"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

20 apr 2019

MORBID FEST: UN PENSIERO SUL DEATH METAL...ED UNO SUI VITAL REMAINS...



Se fossi un fan sfegatato del death metal e leggessi questo articolo mi girerebbero non poco i coglioni. Fatta questa premessa, mi abbandono a questo mio libero sfogo, conseguenza diretta dell’ascolto di “Dechristianize” ed “Icons of Evil” dei Vital Remains

Tanto per iniziare i Vital Remains sono un gruppo storico e compiono quest’anno trent'anni di carriera, evento che verrà celebrato ad hoc con un tour. Penso di andarli a vedere, più che altro perché la loro esibizione si inserisce nella scaletta del cosiddetto Morbid Fest, capeggiato dagli I Am Morbid del veterano Dave Vincent. Ci sono poi gli inaffondabili Sadus (d'altra parte è sempre un piacere vedere dal vivo quel mostro di tecnica che risponde al nome di Steve DiGiorgio) e gli Atrocity, da cui ormai si si può aspettare di tutto. Insomma, una serata “o bene bene o male male”, dove certezze sporadiche affogano in grandi interrogativi. 

17 apr 2019

"EMPATH", L'ALBUM "IMPOSSIBILE" DI DEVIN TOWNSEND




Impossibile.

D’istinto, questo è stato l'aggettivo che mi è venuto in mente dopo il primo ascolto di “Empath”. 

Impossibile da concepire, come prima cosa. E, secondariamente, impossibile da scrivere e realizzare.
Contestualmente, la vivida impressione che il genio di Vancouver stavolta l’avesse fatta davvero fuori dal vaso. Fallendo.

Per chi scrive, conseguente senso di amarezza. Manco il tempo di celebrarne le gesta, esaltarne la musica e riassumerne la carriera nella nostra mega Retrospettiva dedicata, che ecco che arriva ‘sto tomo di 74’ (oltre 2 ore per la versione Deluxe) che spariglia le carte gettando noi, suoi fan indefessi, nello sconforto.

14 apr 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - "HAUNTING THE CHAPEL" (SLAYER)



Perché avere questo EP? Materialmente, se contiamo che le versioni live di "Captor of Sin" e "Chemical Warfare" sono state incluse in uscite successive, "Aggressive perfector" in una riedizione del primo disco, l'unica ragione è conoscere il brano eponimo, “Haunting the chapel”. Anzi, per essere precisi nell'edizione aggiornata di "Show No Mercy", fu poi incluso anche quell'EP integralmente.

Sono tre brani più bonus cuciti insieme in un'unica traccia, operazione che gli Slayer ripeteranno in alcuni brani di "Reign in Blood". Mentre là l'uniformità stilistica premia questa scelta, qui la cosa ha poco senso, in quanto sono brani eterogenei stilisticamente.

11 apr 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - SURFANDO TRA LA "PLASTICA" DELLE MALDIVE




Sin da ragazzo, nel mio immaginario, assieme alle Seychelles, le Maldive sono da sempre associate alla vacanza da sogno, la meta inarrivabile (perché troppo cara), il viaggio esotico per antonomasia. E non dev'essere solo un mio pensiero, posto che gli italiani, ancora oggi, sono i turisti più numerosi in assoluto che frequentano i 26 atolli maldiviani.

Rispetto a questa visione adolescenziale, l’arcipelago asiatico è salito alla ribalta dell'attenzione dei media anche per questioni diverse da quelle turistiche. Le immagini dei miasmi di Thilafushi, alias rubbish island (l'isola adibita a ricettacolo di tutta l'immondizia dei resort per occidentali), hanno fatto scalpore; così come il rischio-sommersione dell'intero arcipelago dovuto al riscaldamento globale e al conseguente innalzamento degli oceani. E se a tutto questo sommiamo una certa restrizione delle libertà civili (a partire dalla negazione delle libertà di culto e un rigido codice comportamentale per le donne), il golpe militar-islamico del 2012, e, da ultimo, l’alto numero di foreign fighters maldiviani che sarebbero andati a combattere per l’Isis in Siria, possiamo capire come le Maldive, non siano solo quell’idilliaco paradiso naturale descrittoci nelle brochure delle agenzie di viaggio.

