Molti li amano, altrettanti li odiano. Perché nessuno riesce a rimanere indifferente nei confronti dei Dream Theater? Perché anche i più tiepidi detrattori non possono semplicemente infischiarsene? Ammettere l’oggettiva straordinarietà della band, limitarsi a non farseli piacere e guardare serenamente altrove? Perché c’è sempre quella goduria morbosa e trepidante nell’attendere il loro prossimo passo falso? Perché c’incazziamo se Jordan Rudess suona troppe note? Se LaBrie non ha più voce (è più di venti anni che canta, povera stella)? Se i Dream Theater fanno canzoni troppo lunghe e pretenziose?

Non possono? C’è una legge che lo vieta? Non possiamo noi semplicemente ignorarli?

25 nov 2015

RECENSIONE: ARMORED SAINT "WIN HANDS DOWN"


Non c'è via di mezzo: o avverti subito il fascino degli Armored Saint oppure non te ne innamori più. Hanno pochi fans, fanno quasi sempre il gruppo spalla nei live, le loro vendite non cambiano l'economia della musica, ma chi li adora è preda di un amore viscerale che non conosce compromessi. Così quando esce "Win Hands Down" c'è chi grida al capolavoro e chi non sa nemmeno che genere aspettarsi... 

23 nov 2015

INTERVISTE IMPOSSIBILI: RONNIE JAMES DIO


Il 16 maggio 2010 ci lascia per sempre una figura simbolo di tutto il fenomeno Heavy Metal: Ronnie James Dio. La sua voce, la forza delle interpretazioni e le sue canzoni hanno cambiato il mondo metallaro, ma come si sente adesso Ronnie nell'aldilà? Andiamo a trovarlo e chiediamolo direttamente a lui, attraverso una delle nostre interviste impossibili.

22 nov 2015

L'EVOLUZIONE AL CONTRARIO DEI BACHI DA PIETRA



Bachi da Pietra, blues dal sottosuolo di un’Italia indipendente alla ricerca di “altri suoni”: perché Metal Mirror ha deciso di occuparsene? Perché il loro ultimo lavoro, “Necroide”, esprime in maniera esemplificativa un processo di “metalizzazione” che di recente ha investito diverse frange del rock.

21 nov 2015

VOIVOD: “JACK LUMINOUS”




I MIGLIORI DIECI BRANI “LUNGHI” DEL METAL CLASSICO
4° CLASSIFICATO: “JACK LUMINOUS” (VOIVOD)

The Outer Limits” ha rappresentato un importante snodo nella carriera dei Voivod. Correva l’anno 1993 e dopo la sua uscita, mi ricordo, si percepì chiaramente una sensazione di smarrimento, di “vuoto”, dovuta forse all’abbandono da parte del cantante storico Denis Bélanger, forse ai timori per un possibile scioglimento, forse all'incertezza di un mondo (quello metal) che stava cambiando. Ma fu solo la sensazione di un attimo: appena due anni dopo, come se niente fosse la band si sarebbe riaffacciata sul mercato discografico con un nuovo cantante, Eric Forrest, ed un album, “Negatron”, che avrebbe riportato di colpo il sound dei canadesi alla violenza ed alla pesantezza degli esordi.

20 nov 2015

ANGEL WITCH, COME "IMPICCARE" UNA CARRIERA AD UNA SINGOLA CANZONE



I 10 MIGLIORI ALBUM DELLE CULT BAND (ANNI ’80)

1980: “ANGEL WITCH”

I due mesi che cambiarono per sempre la storia del rock e che fecero partorire ufficialmente il nostro amato Heavy Metal, vanno dal febbraio all’aprile del 1980.

Nel secondo mese di quell’anno venne infatti pubblicata la più celebre compilation heavy della storia, quella “Metal for Muthas” che non solo ebbe il merito di far conoscere al grande pubblico gli Iron Maiden, ma che, da sola, riassunse in una manciata di canzoni quello che in Inghilterra stava accadendo già dai tardi anni settanta. E cioè il declino del movimento punk e la contemporanea nascita di una nuova ondata di band che, raccogliendo l’eredità hard rock settantiana e dello stesso punk, mirava a svecchiare quel sound attraverso stilemi più veloci, duri ed aggressivi.

