"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

17 set 2019

1999-2019: L'ULTIMO VENTENNIO DEI MY DYING BRIDE


Nella carriera dei My Dying Bride esiste uno spartiacque: “34.788%...Complete”, anno 1997. Opinioni personali a parte, quello fu il culmine sperimentale della band, il lavoro dopo il quale si arrestò la ricerca stilistica della Sposa Morente. Complice la dipartita del chitarrista Calvin Robertshaw (a dire dei suoi colleghi l’anima sperimentatrice della band), i My Dying Bride avrebbero rivolto lo sguardo verso il loro passato, tornando a marciare fieramente lungo le coordinate dettate da capolavori come “Turn Loose the Swans” e “The Angel and the Dark River”. 

Stilisticamente circoscritti in un campo di azione assai limitato, ma dotati dell’innata classe e con più di un ricorso al mestiere, i Nostri proseguiranno il loro cammino più che dignitosamente con parti discografici mai al di sotto della decenza. Vediamo insieme come orientarsi in questo loro ultimo ventennio di travaglio artistico.

14 set 2019

GUIDE RAPIDE PER CHI VA DI FRETTA - I SIEGES EVEN (3/3)


Terza e ultima parte della nostra Retrospettiva sui Sieges Even. Coincidente con la terza e ultima parte della loro prestigiosa carriera.

distanza di 8 anni distanza di 8 anni, e da una fine vita che sembrava certa, i SE ritornano sul mercato discografico, forti di 3 novità: 1) una nuova casa discografica, degna di tal nome (l’ottima InsideOut Music); il ritorno di Markus Steffen; 3) l’ingresso di un nuovo cantante, l’olandese Arno Menses.

Il risultato?

11 set 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL: "A CHANGE OF SEASONS" (DREAM THEATER)



Il 47 di Firth Street è ubicato nel bel mezzo di Soho, west-end di Londra. A quel civico si trova uno dei locali più caratteristici del quartiere, il Ronnie Scott’s Jazz Club. Un locale a metà tra il lounge bar e il pub, dal design curato, elegante ed esclusivo. Ed è lì che il Teatro dei Sogni, il 31 gennaio del 1995, ha deciso di deliziare la platea con un omaggio a tutti quei gruppi/artisti che avevano avuto un’influenza decisiva sulla loro formazione musicale.

8 set 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - BANGLADESH: UN PUGNO DI MOSCHE E UNA PROMESSA


Sono da un po' qui in Bangladesh, ma sto ancora girando a vuoto.

Pare sia in atto in Bangladesh una sottile polemica su chi sia il primo gruppo metal bengalese. La scena (che poi è sostanzialmente quella della capitale, Dhaka) inizia negli anni '80, ma discograficamente parlando niente prima degli anni '90. Ora, qui parrebbe che i Rockstrata siano gli iniziatori, ma gli In Dhaka sarebbero stati invece i primi a entrare in studio (alcune settimane prima dei Rockstrata, e mesi prima degli Warfaze). Penso ci sia voluta un'inchiesta per ricostruire il dettaglio di questi fatti di rilievo mondiale. Dopo di che, per ritardi e problemi interni, gli In Dhaka escono solo nel 1992, mentre gli altri due sono già usciti nel 1991.

5 set 2019

CONFRONTI IMPOSSIBILI: SLASH E RANDY "THE RAM" ROBINSON



Non mi sento giovane; forse in realtà non mi ci sono mai sentito neanche quando lo ero. Ogni volta che ascolto o compro un disco di Slash mi sento in una bolla d’aria e vedo qualche capello bianco in meno su di me. 

2 set 2019

GUIDE RAPIDE PER CHI VA DI FRETTA - I SIEGES EVEN (2/3)


Proseguiamo la nostra Retrospettiva sui Sieges Even. 

Ci eravamo fermati alla prima parte della loro carriera e, con questo nuovo post, ci soffermiamo invece sulla seconda. In primis dissertando di...

30 ago 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL: "PENTECOST III" (ANATHEMA)


Sarà stato un bene che ad un certo punto nella storia degli Anathema Darren White se ne sia andato? 