8 apr 2019

"LORDS OF CHAOS", PARTE V: QUELLO CHE NON E' STATO DETTO...



...o anche: Il Black Metal e l'Arte Contemporanea 

Giungiamo alla conclusione delle nostra dissertazioni su “Lords of Chaos”: più che un vero e proprio oggetto di analisi, una scusa per poter riflettere ancora una volta, a quasi trent’anni di distanza, su quello che è stato il “True Norwegian Black Metal”. 

E più ripensiamo alla pellicola di Jonas Akerlund e più emerge la sua inadeguatezza nel rappresentare il fenomeno nella sua innegabile complessità. 

5 apr 2019

LORDS OF CHAOS, PARTE IV: EURONYMOUS, LA MORTE DI EURONYMOUS



Eccoci finalmente ad Euronymous: nel bene o nel male il cardine dell’intera storia. Per quanto lo voglia sminuire a posteriori il Varg Vikernes con le sue dichiarazioni farneticanti, per quanto possa essere stato realmente uno spaccone ed un parolaio che le sparava grosse, Euronymous è stato il vero deus ex machina della scena, mostrando, oltre che innegabili doti artistiche, anche concretezza ed ambizioni imprenditoriali. 

Senza di lui probabilmente non si sarebbe verificato tutto quel concorso di eventi e situazioni che avrebbero consegnato alla Storia il True Norwegian Black Metal: lui guida i Mayhem, lui aggrega una vera e propria scena intorno a sé, lui aprirà il negozio di dischi Helvete e lui fonderà l’etichetta Deathlike Silence, laddove il resto dei personaggi coinvolti sembrano muoversi come cerebrolesi incapaci di elevarsi da una routine sconclusionata e priva di impeti costruttivi. 

2 apr 2019

LORDS OF CHAOS, PARTE III: VARG



Continua la nostra disamina del film “Lords of Chaos”. Dopo averne visto le caratteristiche salienti ed aver approfondito la figura emblematica di Dead, adesso giunge il turno di un altro personaggio cardine dell’intera vicenda: Varg Vikernes

30 mar 2019

LORDS OF CHAOS, PARTE II: DEAD



Eccoci alla prima appendice del nostro scritto su “Lords of Chaos”, pellicola incentrata sui fatti sanguinari che hanno ruotato intorno alla figura di Euronymous e alla sua band. 

Abbiamo già detto che il film non ci ha fatto saltare dalla sedia, ma perlomeno ci ha offerto interessanti spunti di riflessione. Dead, di tutta la giostra di personaggi bislacchi che gravitarono intorno ad Euronymous, è l’unico che in questo film sembra conservare una certa dignità. 

27 mar 2019

LORDS OF CHAOS, PARTE I: MAYHEM & QUEEN




Mentre “Bohemian Rhapsody”, il biopic su Freddie Mercury, saliva sul prestigioso palco degli Oscar aggiudicandosi ben quattro statuette (miglior attore, miglior montaggio, miglior montaggio sonoro, miglior sonoro), per canali non molto chiari (streaming, Youtube) iniziava ad entrare nelle nostre case “Lords of Chaos”, il film su Euronymous e la sua cricca, seminando indignazione ed isteria nel popolo metallico.

Laddove i Queen hanno appoggiato e sostenuto l’operazione, il prodotto confezionato dal regista svedese Jonas Akerlund ha visto fin dall’inizio un percorso in salita, dovendo affrontare l’avversione da parte dei protagonisti delle vicende narrate, con in prima fila un Varg Vikernes che, nelle insolite vesti di youtuber (ma non viveva senza elettricità in nome della Tradizione?), spopola sul web postando un video dopo l'altro contro il film.

24 mar 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - "IN THE SIGN OF EVIL" (SODOM)



Nel 1984 i Venom avevano già esaurito la propria carica eversiva e la varietà compositiva. Alcune intuizioni, come la combinazione dell’accelerazione (speed) con la brutalità della percussione (thrash) saranno trasfigurate nel thrash metal, richiedendo però una minima compostezza esecutiva. 

C’è gente nel mondo che non riesce a essere sprecisa, almeno in pubblico, e questi sono i tedeschi. Neanche i nordici, che sono più accostabili all’asetticità. I teutonici, proverbialmente, sono associati alla precisione, fino alla pedanteria.

