"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

29 mar 2018

BESTIARIO METAL - CANI: SIMBOLICI, SPIRITUALI, E NUCLEARI



Il cane è per certi versi l'animale meno misterioso. Potenzialmente domestico, ma ogni tanto autore di violenze impreviste. Vittima di malattie (la rabbia) che lo rendono aggressivo, e quindi possono aver generato l'idea che sia un veicolo agibile per il maligno. Vicino e fedele all'uomo al punto da rappresentarne una versione fantozziana, ma anche randagio e sprezzante della vita di gruppo, al punto da ispirare il termine “cinico” (dal greco kuon, cane).

La figura del cane diabolico è diffusa trasversalmente, dalla letteratura al cinema. In particolare, al cinema ricordiamo un B-movie con Richard Crenna, dal titolo “Il cane infernale” (Devil dog - 1978), in cui una setta satanica sceglie al canile un cane lupo da consacrare a Satana, per lasciarlo poi a seminar danni in una tranquilla famiglia americana che lo adotta, ignara del retroscena.

Non ci stupisce quindi di trovare disseminati tra nomi di gruppi e di dischi attributi canini come infernale, nero, diabolico, satanico. Peraltro negli stessi anni in cui il metal cresceva, uscivano appunto film come quello appena citato, o anche "Cujo" (1983), ispirato al romanzo di Stephen King, che vede protagonista un cane pacioccone che diviene improvvisamente sanguinario; o anche "Suspiria" (1977), in cui la strega possiede il cane lupo di un cieco, inducendo a sbranarlo.

Altro aneddoto nero che vede un cane come protagonista è la storia del serial killer David Berkowitz, noto come “il figlio di Sam”. Questo tizio, uno dei tanti reborn Christian alla Mustaine o alla Lawless, uccideva coppiette in intimità a revolverate, e poi mandava biglietti farneticanti alla polizia. Egli sosteneva che a guidarlo in questa missione omicida senza capo né coda era tale Sam, suo padre infernale, nonché vicino di casa, che lui invano aveva tentato di scoraggiare, ma da cui era soggiogato. In particolare, Sam Carr soleva impartirgli ordini di morte tramite il suo cane lupo, che latrava insistentemente finché David non si decideva a uscire ed eseguire le sentenze di morte. Un'attenuante di un certo peso, a cui va detto che i giudici non credettero. Curiosamente però, nelle diverse canzoni dedicate a Berkowitz non c'è neanche un riferimento alla figura del cane.

In ultimo, come non menzionare il fatto che la parola dog è usata come inversione di god, per cui il cane può essere utilizzato per indicare l'anticristo. I più celebri riferimenti a questo uso della parola dog si trovano nei Deicide, che utilizzano in “Behead the prophet – no lord shall live”, quando incitano a vedere attraverso il cane senza volto: il cane che non ha il volto, e quindi sfugge alla prosopopea del messia di turno, simboleggia la verità nuda e cruda, quella della natura, che non ha altro volto se non se stessa. Chi vede attraverso il volto assente del cane quindi vedrà se stesso allo specchio, vedrà la natura senza il filtro degli occhi di un profeta mistificatore. Ancora insistono i Deicide, che per raggiungere la consapevolezza bisogna togliere il volto al sacro cane, cioè togliere il volto a Dio, ovvero il volto umano (Cristo). Spogliando Dio del suo significato umano lo si ricaccia nel “nulla” metafisico, separando quindi fisica e metafisica. In particolare, in questo caso essi identificano lo Spirito Santo con l'anima del Profeta, che lo muove come la mano del burattinaio; il volto del profeta come la parte umana, il figlio, e la volontà espressa come il verbo, cioè Dio. Il cane senza volto è quindi un punto di passaggio tra il falso volto di Dio e il vero volto della natura, e per ribadirlo i Deicide intitolano una raccolta live “Destroy the faceless dog”.

I Morbid Angel chiamano a raccolta il loro esercito di entità arcane in “Abominations”, per celebrare la sconfitta del Dio Cane ("God Dog"), ovvero del Dio capovolto. I Nostri registrano al contrario la parola god, tanto per rendere il tutto più vezzoso. Si tratta comunque, concettualmente, della conferma del capovolgimento di Dio come un passaggio, non un fine ultimo. Anche se poi i Morbid Angel non riescono a descrivere l'alternativa alla visione teistica del mondo, come fanno invece i Deicide; in ogni caso il Dio rovesciato (Satana) è semplicemente uno specchio da infrangere, e non un'entità che va a sostituire Dio.

Ci saranno poi sicuramente esempi anche tra gruppi meno noti, e non pretendiamo che conosciate ad esempio il demo del 2010 dei Goat Vomit, dal titolo L'altare del grande Dio Cane.

La storia di DOG che è GOD rovesciato non la inventano i gruppi metal, sia chiaro. Nella biografia di Jimi Hendrix di Monika Dannemann, ad esempio, c'è la testimonianza dell'ultima ragazza di Hendrix, a proposito del fatto che Jimi si divertisse a scovare significati magici rovesciando le parole. Pare che Jimi ritenesse la parola segno del potere delle cose, per cui per esempio la parola God era cane al contrario, e quindi doveva nascondere qualcosa di malefico. E ancora Devil per esempio era Lived al contrario. E quindi, direte voi? Cosa dobbiamo trarre da questi esempi di parole al contrario? Ne trarrei sostanzialmente, che farsi troppi acidi fa male. A meno che non vogliate trovare un senso nell'esoterismo.