Mi sento di rispondere di sì, se il risultato della scissione fra gli Anathema e il loro primo cantante è stato l'abbandono degli ultimi retaggi di metal estremo e la genesi di lavori superlativi come “The Silent Enigma”, “Eternity”, “Alternative 4” e così via fino ai giorni nostri: tasselli in cui la visione artistica della band di Liverpool si è affrancata dalle asperità doom-death degli esordi per svilupparsi prima nella direzione della psichedelia pinkfloydiana, poi in quella della introspezione radioheadiana, per infine approdare alle raffinatezze neo-progressive dei lavori dell'ultimo decennio.

Bravi, bravissimi, in particolare Vincent Cavanagh che dietro al microfono ha dimostrato doti vocali inaspettate, evolvendo di disco in disco, adattandosi ad una proposta sempre più sofisticata e lontana dalle efferatezze dell'universo metal. Bravi, bravissimi, eppure fra i picchi di maggiore intensità emotiva offerti dagli Anathema nel corso della loro mirabolante carriera, dovremmo citare per forza brani-capolavoro come "Kingdom" e "We, The Gods" contenuti nell’EP “Pentecost III”, ultima prova in studio con Darren White dietro al microfono. 

27 ago 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO: IL PAKISTAN DAL PROGRESSIVE ALL'AUTOFAGIA


In Pakistan l'intenzione c'è e si vede dal grande numero di gruppi presenti. Una caratteristica panoramica da tener subito presente, inoltre, è che qui il metal nelle sue forme classiche è molto rappresentato, dalle sonorità alla Iron Maiden al power britannico in generale, fino al thrash metal della decade ottantiana.

Oltre all’intenzione ed alle radici si nota anche un discreto entusiasmo

24 ago 2019

AGGHIASTRU, L'INCANTU DELL'ESTATE DI UNA VOLTA


Come si apprende dal booklet del cd “Incantu”, dove veniamo ringraziati come Blog per il prezioso supporto, Agghiastru in vernacolo siculo è l'ulivo selvatico. È una pianta non invitata alla vita, ma di sopravvivenza secolare. I suoi frutti sono inutili, altro non può fare che rimanere dinanzi allo scorrere del tempo.

Ascoltando questo disco però mi sento mediterraneo, in questa estate in cui abbiamo pianto la morte dello scrittore Andrea Camilleri, dalla stessa terra mi sento di dover omaggiare l’unica testimonianza dialettale siciliana che possiedo.

21 ago 2019

GUIDE RAPIDE PER CHI VA DI FRETTA - I SIEGES EVEN (1/3)



Ecchec…me ne accorgo solo ora! 4 anni e mezzo di Blog, 1000 e rotti articoli e non uno straccio di riga per i Sieges Even!

Chiediamo venia ai lettori e cerchiamo di correre ai ripari con una delle nostre Retrospettive (altrimenti dette Guide rapide per chi va di fretta).

Se molti (alcuni?) di voi conoscono la band bavarese solo come “la ex band dei fratelli Holzwarth”, beh, sappia che i Nostri sono stati davvero dei grandi, meritando di comparire, seppur come band “gregaria”, negli annali del Metal.

18 ago 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - "SUBTERRANEAN" (IN FLAMES)



Se mi fermassero per la strada e a bruciapelo mi chiedessero di parlare della discografia anni ‘90 degli In Flames, beh, non avrei problemi a farlo. Gli In Flames di quella decade non hanno sbagliato un colpo e ogni parto discografico, dal sensazionale debut “Lunar Strain” fino all'ottimo “Colony”, è degno di essere ricordato negli annali del Metal.

15 ago 2019

FERRAGOSTO CON I CRADLE OF FILTH: I VENTICINQUE ANNI DI "THE PRINCIPLE OF EVIL MADE FLESH"


Dopo una serie di ferragosti francamente improponibili (Immortal, Scorn, Darkspace), quest’anno ci vogliamo concedere una boccata d’aria fresca con un album realmente estivo: “The Principle of Evil Made Flesh”, esordio discografico dei Cradle of Filth

Probabilmente non vi troverete d’accordo nel definire “The Principle of Evil Made Flesh” un album propriamente estivo, ma la mia storia personale parla diversamente. Sarà perché acquistai il CD ad agosto, sarà che ogni volta che lo ascolto non posso non associare le sue arie maestose, il suo impeto passionale, le sue atmosfere romantiche alle belle notti estive della mia gioventù, fatto sta che per me “The Principle of Evil Made Flesh” possiede una freschezza, un potere ristoratore che me lo fa apprezzare principalmente  nella calura e nella spensieratezza della stagione estiva, soprattutto se ascoltato dopo il crepuscolo... 

