"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

30 apr 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - "SENTENCE OF DEATH" (DESTRUCTION)



I primissimi Destruction non li avevo mai ascoltati. Non mi ero perso moltissimo a dir la verità, se non un nodo di storia che però avevo intuito per altre vie. Confrontando gli esordi di Sodom e Destruction, ci si può fare l’idea che nel metal teutonico esistessero due scuole stilistiche fondamentali: la scuola di Hokuto e la scuola di Nanto. Chi conosce le vicende di “Ken il guerriero” sa a cosa ci riferiamo, ma veniamo qui a spiegarlo brevemente: si tratta di due scuole di arti marziali, delle quali una si basa sul pugno, l’altra sul colpo di taglio. La tecnica Hokuto sfonda gli avversari, o li fa scoppiare per eccesso di pressione data dai colpi; la tecnica di Nanto li disseziona, li taglia a fette.

26 apr 2019

LEZIONI DI SATANISMO A FASCICOLI - CHI VA CON LO ZOPPO ... I TESTI DEI VITAL REMAINS NELL'ERA BENTON (Parte I)




Vital Remains, lo avete letto recentemente sul nostro Blog, sono un gruppo di matrice originaria death (il nome) con tinte sataniche, la cui fama sale ad un certo punto per l'entrata in formazione di Glen Benton dei Deicide. In coincidenza con questo ingresso, il gruppo pubblica due album i cui testi passano da proclami e suggestioni pittoresche ad una critica sistematica alla religione, su un piano psicologico e sociologico. La teologia a noi appare conseguenza molto probabile della presenza di Benton, anche se i testi risultano comunque opera del membro tuttofare dei VR, Dave Suzuki (chitarre, basso, batteria).

Andiamo quindi a vedere l'impianto di questo anticristianesimo, che si propone come una sorta di costola dei temi dei Deicide, e trait d'union con gruppi black europei dall'approccio più concettuale.

Gli album in questione sono il programmatico “Dechristianize” (2003) e “Icons of Evil” (2007).

23 apr 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - LO SRI LANKA E L'ESTREMO COME CATARSI DALL'ORRORE





Ricordo che da ragazzo, durante le tante ore passate con l’atlante geografico in mano, catturava la mia attenzione questa strana isola dell’Oceano Indiano dal nome così bizzarro. Forse per la sua forma a goccia (o lacrima); o forse per la capitale dal nome italiano (ma l’origine del nome Colombo, sia detto per inciso, non c’entra nulla né col celeberrimo navigatore genovese né con l’Italia tout court). 

Nei vecchi atlanti stampati negli anni settanta ancora veniva riportato il nome coloniale tra parentesi, Ceylon. Che a sua volta mi rimandava alle pubblicità in tv di una nota marca di thè.

20 apr 2019

MORBID FEST: UN PENSIERO SUL DEATH METAL...ED UNO SUI VITAL REMAINS...



Se fossi un fan sfegatato del death metal e leggessi questo articolo mi girerebbero non poco i coglioni. Fatta questa premessa, mi abbandono a questo mio libero sfogo, conseguenza diretta dell’ascolto di “Dechristianize” ed “Icons of Evil” dei Vital Remains

Tanto per iniziare i Vital Remains sono un gruppo storico e compiono quest’anno trent'anni di carriera, evento che verrà celebrato ad hoc con un tour. Penso di andarli a vedere, più che altro perché la loro esibizione si inserisce nella scaletta del cosiddetto Morbid Fest, capeggiato dagli I Am Morbid del veterano Dave Vincent. Ci sono poi gli inaffondabili Sadus (d'altra parte è sempre un piacere vedere dal vivo quel mostro di tecnica che risponde al nome di Steve DiGiorgio) e gli Atrocity, da cui ormai ci si può aspettare di tutto. Insomma, una serata “o bene bene o male male”, dove certezze sporadiche affogano in grandi interrogativi. 

17 apr 2019

"EMPATH", L'ALBUM "IMPOSSIBILE" DI DEVIN TOWNSEND




Impossibile.

D’istinto, questo è stato l'aggettivo che mi è venuto in mente dopo il primo ascolto di “Empath”. 

Impossibile da concepire, come prima cosa. E, secondariamente, impossibile da scrivere e realizzare.
Contestualmente, la vivida impressione che il genio di Vancouver stavolta l’avesse fatta davvero fuori dal vaso. Fallendo.