Il significato spirituale del cane è richiamato dai Testament che ricordano gli dei dal volto di cane. Tuttavia i nostri non chiariscono molto le cose: ci sono sacerdoti che invocano un'antica divinità (ma chi?), ci sono stormi di locuste che seminano distruzione (ma che c'entra?), e abbiamo quest'immagine di sangue e miele che colano dalle fauci (continuiamo a non sapere di preciso di chi). Se è Anubi, è un cane per approssimazione, piuttosto uno sciacallo.

Spostandoci a Nord, il cane è rapportato inevitabilmente al lupo, non sappiamo se come versione deteriore, "non radicalizzata" per così dire. I Falckenbach per esempio descrivono un sentimento di sospensione esistenziale, in cui per riprendersi da un dolore, un torto subito o un debito nei confronti della sorte, si dovrebbe compiere un passo spirituale, che porta appunto dal cane al lupo. Più avanti nel testo di “Time between dog and wolf” si capisce ancora meglio che questo debito della sorte è la vita, che ci ha creato cani ma ci chiede di trasformarci in lupi, quindi un guizzo di volontà di potenza e indipendenza. Non più, come i cani, appoggiati a un padrone e a un focolare, ma soli nel ghiaccio delle foreste.

A chiunque io debba la vita, adesso è tempo di ripagare; eppure tutto ciò che ho da offrire è questa malandata carcassa umana / Ho dato più di ciò che avevo eppure ho un istinto a dare ancora di più, e allora pronuncio questo giuramento a me stesso, e lo pronuncio con un ruggito”. 

Ma il ruggito non funziona, perché non siamo nella savana, se mai un ululato. Per questo forse l'uomo rimane intrappolato, dopo aver lasciato le sue sicurezze, ma senza ancora aver trovato il suo destino “intrappolato in questo tempo tra il cane e il lupo”.

L'idea del cane come simbolo di uno stadio spirituale ancora acerbo troverebbe conferma anche nella simbologia alchemica. L'immagine del cane divorato dal lupo rappresenta per gli alchimisti la purificazione dell'oro tramite l'antimonio. Il senso dell'immagine sarebbe che il cane (il saggio ancora non completamente illuminato) si purifica tramite la sua componente istintuale, auto-divorandosi. L'istinto primordiale divora l'anima corrotta e pavida del cane, per prepararsi allo stadio finale della purificazione. Tutti giri di parole che non vogliono dire niente, come la totalità dell'esoterismo, che è al limite fonte inesauribile di immagini affascinanti.

Sono forse una metafora alchemica i Cani famelici dalle zanne d'oro degli Edensands? A quale mistero fa riferimento “7 dogs” degli Insidead? A cosa esattamente alludono i Retortion Terror con Cani arcani (gioco di parole che purtroppo loro stessi non si possono gustare in inglese, "Arcane Dogs"). Ci si spinge sull'orlo del neologismo attributivo, alla Immortal per intenderci, ad esempio nel caso dei “L'arrivo dei cani funebri ("Funeral dogs") dei Kheter-Nether, ma anche dei famosi Cani neri del dolore spettrale degli Emit, o dei notori Cani della luna piena (Asomvel), che usurpano la prerogativa dei lupi.

Il cane, sempre in senso deteriore, è identificato anche con un modello di uomo ricco e distruttivo, che nutre le sue sicurezze rubando il boccone al terzo mondo. In “The power of the dog” i Criminale scelgono questa immagine per indicare l'unione dell'avidità con la viltà: il cane globale che tutti corrompe e tutti spoglia. Su questo significano si allinea anche l'immagine dei “Cani di Gomorra”. Non abbiamo invece notizia di cani di Sodoma, ma pensiamo che rientrino indirettamente nella categoria dei cani satanici.

Una sottile vena ostile nei confronti di questo simpatico animale serpeggia nei titoli metal. Anche se non con l'accanimento osservato nei confronti della capra, ce n'è anche per i cani. Non si evita di intitolare canzoni a cani definiti come rabbiosi, obbrobriosi, sordidi, portatori di peste, fino a offese più fantasiose come cagne puttane vittoriane, o cani patetici (!) in un demo dei Backlash

I cani hanno comunque la loro riscossa nei titoli che li vogliono “dotati di armi nucleari” o tronfiamente “necrofili”. Il cane non sfugge alle temibili ma in fondo innocue fantasie del brutal-death e grind-core. Citiamo (non a memoria, ma andando a spulciare volutamente gli archivi) i Cephalic Murge che semplicemente indicano dei “cani infettati dalla sars” (mica l'ho offesi, è un dato autoptico), poi i Rectal Cumshot che titolano “liquidi corporali di cani rabbiosi”, e i Wet Nightmare che osano ancora di più: Vorrei che i cani portassero gli assorbenti per fartene mangiare uno.

Ma ora basta ridere, e chiudiamo con una storia triste, narrataci dai Drifter. Si tratta di un'allegoria del mondo post-atomico, che dovrebbe ancora una volta ricordarci il pericolo dell'olocausto nucleare. “Puoi cercare di salvarti dalla palla di fuoco, mentre la morte piove dal cielo, le città avvolte in un mortifero sudario, e la terra schiacciata da una nuvola a forma di fungo / come puoi vivere ora creatura mostruosa, un tempo tu che dominavi l'uranio, che vita è ora in questa pozza nucleare, sei solo una carcassa mutata, un cane pieno di stronzio” ("Strontium dog").

A cura del Dottore