Se gli Iron furono, come abbiamo già accennato su MM, la band di punta di tutto questo variegato calderone (tanto da essere gli unici presenti nella compilation suddetta con ben due canzoni… e che canzoni, visto che si trattava di “Sanctuary” e “Wratchild”!), i vice-leader dell’intera scena sembravano davvero poter essere gli Angel Witch di Kevin Heybourne. Anzi, l’album di debutto di quest’ultimi uscì il mese successivo a MfM (marzo ’80); mentre “solo” ad aprile la Vergine di Ferro esordiva con il disco omonimo, capolavoro immortale dell’H.M. tutto.

19 nov 2015

METAL O NON METAL? UN DILEMMA CHE MATURA NELLA TERRA DI NESSUNO…



I MIGLIORI DIECI ALBUM NON-METAL FATTI DA BAND/ARTISTI METAL
CONCLUSIONI

Shadows of the Sun”, con cui abbiamo completato la nostra rassegna, non è stata l’ultima sorpresa che ci hanno riservato i grandi Ulver, campioni indiscussi del nostro “torneo”: dopo un’opera interlocutoria come “Wars of the Roses” (nella quale a grandi linee si procedeva lungo i binari stesi dal lavoro precedente), i Nostri hanno avuto l’ardire prima di cimentarsi in un album di cover di brani beat-psichedelici degli anni sessanta (“Childhood’s End”) e poi di confrontarsi con la musica sacra in “Messe I.X-VI.X”, opera sperimentale che li ha visti muoversi in direzione ambient, supportati da un’intera orchestra. Senza poi contare le sperimentazioni drone fatte a braccetto con i maestri Sunn O))) in “Terrestrial”. E chissà quali altri colpi di scena in futuro sapranno inscenare i nostri imprevedibili Lupi!

Quanto a noi, ci fermiamo qua raccogliendo un attimo le idee su quanto ci è stato dato modo di raccontare in questi ultimi mesi.

18 nov 2015

RECENSIONE: ANGRA "SECRET GARDEN"


Che noia leggere le recensioni sugli Angra! Il problema è sempre "Holy Land" con Matos e "Temple of Shadows" con Edu Falaschi, perché la grandezza di questi due lavori non solo rende complesso il giudizio, ma obbliga il recensore ad una introduzione ampia, sia per chi li conosce, sia per chi si avvicina per la prima volta al gruppo brasiliano. Per questo Metal Mirror ha deciso di seguire una strada diversa...

17 nov 2015

INTERVISTE IMPOSSIBILI: PETER STEELE



Il 14 aprile 2010 il cuore di Peter Thomas Ratajczyk, in arte Peter Steele, ha cessato di battere. Arresto cardiaco fu il verdetto del medico, ma non è un segreto che da anni il leader dei Type O Negative soffrisse di depressione ed abusasse di alcool e droga. A noi di Metal Mirror poco importa della vita privata di Peter Steele, che ci piace ricordare invece per la sua musica.

Proprio di questo andiamo a parlare con il cantante/bassista, che gentilmente ci ha concesso un’intervista dall’Aldilà. 

16 nov 2015

ODE TO "EMPIRE OF THE CLOUDS"


Potevamo vivere senza "Empire of the clouds" degli Iron Maiden?
La conoscenza è arte e fin quando i grandi autori non la tramutano in una forma per noi accessibile non possiamo sapere cosa ci potrebbe riservare la vita, se solo tutti sapessimo sfruttare il nostro innato talento. I Maiden hanno chiuso il cerchio con questi venti minuti e chi può far finta di niente?