12 ago 2019

ROCK THE CASTLE - REPORT DAY THREE (07/07/2019)


Come quando in una giornata di cielo terso passa una nuvola ad oscurare il cielo, così al terzo giorno di festival (vedi la prima e la seconda giornata) il pubblico è diventato improvvisamente cupo, nero e al contempo il tasso alcolico si è alzato vertiginosamente.

Domenica 7 luglio si respira aria birrosa fin dalle prime ore del pomeriggio, tanto che quando salgono gli Overkill sul palco, noto molti volti paonazzi, alticci e sudati.

10 ago 2019

ROCK THE CASTLE - REPORT DAY TWO (06/07/2019)


Ancora con i dubbi sulla performance dei Dream Theater del giorno precedente, mi avvicino sabato 6 luglio al Castello Scaligero, forte delle conoscenze acquisite il giorno precedente e perciò ancora più efficace nelle scelte.

Birre recuperate con più facilità; bagni più puliti individuati; organizzazione ascolto gruppi con postazioni perfette, ma noto fin da subito una maggior frequenza di pubblico e soprattutto di rocker. Non è difficile prevedere e comprendere da subito che la giornata più nostalgica del festival è proprio questo sabato, ma non pensavo di stupirmi vedendo Sebastian Bach

8 ago 2019

ROCK THE CASTLE - REPORT DAY ONE (05/07/2019)


Succede una volta all’anno come il solstizio, come le vere gioie sportive, come un sorriso a Genova, ma almeno una volta all’anno accade che debba presenziare ad un festival metal estivo per estrapolare dal mio ego la parte live e capire. Capire se c’è qualcosa che è cambiato da quando andavo al Gods of Metal vent’anni fa, capire se è mutato l’approccio, capire se il pubblico si è evoluto o se i contenuti hanno preso una strada che dalla mia torre d’avorio non riesco a percepire dal solo ascolto su disco.

Questa volta “Rock the Castle” al Castello Scaligero di Villafranca di Verona offriva un interessante connubio tra passato e futuro nell’arco di tre giorni. Erano presenti alcune realtà storiche ferite, emaciate e azzoppate dagli anni tanto da non ricordare neanche i tempi che furono. Sotto certi aspetti potremmo definirlo il festival degli orfani, dove il tema della Mancanza era ancora più forte di quello della presenza. Erano più le assenze evocate che coloro che imbracciavano gli strumenti: un avanzo di galera come Philip Anselmo senza i Pantera, il panzerotto di Slash con cilindro senza i Guns ‘n’ Roses, Petrucci ancora senza Portnoy, Sebastian Bach senza gli Skid Row, Dee Snider senza i Twisted Sister, Tom Araya senza Jeff, Dave, ma soprattutto all’ultimo passo prima di staccare definitivamente la spina dagli Slayer.

5 ago 2019

CINQUANT'ANNI DI STOOGES



Il 5 agosto del 1969, esattamente cinquant’anni fa, usciva “The Stooges”. Partorito nel degrado urbano della "ridente cittadina" di Detroit, l'esordio discografico della compagine capitanata da Iggy Pop esprimeva un disagio inedito per il periodo, un messaggio che andava in netta controtendenza rispetto alla stagione del ‘68: quella delle utopie e della contestazione, sociale e politica. Ma gli Stooges non nacquero dal nulla: essi si cibarono delle ossessioni e dei suoni ruvidi dei primi Velvet Underground (a produrre l'album troviamo non a caso John Cale), decisero di abbracciare l’oscurità dei Doors (altro fondamentale punto di riferimento - lampante fin dalla copertina che ricalca palesemente quella del debutto di Jim Morrison e soci). Il nichilismo degli Stooges, la loro rabbia avrebbero anticipato di quasi un decennio il movimento punk. 

