Pensavate di scamparvela a questo giro, vero?!?
E invece no: eccomi qui, ad
ammorbarvi con l’ennesimo post su un DVD di Mr. Lucassen!
Puntuale, a cadenza biennale, che manco la mostra di Venezia, torna infatti Arjen con una nuova, super, mega-produzione targata Ayreon.
Come probabilmente già saprete, ad ogni anno dispari, rigorosamente a settembre, la ridente Tilburg si trasforma in Ayreonlandia per una settimana e viene presa d’assalto dalla composta, educata ed appassionata community degli ayreonauti, provenienti ormai da tutti e 5 i continenti del globo.
A proposito: se i 68 paesi di
provenienza degli astanti, giunto allo “013” per lo show “Into the Electric
Castle (and other stories)” nel 2019, vi erano parsi un’enormità, ebbene sappiate che lo
scorso settembre si sono riversati nella ridente città del Brabante persone da
71-dicosettantuno Paesi differenti (tra cui 214 italiani)! Un record pazzesco…
A questo giro A.A.L. non celebra la
ricorrenza di un singolo album, bensì la sua intera carriera che, nel 2025, ha
raggiunto l’invidiabile soglia dei 30 anni visto che il debut-capolavoro, “The
Final Experiment” è datato proprio 1995.
Come ammetterà lo stesso
mastermind, in un lungo e toccante discorso di oltre un quarto d’ora (inserito
interamente nel DVD), ormai lui non fa quasi una beata mazza, lasciando che il lavoro
di produzione, al netto di oltre 100 professionisti coinvolti, rimanga nelle
mani del suo delfino/badante Joost van den Broeck. Il tastierista classe ’82 è
l’effettiva mente dietro agli show ayreoniani, coadiuvato dalla compagna di
Arjen, Lori Linstruth (fondamentale nella realizzazione della scenografia).
Come detto, questo nuovo show
mixa nella setlist tre decadi di musica lucassiana. Anzi, per essere precisi,
di più perché, oltre a delle chicce tratta dai side-project Guilt Machine
(“Green and Cream”) e Star One (“The Year of ‘41”), si rispolvera
addirittura un’ottima “Days of the Knight” dalla primissima band di inizio anni
novanta, gli Anthony, sotto il cui monicker il Nostro pubblicò nel 1993
l’album “Pools of Sorrow, Waves of Joy”.
Per il resto, poche sorprese: ci
sono i consueti, fidi strumentisti di viaggio, guidati dal buon Joost, più
affiatati e coesi che mai; oltre all’Ayreon International Football Team, come ebbi modo di
chiamare l’ensemble di vocalist che rispondono sempre “presente” alla chiamata dello Spilungone di Hilversum. Qui troviamo ben 11 vocalist (6 maschietti e 5 femminucce)
che prestano la loro ugola per interpretare la musica ayreoniana. Se il bel
tenebroso singer croato Dino Jelusick (Tran-Siberian Orchestra) ruba la scena,
segnaliamo anche la prestazione dell’ottimo Jermain van der Bogt (in arte
Wudstick), singer dei djent/prog-metaller For All We Know; mentre i giganti Tommy
Karevik e Damian Wilson (ormai presenze costanti in queste occasioni) non
tradiscono, come sempre.
Tra le female vocals, è sempre
bello passare in rassegna, a seconda di quanto richiedano i brani, stili
differenti, dalla delicata soavità della britannica Heather Findlay alla graffiante ugola
di Maggy Luyten, supportate dalle backing vocals, ma mai come in questa
occasione così piacevolmente ingombranti, delle semprepresenti Marcela Bovio e
Irenona Jansen.
Poi vabbeh, che lo scrivo a fare?, quando entra in scena la Divina il tempo si ferma, il resto sparisce e possiamo anche morire felici…
L'anfitrione, come detto, si limita a un paio di comparsate alla voce (non proprio al massimo della forma...) e per fare gli onori di casa con il succitato speech. Dall'alto dei suoi 203 cm, vestito con un terrificante completo rosso fuoco, e i capelli ormai spenti e sfibrati, il Nostro pare uno spaventapasseri venuto da una dimensione parallela. Ma la sua voce dolce, educata e che pare sempre imbarazzata, il contenuto umile delle sue parole, ci ricorda il perchè lo amiamo così tanto...
Infine, un paio di note di merito. La prima per i coloratissimi videowall, particolarmente suggestivi, a fronte di una scenografia “materiale” grande-il-giusto, senza pacchianerie. La Linstruth, poi, ha spinto per avere pure i raggi laser che, sparati al momento giusto, hanno dato quel tocco spaziale in più quando la situazione lo esigeva. Un plus importante che avevamo già visto nel precedente show del 2023 (da cui è stato tratto lo splendido DVD “Live Beneath the Waves” rilasciato nel 2024).
E la seconda per il contenuto
extra, di circa 22 minuti, sulle fan reactions: veloci interviste sulle
impressioni, emozioni, ragionamenti sull’evento in sé e sulla musica ayreoniana
in generale. Ebbene, non mi vergogno ad ammettere che mi sono commosso
nell’ascoltare quel costaricano che ha portato tutta la famiglia allo show, o quell’argentino
che dichiara di aver risparmiato per due anni per essere lì presente. O,
infine, un ragazzo brasiliano che racconta di come lui, grande fan dei Dream
Theater, ha conosciuto gli Ayreon seguendo l’esperienza di LaBrie su “The Human Equation” e di come quell’ascolto lo abbia trasformato per sempre. E, mentre ne
parlava, aveva le lacrime agli occhi…questo video dimostra plasticamente, se
mai ce ne fosse ancora bisogno, di quanto sia speciale il progetto Ayreon e di come, una volta entrativi in contatto, sia emotivamente trasformante.
In definitiva, una release da non
perdere per tutti gli ayreonauti di lungo corso, come il sottoscritto. Per i
neofiti, consigliamo invece il recupero di “Ayreon Universe”, altra sorta di
best of che, a mio modo di vedere, rimane insuperato.
Ed ora non rimane che attendere l’annuncio dei prossimi show a Tilburg, immaginiamo nel settembre ’27. In questo senso, Arjen non è particolarmente fantasioso...
A cura di Morningrise