15 nov 2015

QUEENSRŸCHE: "SUITE SISTER MARY"





I MIGLIORI DIECI BRANI “LUNGHI” DEL METAL CLASSICO
5° CLASSIFICATO: “SUITE SISTER MARY” (QUEENSRŸCHE)
 


Entriamo nella zona hot della classifica. Fino ad adesso abbiamo solamente scaldato i motori, ci siamo avvicinati al tema (quello del brano lungo nel metal) incontrando sia aspetti positivi che negativi. E non sempre ci siamo imbattuti in imprese scevre da critiche. Se la suite dei Manowar ci apparsa come un insieme di episodi un po’ scollegati fra di loro (e neppure sempre apprezzabili nella loro singolarità); se RunningWild e Virgin Steele hanno mostrato una “visione limitata” del brano lungo, limitandosi ad infarcire con qualche “aggiunta” la classica canzone dal ritornello anthemico; se i Blind Guardian sono letteralmente affogati in una grandiosità sinfonica che ha un po’ sepolto i contenuti, e gli IcedEarth sono stati invece i fautori di un brano dal procedere sconclusionato; se il materiale trattato fino ad adesso ci è servito a sondare il terreno, adesso, entrando nella top-five, iniziamo veramente a fare sul serio.

Quinta posizione: è la volta dei Queensrÿche.  

14 nov 2015

BARBE A CONFRONTO: ROBERT WYATT VS TOM ARAYA



Probabilmente molti cultori del solo Metallo non conosceranno Robert Wyatt: per questo si rende necessaria una breve presentazione del personaggio, da annoverare sicuramente fra le figure più geniali del rock.

13 nov 2015

I 10 MIGLIORI ALBUM DELLE "CULT BAND" (ANNI '80): ANTEPRIMA




Qualche giorno fa un mio caro amico mi ha mandato un sms: "Giovedi sera (cioè ieri sera - NdR) a Milano suonano gli Scorpions, che festeggiano i 50 anni di attività! E come band di supporto ci sono i Gamma Ray!"

Caspita che concerto, ho pensato. Due band storiche in un colpo solo! Sarebbe bello esserci!

Andando un po’ su internet a cercare notizie sul tour degli Scorpioni di Hannover, sono capitato su un noto portale di musica metal italiano dove, in calce alla notizia del concerto suddetto, vari lettori avevano scritto dei commenti. Tra questi, ve n’erano due ravvicinati che hanno attirato la mia attenzione. Il primo recitava: “Speriamo che a Roma viene di meglio come spalla!”. E il secondo:  "Wow! Beato chi ci potrà andare: grande accoppiata!"

12 nov 2015

RECENSIONE: ARCTURUS "ARCTURIAN"


Nel cielo vedo il segno arturiano, ma soprattutto lo sento dentro me. Ogni nuova fatica degli Arcturus muove un oceano di sensazioni contrastanti in me, ma non resto indifferente come davanti ad una fidanzata storica. La incontri, fai finta di niente e ti perdi in convenevoli ma nella pancia senti qualcosa perché hai passato con lei momenti indimenticabili, così accade di fronte ad un disco di Sverd & soci

11 nov 2015

ULVER: IL LUPO PERDE IL PELO E QUALCHE VOLTA ANCHE IL VIZIO…(parte terza)




I MIGLIORI DIECI ALBUM NON-METAL FATTI DA BAND/ARTISTI METAL
1° CLASSIFICATO (terza parte): “SHADOWS OF THE SUN”

Giungiamo dunque al termine della nostra indagine volta ad esplorare la dimensione non-metal all’interno dell’universo metal: un universo così grande ed accogliente da annettere in sé anche la negazione di se stesso. Ma giungiamo anche al termine della nostra mini-dissertazione sugli Ulver, che conquistano il primo posto della classifica. I norvegesi su questo terreno di gara si sono dimostrati i migliori di tutti, e più lontano di tutti si sono spinti con le loro sperimentazioni.

Se il folk ancestrale di “Kveldssanger” era stato le tesi di questo percorso di emancipazione dal metal (per loro il punto di partenza era stato il black metal), l’elettronica metropolitana di “Perdition City” ne è stata la perfetta antitesi. Secondo una rigorosa dialettica hegeliana, giungiamo dunque all’opera che va a costituire la sintesi dell’intero processo creativo.