Non staremo tuttavia a decantare ancora una volta i meriti storici ed artistici degli Stooges: se vi interessa l’argomento vi sono a vostra disposizione milioni di scritti in rete. La nostra semmai sarà la celebrazione di un concetto a noi caro, ossia l’Estremo. L'Estremo si è manifestato innumerevoli volte nel corso della storia del rock, ma più affondiamo lo sguardo nel passato e più la questione si fa interessante: per il cultore del metal, in particolare, questo percorso a ritroso fornisce nuove ed utili chiavi di lettura per comprendere ancora meglio la genesi del proprio genere preferito. 

1 ago 2019

PORTO LIVE METAL FEST - GENOVA (19/07/2019)




Arriviamo alla Piazza delle Feste del Porto Antico di Genova in ritardo a causa di impreviste problematiche tecniche al nostro mezzo di trasporto…ci perdiamo quindi, ahinoi, le esibizioni dei No Regrets e dei trentini Chaos Factory, acts che hanno cercato, a partire già dalle 18, di riscaldare l’atmosfera di questo suggestivo spazio a Ponte Embriaco, molo che dà direttamente sulle acque del Mar Ligure. 

Da chi ha invece presenziato dall’inizio ricevo commenti entusiastici sulla terza band in programma nel bill, i Damnation Gallery, combo genovese autore nel 2018 del loro primo full lenght “Black Stains”. Ve ne daremo sicuramente conto sul Blog nel prossimo futuro.

29 lug 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - "CONSTELLATION" (ARCTURUS)


O anche: l’EP che ho desiderato ardentemente...ma che non ho mai posseduto...

Anno 1994, fenomeno black metal norvegese in piena espansione, una recensione illuminante, massimo dei voti, un nome sconosciuto: Arcturus.

Non erano tuttavia sconosciuti i personaggi coinvolti nel progetto. Samoth, chitarrista degli Emperor, e Hellhammer,  batterista dei mitici Mayhem, erano già di per sé una garanzia in merito alla qualità delle energie messe in campo.  Garm, dietro al microfono, militava negli Ulver, all'epoca non ancora noti ai più, ma pronti a fare il grande salto (l'anno successivo avrebbero rilasciato il loro debutto-capolavoro "Bergtatt"). Completava l'organico Sverd, l'unico nome non vincolato ad una band in particolare (sebbene avesse supportato gli stessi Emperor dal vivo): virtuoso delle tastiere, egli ricopriva anche il ruolo di principale compositore negli Arcturus. 

26 lug 2019

NEUROSIS / GODFLESH / YOB: LIVE AT O2 KENTISH TOWN FORUM, LONDON (20/07/2019)


Ancora Neurosis, ma questa volta mi sento sereno, sgravato dal fardello di tensioni che mi ero portato dietro la volta precedente. Era il novembre del 2016 e per il sottoscritto fu la prima volta con la tribù di Oakland, dopo anni di ascolti ed un’occasione mancata di vedere i Nostri dal vivo, vent'anni prima, per il tour di “Through Silver in Blood”. Una ferita che bruciava ancora dentro... 

Questa volta è diverso: il Rito di Iniziazione è stato consumato, non ci sono pretese nei confronti della band, non permangono sensi di rivalsa o di rivincita esistenziale. Oggi sono qui semplicemente per godermela, tanto più che come compagni di palco troveremo gente del calibro di YOB e Godflesh

23 lug 2019

UNA RIFLESSIONE SUL TERMINE "CAPOLAVORO" (e un caso concreto...)



Riporto dalla Treccani: 1. La migliore in una serie di opere di un artista, di uno scrittore o di un’età, di una scuola, ecc. 2. Opera eccellente in genere.

Sono le definizioni del termine capolavoro

Forse una delle parole più (ab)usate nelle recensioni musicali (e non solo). Spesso la usiamo con leggerezza, enfatizzando la qualità di un’opera che, nella maggior parte dei casi, ha un valore fortemente soggettivo, perché inevitabilmente filtrata attraverso la nostra sensibilità e il nostro gusto.

