"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa
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17 feb 2020

IL METAL AL TEMPO DEL CORONAVIRUS: LA SCENA RETRO' DI WUHAN



Secondo un pensiero espresso dai metallari siriani, che ormai è divenuto un paradigma, quando un paese è afflitto da un problema è doveroso parlare della sua scena metal, ammesso che esista. Questo per evitare che per colpa di guerre e calamità varie il paese in questione finisca per essere ricordato in maniera solo negativa, e la sua scena metal ne soffra. 

Ci siamo quindi muniti di tuta e mascherina e abbiamo voluto addentrarci nelle zone di Wuhan.

11 ott 2019

SCAMPOLI D'ASIA CENTRALE - TURKMENISTAN E AFGHANISTAN




Turkmenistan. Ormai abbiamo fatto l'abitudine ai gruppi fantasma, o irreperibili. Che siano scatole vuote, operazioni di intelligence, o gruppi che giocano la carta del mistero totale, la cosa ci affascina sempre.

I Dagor Bragollach (omonimi di un gruppo russo) risultano autori 1 singolo e 2 EP (due lunghi brani). Per fortuna i nostri conoscono le potenzialità della rete, e aprono un canale Youtube. Vuoto.

8 set 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - BANGLADESH: UN PUGNO DI MOSCHE E UNA PROMESSA


Sono da un po' qui in Bangladesh, ma sto ancora girando a vuoto.

Pare sia in atto in Bangladesh una sottile polemica su chi sia il primo gruppo metal bengalese. La scena (che poi è sostanzialmente quella della capitale, Dhaka) inizia negli anni '80, ma discograficamente parlando niente prima degli anni '90. Ora, qui parrebbe che i Rockstrata siano gli iniziatori, ma gli In Dhaka sarebbero stati invece i primi a entrare in studio (alcune settimane prima dei Rockstrata, e mesi prima degli Warfaze). Penso ci sia voluta un'inchiesta per ricostruire il dettaglio di questi fatti di rilievo mondiale. Dopo di che, per ritardi e problemi interni, gli In Dhaka escono solo nel 1992, mentre gli altri due sono già usciti nel 1991.

27 ago 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO: IL PAKISTAN DAL PROGRESSIVE ALL'AUTOFAGIA


In Pakistan l'intenzione c'è e si vede dal grande numero di gruppi presenti. Una caratteristica panoramica da tener subito presente, inoltre, è che qui il metal nelle sue forme classiche è molto rappresentato, dalle sonorità alla Iron Maiden al power britannico in generale, fino al thrash metal della decade ottantiana.

Oltre all’intenzione ed alle radici si nota anche un discreto entusiasmo

20 lug 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO: IL FREDDO VIOLA DELL'AZERBAIGIAN



Entro in Azerbaigian e sento una strana atmosfera. Quasi tutta concentrata a Baku, la capitale. In lontananza si sente un fruscio che, passo dopo passo, prende la forma di un fondale sonoro. Black-folk probabilmente, si cominciano a sentire colpi sordi di batteria. Mi ricorda quando, nei mesi estivi, dal mio terrazzo cercavo di seguire i concerti, a volte metal, del centro sociale Macchia Nera, a distanza di un chilometro di case, giardini e viali alberati. Avrei potuto mettere un registratore, e sarebbe venuto fuori qualcosa che somiglia a questi azeri, gli Yahendar. Musica lontana, affidata alla fantasia e alla suggestione, ma anche vagamente minacciosa e carnivora. 

5 lug 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - ARMENIA, CROCEVIA DELLE TENSIONI SPIRITUALI



Armenia. Una terra a noi nota solo perché possiamo aver sentito parlare del genocidio armeno ad opera dell’Impero Ottomano. Un genocidio di cui ci importa il giusto, magari una menzione del Papa durante l’Angelus, una tantum, e un accenno sui libri di storia. La Turchia lo contesta, nella quantità e nella qualità, ascrivendolo al conflitto bellico dell’epoca e non ad un’operazione di pulizia etnica. 

L’Armenia lo rivendica con dolore, anche nella produzione metal, trasversalmente agli stili, in un ribollire di fantasie di vendetta e afflati di rivendicazione nazionale.

20 giu 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - IL KAZAKHSTAN, "TERRENO KAPPA" SENZA TEMPO



Il Kazakhstan è un Terreno K, coerentemente con l’iniziale. Cos’è un Terreno K? Secondo un caposaldo della filmografia horror, “Zeder” di Pupi Avati (1983), si dicono terreni K quei luoghi fisici in cui le leggi di continuità del tempo e dello spazio non sono rispettate, cosicché i morti possono tornare in vita, grazie ad un ciclo temporale continuamente rinnovato.

2 giu 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - ENTITA' MISTERIOSE DELL'UZBEKISTAN




Iniziamo l'avventura uzbeka con un mistero.