Per chi scrive, conseguente senso di amarezza. Manco il tempo di celebrarne le gesta, esaltarne la musica e riassumerne la carriera nella nostra mega Retrospettiva dedicata, che ecco che arriva ‘sto tomo di 74’ (oltre 2 ore per la versione Deluxe) che spariglia le carte gettando noi, suoi fan indefessi, nello sconforto.

14 apr 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - "HAUNTING THE CHAPEL" (SLAYER)



Perché avere questo EP? Materialmente, se contiamo che le versioni live di "Captor of Sin" e "Chemical Warfare" sono state incluse in uscite successive, "Aggressive perfector" in una riedizione del primo disco, l'unica ragione è conoscere il brano eponimo, “Haunting the chapel”. Anzi, per essere precisi nell'edizione aggiornata di "Show No Mercy", fu poi incluso anche quest'EP integralmente.

Sono tre brani più bonus cuciti insieme in un'unica traccia, operazione che gli Slayer ripeteranno in alcuni brani di "Reign in Blood". Mentre là l'uniformità stilistica premia questa scelta, qui la cosa ha poco senso, in quanto sono brani eterogenei stilisticamente.

11 apr 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - SURFANDO TRA LA "PLASTICA" DELLE MALDIVE




Sin da ragazzo, nel mio immaginario, assieme alle Seychelles, le Maldive sono da sempre associate alla vacanza da sogno, la meta inarrivabile (perché troppo cara), il viaggio esotico per antonomasia. E non dev'essere solo un mio pensiero, posto che gli italiani, ancora oggi, sono i turisti più numerosi in assoluto che frequentano i 26 atolli maldiviani.

Rispetto a questa visione adolescenziale, l’arcipelago asiatico è salito alla ribalta dell'attenzione dei media anche per questioni diverse da quelle turistiche. Le immagini dei miasmi di Thilafushi, alias rubbish island (l'isola adibita a ricettacolo di tutta l'immondizia dei resort per occidentali), hanno fatto scalpore; così come il rischio-sommersione dell'intero arcipelago dovuto al riscaldamento globale e al conseguente innalzamento degli oceani. E se a tutto questo sommiamo una certa restrizione delle libertà civili (a partire dalla negazione delle libertà di culto e un rigido codice comportamentale per le donne), il golpe militar-islamico del 2012, e, da ultimo, l’alto numero di foreign fighters maldiviani che sarebbero andati a combattere per l’Isis in Siria, possiamo capire come le Maldive, non siano solo quell’idilliaco paradiso naturale descrittoci nelle brochure delle agenzie di viaggio.

8 apr 2019

"LORDS OF CHAOS", PARTE V: QUELLO CHE NON E' STATO DETTO...



...o anche: Il Black Metal e l'Arte Contemporanea 

Giungiamo alla conclusione delle nostra dissertazioni su “Lords of Chaos”: più che un vero e proprio oggetto di analisi, una scusa per poter riflettere ancora una volta, a quasi trent’anni di distanza, su quello che è stato il “True Norwegian Black Metal”. 

E più ripensiamo alla pellicola di Jonas Akerlund e più emerge la sua inadeguatezza nel rappresentare il fenomeno nella sua innegabile complessità. 

5 apr 2019

LORDS OF CHAOS, PARTE IV: EURONYMOUS, LA MORTE DI EURONYMOUS



Eccoci finalmente ad Euronymous: nel bene o nel male il cardine dell’intera storia. Per quanto lo voglia sminuire a posteriori il Varg Vikernes con le sue dichiarazioni farneticanti, per quanto possa essere stato realmente uno spaccone ed un parolaio che le sparava grosse, Euronymous è stato il vero deus ex machina della scena, mostrando, oltre che innegabili doti artistiche, anche concretezza ed ambizioni imprenditoriali. 

Senza di lui probabilmente non si sarebbe verificato tutto quel concorso di eventi e situazioni che avrebbero consegnato alla Storia il True Norwegian Black Metal: lui guida i Mayhem, lui aggrega una vera e propria scena intorno a sé, lui aprirà il negozio di dischi Helvete e lui fonderà l’etichetta Deathlike Silence, laddove il resto dei personaggi coinvolti sembrano muoversi come cerebrolesi incapaci di elevarsi da una routine sconclusionata e priva di impeti costruttivi. 

2 apr 2019

LORDS OF CHAOS, PARTE III: VARG



Continua la nostra disamina del film “Lords of Chaos”. Dopo averne visto le caratteristiche salienti ed aver approfondito la figura emblematica di Dead, adesso giunge il turno di un altro personaggio cardine dell’intera vicenda: Varg Vikernes