Tappa numero tre: “Shadows of the Sun”, anno 2007.

10 nov 2015

I DIECI GRUPPI PIU' REPELLENTI DEL METAL: I CATTLE DECAPITATION, "NOI SIAMO QUELLO CHE CACHIAMO" (5° POSIZIONE)


Già nel secolo scorso il death-metal, a livello lirico, era stato anticipato da Dino Campana, che cercava  vie innovative per una poesia nuova:

"Io cerco una parola
Una sola parola per:
Sputarvi in viso, sfondarvi.....
“Merda” – per ora

Al chimico che scoprirà di meglio
Sia dato il premio Nobel:
Una parola – dinamite fetida
Che immelmi lo scarlatto del vostro sangue porcino
E vi stritoli la spina dorsale
E moriate nel viscidume vomitorio melmoso delle vostre midolla"

9 nov 2015

INTERVISTE IMPOSSIBILI: EURONYMOUS


Il 10 agosto 1993 viene ritrovato il corpo senza vita di uno dei fondatori del black metal: Øystein Aarseth, in arte Euronymous. Ucciso da Varg Vikernes con oltre 20 coltellate, ma per legittima difesa sostiene il mastermind di Burzum, perché temeva di essere torturato dal chitarrista (?!?).
Quale migliore occasione per chiarire tutti i retroscena, se non andare a chiederlo al diretto interessato negli inferi dove risiede ora dopo la sua morte?

8 nov 2015

ICED EARTH: “DANTE’S INFERNO”




I MIGLIORI DIECI BRANI “LUNGHI” DEL METAL CLASSICO
6° CLASSIFICATO: “DANTE’S INFERNO” (ICED EARTH)

Iliade, Eneide: c'è da dire che al metal non manca l'ambizione quando si vogliono fare le cose in grande. E non sono da meno gli Iced Earth del buon Jon Schaffer, i quali puntano in alto, altissimo, e per il loro brano più lungo tirano in ballo addirittura la Divina Commedia.

Parliamo oggi di “Dante's Inferno”, che con i suoi 16 minuti e 26 secondi di durata, lungi dal rappresentare uno sproposito messo in musica, ci dimostra come quantità e qualità possano pacificamente convivere. Signore e signori, eccoci dunque all’attesissima sesta posizione della nostra classifica dei migliori brani lunghi del metal.

7 nov 2015

RECENSIONE: LANDE & HOLTER "DRACULA - SWING OF DEATH"


Nonostante tutto... nonostante non ci fosse nessuna esigenza di parlare ancora di Dracula o di fare un disco di heavy metal vecchio stampo o di uscire nel 2015 con un album, nonostante tutte le controindicazioni come i würstel e la carne rossa: Jorn Lande vince e convince!

6 nov 2015

MEKONG DELTA, THE...BAND THAT SHOULD NOT BE!



Una ventina d’anni fa, su una bancarella di libri usati, acquistai l’opera omnia di H.P. Lovecraft, dal titolo “Opere complete” (ed. SugarCo, 1983). Già da anni mi ero artisticamente invaghito del grande scrittore di Providence, ma in quell’enorme tomo ebbi la possibilità di leggere vari scritti che ancora non conoscevo tra cui “La musica di Erich Zann”, racconto del 1922, brevissimo ma come sempre molto intenso e inquietante.

Memore di questa lettura, molti anni dopo, fui molto sorpreso dal ritrovare lo stesso titolo in calce ad un’altra tipologia di espressione artistica, questa volta musicale: il secondo full lenght dei Mekong Delta.