Il gruppo “Agony/Агония/Agonyia”, i “nonni” del thrash uzbeko, in quanto attivi fin da inizio anni '90, restano però un mistero. Che fossero un'operazione di copertura del KGB? Incredibilmente prolifici con soli album completi (6 full lenght, senza altri tipi di produzioni), sono però irreperibili sia sul tubo che su Bandcamp, e stranamente al cadere dell'URSS si spostano a Mosca. 
Hanno, per la verità, un sito ufficiale a cui speravo di poter attingere, poiché di alcuni brani parrebbe disponibile l'mp3. Solo che per alcuni l'icona è inattiva, per altri si apre una pagina “404”, cioè inesistente. Per chi volesse vederli in faccia, c'è una fantastica photogallery, anche questa vuota. Di loro restano una singola foto e le copertine dei dischi su Metal Archives, ma nessuna recensione di nessuno degli album.

9 mag 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - IL "GELO TROPICALE" DEL BRUNEI




Darussalam, Dimora della Pace. Così viene anche chiamato il Sultanato del Brunei. Un luogo talmente pacifico che, a breve, il Sultano e Monarca assoluto Hassanah Bolkiah (che governa democraticamente e pacificamente da soli 51 anni…) farà entrare in vigore la sharia, con tanto di taglio di mani e piedi per i ladri e lapidazione per adulteri e omosessuali. Insomma, roba da IS. O da Arabia Saudita.

23 apr 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - LO SRI LANKA E L'ESTREMO COME CATARSI DALL'ORRORE





Ricordo che da ragazzo, durante le tante ore passate con l’atlante geografico in mano, catturava la mia attenzione questa strana isola dell’Oceano Indiano dal nome così bizzarro. Forse per la sua forma a goccia (o lacrima); o forse per la capitale dal nome italiano (ma l’origine del nome Colombo, sia detto per inciso, non c’entra nulla né col celeberrimo navigatore genovese né con l’Italia tout court). 

Nei vecchi atlanti stampati negli anni settanta ancora veniva riportato il nome coloniale tra parentesi, Ceylon. Che a sua volta mi rimandava alle pubblicità in tv di una nota marca di thè.

11 apr 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - SURFANDO TRA LA "PLASTICA" DELLE MALDIVE




Sin da ragazzo, nel mio immaginario, assieme alle Seychelles, le Maldive sono da sempre associate alla vacanza da sogno, la meta inarrivabile (perché troppo cara), il viaggio esotico per antonomasia. E non dev'essere solo un mio pensiero, posto che gli italiani, ancora oggi, sono i turisti più numerosi in assoluto che frequentano i 26 atolli maldiviani.

Rispetto a questa visione adolescenziale, l’arcipelago asiatico è salito alla ribalta dell'attenzione dei media anche per questioni diverse da quelle turistiche. Le immagini dei miasmi di Thilafushi, alias rubbish island (l'isola adibita a ricettacolo di tutta l'immondizia dei resort per occidentali), hanno fatto scalpore; così come il rischio-sommersione dell'intero arcipelago dovuto al riscaldamento globale e al conseguente innalzamento degli oceani. E se a tutto questo sommiamo una certa restrizione delle libertà civili (a partire dalla negazione delle libertà di culto e un rigido codice comportamentale per le donne), il golpe militar-islamico del 2012, e, da ultimo, l’alto numero di foreign fighters maldiviani che sarebbero andati a combattere per l’Isis in Siria, possiamo capire come le Maldive, non siano solo quell’idilliaco paradiso naturale descrittoci nelle brochure delle agenzie di viaggio.

21 mar 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - LA PEGGIO GIOVENTU' DI GIORDANIA




Al tempo della guerra in Iraq la Giordania era un paese “amico” (non si sa di chi, ma amico). C'era questo Re Hussein che sorrideva sempre, elegante, distinto, che pareva dire: ragazzi, ho una bella moglie, soldi, devo garantire la sopravvivenza al mio popolo, e ho una scena metal da avviare; io non voglio compromettere il destino del mio paese con guerre inutili.

6 mar 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - IL "NON-LUOGO" LIBANESE



Del Libano, con le sue prerogative geografiche, sociali, interculturali e inter-religiose, si ha uno splendido spaccato in “Insciallah”, uno dei migliori libri di Oriana Fallaci (1990), ambientato durante la terribile Guerra Civile che ha devastato il piccolo Paese a inizio anni ‘80.

Democratica Repubblica Parlamentare (ed è già una notizia parlando di un paese arabo del Vicino Oriente), il Paese dei Cedri (cedri che ormai scarseggiano a causa delle deforestazioni a fini industriali), oltre ad annoverare numerose meraviglie storico-architettoniche, ha sempre potuto vantare una consistente, e qualitativamente importante, produzione letteraria e teatrale. Nonchè una solida tradizione musicale.