20 lug 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO: IL FREDDO VIOLA DELL'AZERBAIGIAN



Entro in Azerbaigian e sento una strana atmosfera. Quasi tutta concentrata a Baku, la capitale. In lontananza si sente un fruscio che, passo dopo passo, prende la forma di un fondale sonoro. Black-folk probabilmente, si cominciano a sentire colpi sordi di batteria. Mi ricorda quando, nei mesi estivi, dal mio terrazzo cercavo di seguire i concerti, a volte metal, del centro sociale Macchia Nera, a distanza di un chilometro di case, giardini e viali alberati. Avrei potuto mettere un registratore, e sarebbe venuto fuori qualcosa che somiglia a questi azeri, gli Yahendar. Musica lontana, affidata alla fantasia e alla suggestione, ma anche vagamente minacciosa e carnivora. 

17 lug 2019

SHORT STORIES - "TURN THE PAGE" (METALLICA)



Sono le 4.56 del mattino in un bar della periferia: presto per tutto, anche per pensare di essere vivi. 

Ordino un caffè e vedo le mie occhiaie riflesse nello specchio dietro ai liquori; la barista si fa la coda e inizia “Turn the Page” dei Metallica. 

14 lug 2019

GUIDA RAGIONATA AL DECENNIO INFALLIBILE DEGLI ENSLAVED



Dal 2008 ad oggi gli Enslaved sono uno dei pochi gruppi che ha sfornato sempre dischi ottimi; far bene le cose è una dote e a volte, quando le cose vanno bene, tutti ti perdonano più facilmente. Alla band di Ivar Bjørnson in questo decennio non si può che dire grazie per i cinque album concepiti: “Vertebrae”, “Axioma Ethica Odini”, RIITIIR”, “In Times” e (scusate il gioco di parole) “E”.

Ma è tutto oro quel che luccica? Ecco una guida ragionata per scegliere ciò che vi serve della band norvegese.

11 lug 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - "S/T" (GODFLESH)


Lasciando bianca questa pagina avremmo forse reso un miglior servizio, a noi che scriviamo e a voi che leggete. E’ luglio ed avreste piuttosto beneficiato di una boccata d’aria fresca. Ed invece no!, eccoci imbracati in pesanti tute d’amianto che ci caliamo nei liquami radioattivi e nei miasmi infernali dell’industrial metal dei Godflesh

Parlare dei Godflesh d’estate fa già afa all’idea, figuriamoci riascoltare il loro primo EP del 1988 per buttare giù questi nostri due pensieri. 

8 lug 2019

ADLER'S APPETITE, E LA CATTIVA IDEA DI METTERE IL PROPRIO NOME AD UN GRUPPO METAL



Dicemmo già in altra occasione del percorso che portò Jon Oliva a fondare un progetto parallelo, Il Dolore di Jon Oliva. La natura di quel progetto, che alla fine poi fu una deriva sinfonica e teatrale dei  Savatage, fu il bisogno di ritagliare per sé uno spazio lirico separato, più per pudore e necessità di esprimersi a titolo personale, per rivangare un dolore irrisolto. La firma su quel progetto era forse un atto di umiltà, come dire: badate, è solo un mio progetto, ci tengo a precisarlo. Una diminutio rispetto al nome Savatage, sotto il quale la stessa musica avrebbe ottenuto, e ottenne, più attenzione. Ma anche un atto di onestà artistica, come per dire: guardate, io non esco dal mio dolore, e di quello voglio parlare; mi sento più a mio agio a farlo a titolo personale.

5 lug 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - ARMENIA, CROCEVIA DELLE TENSIONI SPIRITUALI



Armenia. Una terra a noi nota solo perché possiamo aver sentito parlare del genocidio armeno ad opera dell’Impero Ottomano. Un genocidio di cui ci importa il giusto, magari una menzione del Papa durante l’Angelus, una tantum, e un accenno sui libri di storia. La Turchia lo contesta, nella quantità e nella qualità, ascrivendolo al conflitto bellico dell’epoca e non ad un’operazione di pulizia etnica. 

L’Armenia lo rivendica con dolore, anche nella produzione metal, trasversalmente agli stili, in un ribollire di fantasie di vendetta e afflati di rivendicazione nazionale.

2 lug 2019

I BRANI PIU' INDISPONENTI DEL METAL - N.7: "INVADER(S)" (JUDAS PRIEST, IRON MAIDEN)



Ci sono certezze che si cristallizzano dopo anni di esperienza senza saperne la spiegazione. Nel metal, ad esempio, uno di questi misteri riguarda le canzoni a proposito degli invasori.