21 mar 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - LA PEGGIO GIOVENTU' DI GIORDANIA




Al tempo della guerra in Iraq la Giordania era un paese “amico” (non si sa di chi, ma amico). C'era questo Re Hussein che sorrideva sempre, elegante, distinto, che pareva dire: ragazzi, ho una bella moglie, soldi, devo garantire la sopravvivenza al mio popolo, e ho una scena metal da avviare; io non voglio compromettere il destino del mio paese con guerre inutili.

18 mar 2019

DIARY OF DREAMS




È la verità! Questi anni scorrono veloci e in fretta, tanto da non rendersi conto di quante cose ci passano di fronte. Quanti dischi analizzati, ascoltati e apprezzati più tardi, quanti compagni di viaggio; oggi guardo il mare con uno strano sapore di amaro in bocca perchè mi rendo conto che mi dispiace non aver tenuto un diario che accompagnasse la mia vita

15 mar 2019

QUALE FUTURO PER IL METAL? LA VIA DEGLI OBSCURA



Partiamo da punti fermi: gli Obscura sono dei grandi. Anzi, dei grandissimi. Nonostante gli innumerevoli cambi di line-up, gli Obscura non hanno mai sbagliato un’uscita discografica e l’ultimo, acclamatissimo, “Diluvium” è un ulteriore esempio di superiorità compositiva rispetto al 95% dei gruppi in circolazione. 
Tutta la critica li acclama e anche noi di Metal Mirror, esigenti scribacchini rompicoglioni, li abbiamo inseriti (seppur solo all’8° posto) nella top ten delle uscite discografiche del 2018.

W Steffen Kummerer, quindi; e W quel fenomeno di drummer di Sebastian Lanser! Ascoltate gli Obscura, godete della loro tecnica, beatevi delle loro composizioni, cercate di andare a vederli live.

Perché gli Obscura sono il futuro del Met

12 mar 2019

GENESI ED EMANCIPAZIONE DEL METAL IN DIECI ALBUM



Ancora alle prese con l’annoso quesito “Chi ha inventato l’heavy metal?”, con annessi i soliti corollari: furono le band rock di fine anni sessanta ad inventarlo?, oppure i Black Sabbath, i Judas Priest, gli Iron Maiden, i Manowar? Basta suonare “pesanti” o è necessaria la consapevolezza di appartenere al movimento? E' dunque solo una questione stilistica o anche culturale? Ma soprattutto: che cazzo ce ne frega? 

Il fatto è che siamo degli onanisti dediti alla masturbazione mentale, e se già abbiamo indicato quelli che secondo noi sono i dieci migliori album del metal, in questa occasione ci concentreremo su dieci titoli che hanno contribuito a forgiare quel linguaggio e quell’immaginario che siamo soliti associare al nostro genere preferito. 

9 mar 2019

REPUTAZIONE E APPARIZIONE





Un tempo la reputazione era soltanto buona o cattiva, ma da tempo questo concetto si è trasformato con quello di notorietà. Conta essere “riconosciuto” dai propri simili, insomma il principio è: “Se appare la Madonna perché non anch’io?”. 

6 mar 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO - IL "NON-LUOGO" LIBANESE



Del Libano, con le sue prerogative geografiche, sociali, interculturali e inter-religiose, si ha uno splendido spaccato in “Insciallah”, uno dei migliori libri di Oriana Fallaci (1990), ambientato durante la terribile Guerra Civile che ha devastato il piccolo Paese a inizio anni ‘80.

Democratica Repubblica Parlamentare (ed è già una notizia parlando di un paese arabo del Vicino Oriente), il Paese dei Cedri (cedri che ormai scarseggiano a causa delle deforestazioni a fini industriali), oltre ad annoverare numerose meraviglie storico-architettoniche, ha sempre potuto vantare una consistente, e qualitativamente importante, produzione letteraria e teatrale. Nonchè una solida tradizione musicale.

3 mar 2019

DIECI ALBUM METAL (+ UNO) DA PORTARE SULL'ISOLA DESERTA...


Post numero 1000!

E tanto per aggiungere gloria alla gloria, il nostro millesimo post ricade proprio in occasione del quarto compleanno di Metal Mirror, che vide la luce il 3 marzo 2015.

