"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

06 mar 2015

LA QUESTIONE ITALIANA: I VISION DIVINE

CONTINUA CON UNA INTERVISTA A OLAF THORSEN, VERO E PROPRIO MASTERMIND DI UNA DELLE MIGLIORI POWERBAND ITALIANE, IL NOSTRO VIAGGIO DENTRO LA PENISOLA IN AMBITO METAL

MM: In Italia la scena metal è sempre stato un movimento underground di ottima fattura, ma poco nota al pubblico . Quali ritieni siano le principali cause di questa difficoltà ad emergere ?
Essere Italiani e' il nostro stesso limite: siamo un Paese dove tutti suonano, ma nessuno vuole ascoltare chi fa musica. Mi pare una conseguenza logica, che alla fine le band si ritrovino a suonare per loro stesse, mentre gli altri preferiscono stare a casa, piuttosto che "fare presenza".

MM: Questa rubrica tratta lo sviluppo dell'heavy power-progressive metal nostrano negli ultimi 20 anni. Quali ritieni siano i gruppi cardine e gli album ideali da inserire in una playlist ?
Ci sono troppe band che hanno lasciato il segno, piacciano o meno ( anche a noi stessi). Ritengo che nel 2014 sia ormai impossibile fare una lista corta.
A titolo puramente di "fan", nominerò solo l'album per me piu importante in assoluto: Parallels, dei Fates Warning.

MM: I contenuti di questo genere sono variegati , ma non troppo ... Mi spiego meglio : si tende a colpire un immaginario storico/fantasy o fantascientifico , ma sono rari i testi con temi contemporanei o psicologici . Perché accade questo a tuo avviso ?
Non saprei, ma posso pensare che sia una questione di "moda". Se tutti parlano di una certa cosa, alla fine i nuovi musicisti, che sono cresciuti ascoltanto quello, tenderanno ad imitare quello con cui sono cresciuti.
Come Vision Divine, in ogni caso, non abbiamo mai fatto nulla del genere, venendo anzi riconosciuti proprio per avere affrontato tematiche assolutamente lontane dagli stereotipi che hai appena citato.

MM: La "forma" di questo genere prevede una grande preparazione strumentale , spesso lunghe suite o ritmi al fulmicotone, ma anche grandi vocalist in estensione. Quali ritieni siano però le peculiarità nostrane in questo quadro generale? Esistono alcuni tratti distintivi musicali dell'heavy power-progressive italiano ?
Credo che in generale la musica sia non solo cambiata, ma che si sia evoluta rispetto a qualche decade fa. E' un discorso puramente logico: aumenta il numero di musicisti, aumenta la competizione, aumenta il numero di brani "gia' scritti" e di conseguenza aumenta il bisogno di cercare qualcosa di nuovo. In tutto questo, ovviamente aumenta anche il livello tecnico dei musicisti, che a livello mondiale in questo momento, a mio avviso sono praticamente al top.

MM: La società e l'ambiente in cui nascono le persone e di conseguenza i gruppi musicali ha sempre una influenza sul nostro modo di essere. Pensi che il tuo modo di fare musica rispecchi il tuo ambiente regionale o il modo di agire e vivere in Italia? Se sì , dove in modo specifico ?
Non saprei dirti, io ho sempre fatto musica per me stesso e non mi sono mai preoccupato di influenze varie. Sicuramente siamo tutti influenzati da quello che ci circonda, ma non e' qualcosa che ho mai avvertito in maniera cosi' marcata.

MM: A volte la critica e la stampa specializzata per dare una mano alla scena nostrana ha elevato a capolavori album che non lo erano . Pensi che ci siano accordi o persone che sponsorizzano i nostri gruppi oltremodo ? Non risulta questo doppiamente nocivo, invece di dare una equa valutazione di un prodotto ?
Ovviamente la sponsorizzazione ad ogni costo e' sempre sbagliata, ma credo anche che spesso si siano fatti danni, piu' che favori. Un esempio su tutti, il voler sempre iniziare una recensione con "la band italiana" o "pur essendo italiani...": queste frasi, spesso ricorrenti, denotano una mentalità già perdente in partenza, dove si considera il fatto di essere italiani come un handicap, un qualcosa dal quale si deve dimostrare di saperci distaccare.
Aggiungo anche che ultimamente mi pare invece stia avvenendo il contrario di quanto hai detto, con webzines anche molto importanti a livello nazionale, che praticano il loro nuovo sport preferito, che io chiamo " Tiro al porco", dove il porco e' la band italiana di turno ( spesso di quelle note e piu' in vista, per ovvii motivi) e dove ormai si tende a voler sempre trovare il pelo nell'uovo su tutto quanto realizzato, nei modi, nella sostanza, nella forma, quando magari un disco e' - per quanto non perfetto- comunque superiore alla media delle uscite internazionali, quelle si, invece, idolatrate a prescindere.