Gli Iron Maiden cadono in questa trappola all'inizio del loro storico “The number of the beast”. Una zappata sui piedi come poche, la canzone “Invaders” di apertura, ammazza una struttura iniziale da brano Maiden tipico con un ritornello che sembra il verso sgraziato di un gallo. Si pensi che la fama di Bruce Dickinson, e l'affermazione dei Maiden di maggior successo, passa da questo disco, e paga pegno a questo brano, su cui inspiegabilmente all'epoca qualcuno puntò come apripista.


29 giu 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - "THE $5.98 E.P.: GARAGE DAYS RE-REVISITED" (METALLICA)


Un album di cover non è mai una cosa casuale, in quanto esso è il frutto di una selezione operata consapevolmente dall’artista all'interno del suo mondo di influenze: brani per lui significativi che lo hanno segnato come semplice appassionato di musica o formato come artista di successo. Nel caso dei Metallica un album di cover è una cosa ancora meno casuale perché i Metallica hanno fin dagli inizi mostrato una grande consapevolezza delle proprie capacità in relazione agli intenti di volta in volta prefissati.

The $5.98 E.P.: Garage Days Re-Revisited” usciva nel 1987 con una triplice funzione: dare il tempo a James Hetfield di riprendersi da un infortunio al braccio, fare chiarezza dopo la tragica scomparsa di Cliff Burton e rodare la nuova formazione con Jason Newsted al basso in vista della lavorazione del degno successore di “Master of Puppets”. Eppure anche quella che potremmo considerare una prova secondaria rispetto alla discografia ufficiale della band ci può fornire utili indicazioni in merito a come il celeberrimo Metallica sound si è originato. 

26 giu 2019

IL METAL AI TEMPI DI YOUTUBE


Avevamo già visto come YouTube può venire incontro all’appassionato di musica: brani o album interi a costo zero; live anche non ufficiali per farsi un'idea di come i nostri beniamini si comportano su un palco; canali aperti da band e case discografiche per promuovere la propria musica, o dedicati a singoli generi al fine di indirizzarci verso la scoperta di nuovo materiale; algoritmi che mettono insieme le informazioni di navigazione e ci suggeriscono ascolti che potrebbero interessarci. Ed ovviamente mille altre fonti di informazione, curiosità, intrattenimento: un vantaggio che, come si è visto, non contraddice necessariamente la volontà di mettere piede in un negozio di dischi ed al tempo stesso mettere mano al portafoglio. 

YouTube, più in generale, è un ricettacolo di contributi di individui che, fra gli altri, vogliono condividere con il mondo un loro interesse; nel nostro caso: il metal. Ma non sempre, dietro al caricamento di questo o quel video, c'è solo passione... 

23 giu 2019

IL "BURZUM AMBIENT": DA "TOMHET" A "THE WAYS OF YORE"


Se c’è una cosa che abbiamo fatto senza esitazione sul nostro blog è aver celebrato, al di là dei pregiudizi legati alla persona, la musica di Varg Vikernes. Lo abbiamo definito poeta e cantautore, appellativi insoliti nell’ambito del metal estremo. E senza esitazioni siamo ancora qui ad affermare la bellezza e l’importanza del suo lascito discografico prima dell’incarcerazione: opere determinanti sia per il black metal che per le sue derivazioni successive, tanto esse erano avanti e portatrici non solo di soluzioni stilistiche innovative, ma anche di un nuovo approccio. Pochi e semplici riff reiterati con ispirazione: un'attitudine minimalista che qualcuno ha definito “ambient” tale era la carica evocativa e il potere straniante, ipnotico, catartico di quelle composizioni che raggiungevano minutaggi elevati senza mai annoiare. E così nasceva una nuova concezione di metal estremo votato alla Trascendenza

Neppure i parti discografici successivi alla scarcerazione ci sono dispiaciuti, per questo anch'essi hanno trovato posto fra le nostre dissertazioni. Quello che invece non abbiamo mai fatto è aver approfondito il “Burzum ambient”: un percorso nato per necessità (i primi due lavori uscivano quando Vikernes era ancora in prigione), ma poi ripreso anche fuori dalle mura del carcere e che oggi conta quattro album in tutto. 

