I
MIGLIORI DIECI ALBUM NON-METAL FATTI DA BAND/ARTISTI METAL
3° CLASSIFICATO: “A DEEPER KIND OF SLUMBER”
Giugno
1997: usciva “One Second” dei Paradise Lost.
Con questo album la band inglese imprimeva un’altra drastica svolta
alla propria carriera: abbandonato da tempo il death-doom che aveva
caratterizzato le origini, e lasciato alle spalle anche il pregevole
gothic-metal di capolavori come “Icon” e “Draconian Times”,
il Paradiso Perduto decise di approdare ai lidi della
dark-wave ottantiana e del pop oscuro dei Depeche Mode. Il passaggio non fu da poco, dato che
i Paradise Lost iniziarono a suonare improvvisamente diversi, più
moderni, più paraculi: le eleganti e stratificate costruzioni sonore
del recente passato lasciavano spazio a riff semplici e
diretti, mischiati ad arrangiamenti di tastiere, pianoforte e pattern
elettronici, con la voce oramai pulitissima di Nick Holmes a far
loro da contorno.
Il
cambio di rotta fu traumatico, ma nessuno si sconvolse. O meglio: io
non mi sconvolsi. Come mai? Perché circa un mese prima era uscito,
nel medesimo ambito, un album ancora più sconvolgente e portatore di
drastici cambiamenti nel Mondo Metal. Maggio 1997:
usciva “A Deeper Kind of Slumber” degli svedesi Tiamat.