Novecentonovantanove post dopo, eccoci ancora qua a parlare di metal. Considerato il traguardo raggiunto, potremmo anche concederci pompose auto-celebrazioni, ma invece decidiamo di celebrare ancora una volta lui: il Metal. E lo facciamo con una lista di dieci titoli (più uno) che ci piacerebbe portare sulla famigerata isola deserta.

2 mar 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - HELLHAMMER: "APOCALYPTIC RAIDS" (1984)



Ho sempre avuto il debole per i precursori. In particolare se si parla di Estremo: sono da sempre attratto in maniera morbosa da coloro che hanno saputo precorrere i tempi, aprendo nuove strade, alzando l’asticella di quello che è consentito fare secondo il comune sentire. 

Quanto ad oscurità, il black metal è il genere oscuro per eccellenza, e fra le preferenze di coloro che faranno grande il movimento (Darkthrone in primis) ricorre spesso il nome degli Hellhammer. Un’eredità, quella dell'ensamble elvetico, scaturita da una produzione discografica davvero risicata: tre demo e l’EP “Apocalyptic Raids”, dopo il quale la band, vessata dalle critiche negative, si sarebbe sciolta. 

1 mar 2019

PERCHE' OGGI RIVALUTIAMO ANCHE IL CANE, MA NON I PHLEBOTOMIZED?


Ritornano dopo vent'anni di oblio i Phlebotomized. Questa sì che è una notiziona! Eppure, invece  di stappare la bottiglia del pregiatissimo vino delle grandi occasioni e festeggiare il come back discografico della band-storica-seminale-sfortunata-che-non-ha-mai-raccolto-quanto-meritato, sostanzialmente non ce ne sbatte un cazzo. Per lo più in anni in cui si è portati a rivalutare anche il cane, purché abbia pubblicato un qualsiasi disco più di venti anni fa e poi sia sparito improvvisamente/ingiustamente nel nulla. Come mai?

28 feb 2019

I MIGLIORI ALBUM BREVI DEL METAL


A volte la lunghezza conta” si diceva nell’introduzione alla nostra rassegna sui migliori brani lunghi del metal. Ma a volte no!, potremmo aggiungere oggi, visto che ci confronteremo con i migliori album brevi del metal. Sì, album (non EP!) che, nonostante l’esigua durata, si sono dimostrati non solo ricchi, ricchissimi di contenuti, ma persino seminali e capaci di cambiare il corso della storia della musica pesante. 

In un'era in cui ci ritroviamo letteralmente inondati da pubblicazioni di dimensioni pantagrueliche, riteniamo salutare riscoprire una manciata di album che sanno dire molto in poco tempo. Ma quando un album può essere considerato breve? Presa per buona la regola non detta secondo cui almeno quaranta minuti un album ha da durare, abbiamo deciso di abbassare l’asticella fino a trentacinque minuti di durata, inteso come limite massimo sotto cui muoversi. E pazienza se per rigore metodologico abbiamo dovuto tagliare fuori masterpiece del calibro di “Overkill” dei Motorhead, “Battle Hymns” dei Manowar e British Steel” dei Judas Priest, rispettivamente dalla durata di 35:15, 35:48 e 36:10! 

26 feb 2019

A NIGHT WITH... BLUE OYSTER CULT: LIVE AT EVENTIM APOLLO, LONDON - 22/02/2019


Allora, io lavoro a Hammersmith. E a dieci minuti da dove lavoro c’è l’Eventim Apollo, quello di “No Sleep 'til Hammersmith”, tanto per intenderci. Ogni giorno ci passo davanti ed ogni volta il mio sguardo si volge verso l'insegna del locale su cui campeggia il nome dell’artista di turno. Di nome ne sfilano tanti (ultimo quello di Slash, mercoledì scorso), uno ogni giorno, ma questa volta non potevo tornare a casa voltando le spalle alla scritta Blue Oyster Cult

Cioè: i Blue Oyster Cult - storia della musica - suonano ad un passo da dove lavori, è venerdì sera e non ci vai? Per questo sono qui a presenziare a nome di tutti voi, in rispetto di tutti voi che non potete essere con me. Come avrei potuto non farlo? 