20 giu 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - IL KAZAKHSTAN, "TERRENO KAPPA" SENZA TEMPO



Il Kazakhstan è un Terreno K, coerentemente con l’iniziale. Cos’è un Terreno K? Secondo un caposaldo della filmografia horror, “Zeder” di Pupi Avati (1983), si dicono terreni K quei luoghi fisici in cui le leggi di continuità del tempo e dello spazio non sono rispettate, cosicché i morti possono tornare in vita, grazie ad un ciclo temporale continuamente rinnovato.

17 giu 2019

FENOMENO BELZEBUBS: CELEBRAZIONE O DERISIONE DEL BLACK?



Nel lontano 1999 un ragazzino finlandese appena 18enne, natio di Tampere, provò a sfondare nell’allora fiorente scena goth metal con la sua band, i Wolfpack (nome orribile), autoproducendo un EP di 25’ dal titolo programmatico: “Kaiho”, (in finnico, Languore). Immancabile la presenza della voce femminile a dare al tutto un’aura di decadenza gotico-erotica. Niente da fare: i Wolfpack durarono un battito di ciglia.

14 giu 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - "DEATHCRUSH" (MAYHEM)



"Amici miei" (1975). Il Melandri, interpretato da Gastone Moschin, a ogni capitolo si innamora perdutamente di qualcuna, di solito in maniera platonica, stilnovistica. In quel film tocca alla moglie di un ricco medico che lui corteggia inizialmente solo per telefono, con un trucco però, per vincere la sua timidezza: le telefonate gliele fanno a turno gli amici, ciascuno con il suo stile, alternando sapientemente spasimi amorosi e proposte sconce. Quando il nostro riesce a conquistarla e ci si accasa però l’entusiasmo presto si trasforma in angoscia, perché la donna è isterica e mal si adatta ad una vita normale. Finché una sera, proprio a tavola con gli amici, lei sbotta contro di lui, e lui replica:

Ma Tesoro, Cippa Lippa…. Io faccio il possibile lo sai…. Di che cosa mi rimproveri…?”
“Di non essere più quel personaggio straordinario che eri al telefono”
“E per forza ! Al telefono eravamo n….” “Silenzio!

11 giu 2019

AVEVANO RAGIONE I POSSESSED: NON C'E' PIU' POSTO ALL'INFERNO - LIVE AT THE UNDERWORLD, LONDON (06/06/2019)


6/6, ore 6. No, non siamo in un racconto scaturito dalla penna di King Diamond, ma davanti all’Underworld ad aspettare che apra il portone: stasera suonano i mitici Possessed, tornati in corsa dopo un silenzio discografico lungo più di trent'anni. 

La mia presenza all’evento non era affatto scontata: del resto non sono andato a vedere i Voivod perché non c’è più Piggy, ho disertato la tappa londinese del tour dei Marduk perché è rimasto solo Morgan, quella dei Pestilence perché Mameli è l'unico superstite, e ho pure finito per snobbare gli I am Morbid di David Vincent, ma qui, del resto, si parla della cover-band dei Morbid Angel... 

E allora perché decido di non mancare all’appuntamento con i Possessed, visto che della formazione originaria sopravvive solo Jeff Becerra? Ci sono in realtà vari motivi. Certamente “Seven Churches” è un classico che ogni cultore del metal estremo dovrebbe conoscere a memoria, ma oggi sono qui per celebrare non i vecchi, bensì i nuovi Possessed, autori di quel “Revelations of Oblivion” che a parere di chi scrive si candida a disco dell’anno. Ma più di ogni altra cosa sono qui a rendere onore a Jeff Becerra, che coraggiosamente si è imbarcato in questo tour con tutti i disagi che sono associati al fatto di sedere su una sedia a rotelle. In un mondo di reunion fasulle, sento che il suo è un ritorno sincero, confermato da una release discografica a dir poco superba e che non rappresenta, come in molti altri casi, una scusa per spillare qualche spicciolo ai fan più fedeli. Quella di Jeff, in definitiva, è per tutti noi una lezione di tenacia, integrità e grande forza interiore. E stasera, di tutto questo, ne avremo una brutale conferma.