MM: La musica , il cinema , la letteratura , l'arte sono sempre stati un motivo di eccellenza del nostro paese che ha dato i natali ai più grandi artisti di tutti i tempi (Michelangelo , Dante , Verdi ecc). Quali sono i tuoi modelli di ispirazione artistica nei diversi ambiti? Oggi chi pensi si debba sostenere come "umile erede" di questa meravigliosa tradizione italiana nelle diverse arti ?
Come gia' detto sopra, certe cose appartengono all'influenza generale, scaturita dal far parte di un determinato ambiente. E' praticamente impossibile notare certi particolari, in quanto nettamente radicati nel nostro stesso DNA.

MM: La musica in Italia , ma quella metal in generale spesso non riesce a far vivere di sola musica i musicisti . C'è una minoranza che riesce ad andare avanti , ma non si può certo dire che sia un sentiero dorato . Oltre la passione e il talento che cosa spinge a suonare metal in Italia al giorno d'oggi?
Esibizionismo e competizione. La maggior parte dei musicisti di oggi non vive d'arte, ma vive solo per vedersi su in video di Youtube mentre suona il proprio pezzo, o vive per pubblicare le notizie sulla propria pagina-sito, dove 3 date in Romania diventano un World Tour. Quasi nessuna delle nuove leve mi pare faccia musica intesa come "arte" e cioe' musica scaturita da esperienze personali, che vengono impresse su un pentagramma tramite la propria band, ma mi pare che quasi tutti pezzi che ascolto siano solo una meccanica riproduzione di roba gia' sentita ed eseguita al meglio, in modo da poter soddisfare il proprio ego.

MM: Negli ultimi venti anni il modo di comunicare la propria musica e , più in generale , la propria "esistenza" musicale è cambiato radicalmente . I social network, il web , i live (in diminuzione) , download estremo, streaming ecc hanno inciso profondamente . Quali mezzi credi siano i più incisivi e siano il lato positivo del progresso tecnologico ? Quali invece i difetti di questo nuovo metodo ?
Internet ha ammazzato la musica. Punto. Facciamocene una ragione ed accettiamo che i tempi sono cambiati. I ragazzi vogliono musica gratis e si dimenticano di tutto quello che scaricano, spesso ancora prima di averlo ascoltato, a causa della quantita' di roba che tirano giu' tramite programmi tipo Torrent o simili.

MM: Hai mai pensato al tuo pubblico in Italia ? Riesci a tracciare un identikit dei profili dei tuoi ascoltatori più appassionati ? Cosa spinge inoltre uomini, donne, studenti , puri metallari o lavoratori indipendenti a comprare un tuo disco? Non solo la categoria a cui appartengono , ma in che modo analizzano e pensano di impiegare i propri soldi per un tuo album ?
Mi piace pensare ai nostri fans come un grande gruppo di amici, che ci vengono a trovare per passare una serata insieme. Ci piace interagire con loro, ci piace scambiare 4 chiacchere, anche mentre stiamo sul palco e stiamo appunto facendo lo show. Chi ci ha visto dal vivo, sa che abbiamo un rapporto molto stretto con le persone che vengono a vederci.


Scheda sul gruppo :
Nome:VISION DIVINE
Componenti ad oggi: FABIO LIONE (VOCALS) OLAF THORSEN (GUIT) FEDERICO PULERI (GUIT) ALESSIO LUCATTI (KEYS) ANDREA TOWER TORRICINI ( BASS) ALESSANDRO BISSA DRUMS)
Città di nascita del gruppo : MASSA-PISA
Official web site: www.visiondivine.com
Ulteriori recapiti che è possibile avere (mail o tel ecc): lithmusic@visiondivine.com