4 nov 2015

ULVER: IL LUPO PERDE IL PELO E QUALCHE VOLTA ANCHE IL VIZIO…(parte seconda)




I MIGLIORI DIECI ALBUM NON-METAL FATTI DA BAND/ARTISTI METAL
1° CLASSIFICATO (parte seconda): “PERDITION CITY”

Nella nostra recensione diBergtatt scrivevamo (e in quella di “Kveldssanger” ribadivamo): “Gli Ulver, la Norvegia di quegli anni, ci raccontano anche un’altra storia: il fatto che la vera Arte, per motivi soprattutto sociologici, non si fa più nelle grandi città (Londra, Berlino, New York), ma laddove non c’è niente, dove l’uomo, l’artista può trovare se stesso e le verità dentro se stesso, non distratto dalla confusione, dal chiacchiericcio, dalla frenesia della società del mondo moderno.”

Bene, prendete quelle parole e buttatele pure nel cesso: il Lupo lascia la foresta e scende in città! Ma non aspettatevi goffe imprese da commedia americana in stile Mr Crocodile Dundee che, proveniente dalla selva australiana ed atterrato a Manhattan, si ritroverà a “combattere” con il bidet, quello strano sconosciuto! No, il Lupo scende dal taxi, veste cool e si confonde nello scenario urbano, disinvolto schiva la folla e fa il suo ingresso nel club più in della città.

Tappa numero due: “Perdition City”, anno 2000.

3 nov 2015

RECENSIONE: SLAYER "REPENTLESS"


Si parla giustamente tanto dell'ultimo disco degli Iron Maiden, ma perché solo in pochi si soffermano sugli Slayer? Eppure la statura dei gruppi è la medesima, anche se in ambiti diversi ma è come se le persone, la critica e i recensori avessero terminato le parole su di loro.
Forse perché qui non tutto sembra centrato? Un passo indietro da "Christ Illusion" e un passo avanti da "World Painted Blood" se dovessimo riassumere, ma non si può liquidare così uno dei Gruppi della Vita in ambito Metal... 

2 nov 2015

INTERVISTE IMPOSSIBILI: DIMEBAG DARRELL




Era l’8 dicembre del 2004: durante un concerto dei Damageplan a Columbus (Ohio) uno squilibrato sale su palco ed uccide a colpi di pistola Darrell Lance Abbott, al secolo Dimebag Darrell, pilastro fondamentale dei Pantera ed uno dei più grandi ed influenti chitarristi della storia del metal.

Sebbene dopo lo scioglimento dei Pantera avessimo perso un po’ le sue tracce, non abbiamo mai smesso di voler bene al buon Dimebag, il quale, nonostante il successo, ha saputo negli anni conservare la sua innata genuinità ed un grande rispetto per i suoi fan.

Noi di Metal Mirror abbiamo deciso di andarlo a trovare nell’Aldilà per vedere come se la passa.

1 nov 2015

BLIND GUARDIAN: “AND THEN THERE WAS SILENCE”




I MIGLIORI DIECI BRANI “LUNGHI” DEL METAL CLASSICO
7° CLASSIFICATO: “AND THEN THERE WAS SILENCE” (BLIND GUARDIAN)

C'è un uomo che si accascia esausto sul ripiano della toeletta del suo camerino. I suoni ovattati di un'orchestra echeggiano ancora al di là della porta, poi tutto si ferma ed esplodono gli applausi del pubblico in delirio. L'uomo, incurante, si sfila dalla testa la lunga parrucca bionda e la posa accuratamente innanzi a sé. Si mette le mani fra i capelli unti, fissando con gli occhi vacui la sua immagine riflessa allo specchio. Si chiede cosa sia andato storto, si guarda le dita fasciate di anelli, il mascara colato sugli occhi: si sente perduto. Quell'uomo è Hansi Kursch.

Anno 2002: esce “A Night at the Opera”, un vero spartiacque nella carriera dei Bardi di Krefeld. I Blind Guardian prima di quell’album furono una band straordinaria da cui aspettarsi ogni volta qualcosa di sensazionale. Dopo quell’album, essi divennero degli artisti onesti da cui attendersi niente più che il consueto buon disco. Come ultima traccia di quell’album troviamo la lunghissima “And Then There Was Silence” (dalla durata mastodontica di 14:05): il pezzo più controverso dell’album più controverso di Kursch & soci. Continua così la nostra panoramica sui migliori brani lunghi nel metal.