24 feb 2019

VIAGGIO NEL METAL ASIATICO: METAL E PETROLIO III - LA GIUNZIONE ASIATICO-MEDIORIENTALE DEL KUWAIT



Terzo e ultimo capitolo del metal petrolifero: Kuwait. Riallacciandoci al capitolo sull’Iraq, i due Stati litigarono per una diatriba simile a quella di Zio Paperone e Rockerduck in “L’isola tira-e-molla”: uno dei due scova un giacimento sottomarino e compra un terreno su un’isola per trivellare. Allora l’altro compra il pezzo di mare più qualche palmo di terra adiacente, e trivella anche lui. Paperone sposta l’isola iniettando sapone nel sottosuolo e tirando la base con una nave, e così fa in modo che le trivelle del rivale vadano a cadere nel suo terreno. L’altro fa la stessa cosa tirando nella direzione opposta, e così via, finché dai pozzi non uscirà che sapone in bolle.

22 feb 2019

I BRANI PIU' INDISPONENTI DEL METAL - N. 6 "PLEASURE SLAVE" (MANOWAR)



Nel bel mezzo dei problemi adolescenziali (uno: quello sessuale), la cosa che proprio non serve sono degli alibi, tipo “Sai quante donne potremmo avere schioccando le dita, se solo…appunto, se solo schioccando le dita potessimo avere tante donne”. Per cui, mentre uno cerca di capire quale sia il metodo per rimorchiare, che poi è un problema sostanzialmente di ottimizzazione statistica, un brano come "Pleasure Slave" ti cade tra capo e collo come una mazzata. Intendiamoci, non uno sfottò, del tipo noi re del metal siamo qui in mezzo alle donne, e tu lì da solo. Somiglia di più all’amico sfigato che ti racconta come avrebbe trovato il modo di farsela dare, o come fosse quasi sul punto…o come ci fossero due o tre, a quella festa, che gli giravano intorno e gli facevano allusioni, salvo il fatto che poi, stranamente, non ha battuto un chiodo.

20 feb 2019

I MIGLIORI EP DEL METAL - QUEENSRYCHE: S/T (1983)



Power Metal. Una delle definizioni più controverse nel vasto mare delle etichette metalliche.

Per chi, come noi in redazione, è cresciuto musicalmente negli anni novanta, il Power è sempre stato identificato istintivamente con il revival classico di quegli anni, per lo più guidato da band teutoniche (Gamma Ray, Rage, Running Wild, Iron Savior, Primal Fear, Heaven’s Gate, ecc).

Ma, una dozzina di anni prima di questa fase, vi era già stato un altro movimento denominato Power Metal. O meglio USPM, ad indicare la nazione di provenienza. Cioè gli Stati Uniti.

18 feb 2019

I DIECI MIGLIORI RIFF DI CHITARRA DEL METAL


Se nell’anteprima ci siamo dilettati a ripercorrere l’evoluzione del riff di chitarra nella storia del rock, adesso è il momento di fare sul serio. La celebre “Back in Black” degli AC/DC, che abbiamo appena citato nella classifica dei dieci migliori riff di chitarra del rock, costituisce un primo avvicinamento a sonorità veramente dure, ma concettualmente non ancora metal. 

I Motorhead di "Ace of Spades" (tanto per dirne una), gli Accept di "Balls to the Wall", gli Scorpions di “Rock You like a Hurricane” progrediranno nel processo di indurimento dei suoni, rasentando il metal vero e proprio, ma il legame con il rock è sempre evidente, quando invece il nostro compito è quello di analizzare come stilisticamente il metal sia stato in grado di sviluppare in modo autonomo il concetto di riff di chitarra. Andiamo dunque a vedere quelli che sono, secondo noi, i migliori dieci riff del metal

16 feb 2019

I MIGLIORI RIFF DI CHITARRA DEL METAL (anteprima)


Il riff di chitarra si è imposto come una modalità espressiva indispensabile nel rock come nel metal. La magia di quelle tre o quattro note è veramente difficile da spiegare a parole. Quando la sequenza è azzeccata, resistere è impossibile. Fischiettare, cantare, scapocciare, sognare: sembriamo quasi posseduti da quelle tre/quattro dannate note! Da parte del musicista, invece, un riff richiede creatività e capacità di sintesi: non è da tutti scrivere un bel riff che ti si stampi in mente ora e per sempre. Lo si sente, lo si riconosce, non si riesce a spiegarlo. 