24 feb 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO: METAL E PETROLIO III - LA GIUNZIONE ASIATICO-MEDIORIENTALE DEL KUWAIT



Terzo e ultimo capitolo del metal petrolifero: Kuwait. Riallacciandoci al capitolo sull’Iraq, i due Stati litigarono per una diatriba simile a quella di Zio Paperone e Rockerduck in “L’isola tira-e-molla”: uno dei due scova un giacimento sottomarino e compra un terreno su un’isola per trivellare. Allora l’altro compra il pezzo di mare più qualche palmo di terra adiacente, e trivella anche lui. Paperone sposta l’isola iniettando sapone nel sottosuolo e tirando la base con una nave, e così fa in modo che le trivelle del rivale vadano a cadere nel suo terreno. L’altro fa la stessa cosa tirando nella direzione opposta, e così via, finché dai pozzi non uscirà che sapone in bolle.

27 gen 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - METAL E PETROLIO: IL QATAR



Il Qatar è un paese formato in rapporto 1:1 da nativi e immigrati da altri paesi, ragion per cui anche qui come in altri emirati la scena non può dirsi espressione di una realtà locale o autoctona, quanto piuttosto un crocevia.

Nel raccogliere notizie su gruppi e gruppuscoli, trovo su un sito Qatariano un'intervista a tali Shogun,
dalla lunghezza che da noi neanche gli Iron Maiden. Gli Shogun ci raccontano ogni dettaglio della loro genesi, per poi tagliarmi le gambe con una verità che prende corpo pian piano e inesorabilmente: trattasi semplicemente di una cover band. Capisco che diffondere il metal in Qatar possa essere meritorio, io però proporrei almeno qualche secondo di musica originale.

21 gen 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - METAL E PETROLIO: IL BAHRAIN



Iniziamo la perlustrazione del Bahrain con un gargarismo black metal, i Set, un gruppo che sarebbe piaciuto a Euronymous: scarno, diretto e alla ricerca di autentica malignità. E rincariamo la dose con Dhul Qarnain, un black metal che gioca sull’equilibrismo tra lo-fi spinto e il “non si capisce un’autentica mazza”. In alcuni passaggi tuttavia rinunciano a questi funambolismi e piazzano là un paio di passaggi dalle atmosfere sinistre. In altri ancora propongono “atmosfere”, ovvero latitanza compositiva totale. Triplichiamo con i Kusoof, sicuramente una delle proposte blackeggianti più particolari della penisola arabica, in cui si riconoscono nenie arabiche trasfigurate in maniera convincente in un tappeto black. Decisamente uno degli esempi migliori di fusione tra elementi di musica tradizionale e metal che mi sia capitato di sentire da queste parti. 

13 gen 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - LA FINE DEL MONDO VIENE DAL KIRGHIZISTAN



Tutto si volge a Bishkek, per la precisione, la capitale. I Necronomicon (che nel mondo hanno più di un omonimo) “hanno rilasciato un demo nel 1996”, ma per il resto fatevi i fatti vostri. Del gruppo fa parte l'onnipresente kirghistano Asbath, che ha suonato la batteria anche dal vivo coi Nargaroth. Qui Asbath suona strumenti “sconosciuti” secondo Metalarchives, ma tutto da solo però. Un demo di cui non si conoscono titoli né strumenti ufficiali. Nel 1997 arriverà tale Warg col basso, per non fare sostanzialmente niente.

5 gen 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE METALLICHE IN IRAQ (Parte I)




Ricordate la guerra del Golfo? L'Iraq invase il Kuwait, e noi improvvisamente ci scoprimmo difensori della libertà. Due piloti italiani furono abbattuti durante la missione “Desert storm”, catturati vivi e esposti come trofei mediatici dal nemico. Gli Americani bombardavano con bombe dotate di telecamera, mentre i piloti si sparavano nelle cuffie “Seek and destroy” dei Metallica, anche se per buona parte le bombe dilaniavano finti stabilimenti militari, fatti di legno e latta colorati; però ogni tanto c'era qualche rampa lanciamissili vera da cui partivano gli Scud. Gli Americani rispondevano con i Cruise e i Tomahawk. Saddam Hussein invocava la “madre di tutte le battaglie” nonostante fosse rimasto con due raudi in mano, e si profondeva in citazioni dei Bolt Thrower.

27 dic 2018

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - L'AUTOSTIMA METAL IN TAJIKISTAN



Tajikistan. Se un si dovesse svegliare qui, passerebbe interminabili giorni a chiedersi: “ma dove diavolo sono finito?”. Uno di quei luoghi che sulla carta esistono, ma sono un mistero per chi non ci vive. Tajikistan, capitale Dusanbe. Vi dice nulla? Neanche a me. Si legge che la sua letteratura, ad esempio, “si innesta nella grande tradizione della letteratura persiana”, di cui noi occidentali non sappiamo mediamente una mazza. Sport? Medaglia d'oro per il lancio del martello

Mah, il senso di smarrimento non fa che aumentare. Dove mai siamo finiti?