Metal Mirror ci proverà per voi, passando in rassegna i migliori dieci riff di chitarra del metal

14 feb 2019

SDOGANAMENTI - I METALLICA SUL PALCO DI SANREMO



Ci sono due cose che all’Italiano Medio non dovete toccare. La Nazionale di calcio e il Festival di Sanremo.

Sin da bambini gli appuntamenti con la Maglia Azzurra e col Palco dell’Ariston, volenti o nolenti, ci vengono instillati assieme alle pappette dello svezzamento. Ed entrano a far parte sia del nostro immaginario personale che della nostra identità nazionale.

12 feb 2019

BEHEMOTH, AT THE GATES, WOLVES IN THE THRONE ROOM: LIVE AT O2 FORUM KENTISH TOWN, LONDON (08/02/2019)


 A Nergal non si può rimproverare nulla, ma davvero nulla. Si dice nei salotti bene del metal estremo che è un pagliaccio, che si è sputtanato con un blackened death metal da alta classifica. Eppure non si può certo affermare che sia l’ultimo arrivato o che si sia aggrappato a questo o quel carrozzone per opportunismo. All’inizio degli anni novanta lui c’era, e se negli stessi anni in Scandinavia si suonava black metal potendosi avvalere di una fiorente scena, compagni di merende e, in certi casi, di sussidi statali, il Nostro si è fatto da solo ed è riuscito ad imporsi nel contesto non facile della Polonia cattolica post-comunista, con ancora incombente l'ombra di un regime che non deve essere stato il massimo quanto ad incoraggiamento alla libera espressione artistica. 

C’era Nergal, e non si è accontentato di un posticino come band di culto nell'underground polacco, ma ha saputo conquistare il mondo, raggiungendo traguardi stilistici per qualcuno opinabili, ma senza dubbio baciati da professionalità e coerenza. Come dunque mancare alla tappa londinese dell’Ecclesia Diabolica Evropa E.V. Tour 2019, con supporter di primario livello quali At The Gates e Wolves in the Throne Room? Insomma, a tutti gli effetti un mini-festival dell’estremo! 

10 feb 2019

UNA SETTIMANA IN COMPAGNIA DI DEVIN - Parte IV


DIECI ALBUM (PIU' UNO) PER CAPIRE DEVIN TOWNSEND - Cap. IV

Ed eccoci finalmente all'ultimo post dedicato al grande Devin!

Dopo aver concluso l'analisi dei dieci album fondamentali per conoscere ogni sfaccettatura della musica del Nostro, eccoci al tanto atteso "più uno". Stiamo ovviamente parlando di...

8 feb 2019

UNA SETTIMANA IN COMPAGNIA DI DEVIN - Parte III


DIECI ALBUM (PIU' UNO) PER CAPIRE DEVIN TOWNSEND - Cap. III


Ed eccoci, col terzo post settimanale, agli ultimi tre gradini del nostro countdown della Rassegna su Devin Townsend.

6 feb 2019

UNA SETTIMANA IN COMPAGNIA DI DEVIN - Parte II



DIECI ALBUM (PIU' UNO) PER CAPIRE DEVIN TOWNSEND - Cap. II

Nel post precedente ci eravamo lasciato alla posizione n.8 della nostra Rassegna.

Proseguiamo quindi con il countdown...

4 feb 2019

UNA SETTIMANA IN COMPAGNIA DI DEVIN - Parte I


DIECI ALBUM (PIU' UNO) PER CAPIRE DEVIN TOWNSEND - Cap. I

Antica Tracia, la terra che diede i natali a Spartaco, il gladiatore-ribelle più famoso della Storia. I Romani la governarono a partire dal I sec. d.C. per quasi mezzo millennio. Numerosissime le testimonianze storiche dell’Impero, tra cui il meraviglioso Anfiteatro di Trimontium, attuale Plovdiv, Bulgaria centrale. In questo suggestivo scenario, negli ultimi anni, molti artisti Metal hanno scelto di ambientare un proprio live, da immortalare, e poi commercializzare, poi su DVD.
Recentemente gli Anathema, con il loro splendido “Universal” del 2013. E nel settembre 2017, per festeggiare i 20 anni dalla nascita del suo percorso solista, anche l’immenso Devin Townsend.