"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

07 mag 2015

LA QUESTIONE ITALIANA: FREDDY DELIRIO

OSPITE PRESTIGIOSO DEL NOSTRO DIBATTITO UN MUSICISTA CHE HA VISSUTO UN PERCORSO DALLA MUSICA CLASSICA AL METAL: FREDDY DELIRIO.
SENTIAMO COSA NE PENSA DELLA SCENA TRICOLORE ATTRAVERSO LA NOSTRA INTERVISTA

MM: In Italia sei uno dei musicisti più interessanti, ma chiediamo "un riassunto delle puntate precedenti" ovvero una tua storia.  
Ho iniziato a suonare da giovanissimo studiando musica classica, dedicandomi al canto e al pianoforte, innamorato di Mozart e del nostro Verdi. Durante il periodo adolescenziale fui letteralmente travolto dal Rock. Mi addentrai nel mondo delle sonorità hard rock e prog anni 70 e scoprii molte bands fondamentali di quegli anni e del decennio successivo che hanno fatto la storia di questo genere. Decisi di dare origine ad un progetto, i Mania-C con i quali ho realizzato alcuni dischi e ho fatto diversi tour approdando nel giro di poco tempo ai canali ufficiali televisivi (RAI 1) e radiofonici nazionali. Dopo la quinquennale avventura con questa band, mi dedicai al mio progetto solista "Journey" che ha visto la ristampa per il ventennale, con l'aggiunta di nuovi brani inediti, prodotta da Black Widow Records nel 2012. Sempre a inizio anni novanta in occasione di un concerto di successo a Milano fui notato dallo storico bassista dei Death SS Andy Barrington che mi invitò a fare subito una prova con il gruppo. L'incontro in sala prove con Steve (uno dei miei indiscussi idoli di sempre), dopo i primi brani eseguiti, ebbe un riscontro positivo e il leader ufficializzò la mia presenza nella band come primo tastierista ufficiale nel ruolo di fantasma dell'opera. Nel solito momento diedi vita al progetto H.A.R.E.M. con i quali ho poi realizzato molti dischi e tour per oltre venti anni. In quel periodo mi dedicai anche agli studi universitari in Filosofia e cominciai il mio lavoro di produttore artistico investendo sulla realizzazione del mio FP Recording Studio. Dovetti, per motivi organizzativi e limiti di tempo a disposizione, sospendere temporaneamente, alcune collaborazioni musicali. Negli anni 2000 fui richiamato da Steve nei Death SS, e ormai da persona adulta e con la vita pianificata, accettai di buon grado, di rientrare nella band in modo definitivo. In questi anni con Steve abbiamo realizzato tantissimi dischi a partire da "Resurrection", "W.O.G.U.E.", colonne sonore per film horror, i vari EP singoli "The Darkest night", "Dionysus", "Eaters" ecc. (tutti prodotti da SELF) alcuni dei quali hanno raggiunto la vetta della classifica in Italia e sono stati album di successo all'estero. In occasione dei numerosi concerti che ci hanno visto headliner nei vari festival internazionali, come nel caso dello Sweden Rock Festival 2014 accanto a nomi del calibro di Black Sabbath con Ozzy, Alice Cooper, Billy Idol ecc, ho incontrato tantissimi fans con in mano la propria copia di "Resurrection" da autografare e sentire il boato del pubblico che riconosce da subito i nuovi brani appena parte il primo riff, regala ogni volta la soddisfazione assoluta. Tutti questi progetti mi hanno coinvolto oltre che da compositore e musicista, anche da produttore artistico e sound engineer presso il mio studio e posso dire di aver dato davvero la vita per la loro realizzazione. Gli H.A.R.E.M. nel mentre sono sempre andati avanti collezionando un disco dietro l'altro come "Shake me", "Kings of the night", prodotti da Self, "Indie-pendence day" prodotto da una casa discografica americana, e nel mentre sto lavorando alla fase finale del nuovo disco dal titolo "Enjoy the Show" (SELF).

MM: A volte si accusa il genere metal di evolversi poco, ma chi prova a farlo è spesso visto come traditore. Quale pensi sia la soluzione giusta o il corretto approccio da seguire?
Non ho mai creduto alle etichette e alle mode, credo solo alla buona musica. Chi nella vita ha osato, sapendo farlo, ha creato e tracciato nuovi sentieri o addirittura nuove strade e questo riguarda l'esistenza in ogni singola azione e di conseguenza anche l'ambito musicale come espressione artistica. Se mancano le idee o la capacità di creare allora non è un problema di genere, ma individuale. Credo che "chiudersi" nel ripetere cliché già fatti rappresenti un atteggiamento poco evolutivo in generale come anche l'osare senza gusto, tanto per essere "originali", intendiamoci. Ripeto, credo che esistano individui e musicisti in grado di fare la differenza proprio a partire dalla voglia di evolversi come compositori giocando con il gusto senza preoccuparsi troppo di adeguarsi al trend del momento o di un periodo che fu. 

MM: In Italia il fenomeno metal resta un mondo underground o poco conosciuto, perché secondo te? Quante colpe esterne o interne al fenomeno stesso? 
Interne moltissime. Ti dico, ho avuto l'occasione di conoscere personalmente e di collaborare con molte rockstar di fama internazionale e ho sempre trovato molta umiltà e disponibilità. Non posso dire lo stesso di piccoli gruppi nostrani sconosciuti dove molte volte ho visto invece un atteggiamento viziato e puerile tanto da chiedermi se molti non suonino per ribellarsi alle proprie frustrazioni personali o se veramente amino quello che stanno facendo. Perché vedi, credo che ogni azione che si partorisce deve avere una direzione positiva, seguendo giusti percorsi ben tracciati e creando sempre un'alternativa a quello che non ci piace. Giocare a negare e a fare gli anticonvenzionali, tanto per farlo, lascia il tempo che trova. Una piaga ulteriore, da non sottovalutare è rappresentata da quei gruppi che pagano per suonare. Pagano per i festival, pagano per andare in tour con bands più grosse. Ma stiamo scherzando?! Questo svendersi ha fatto crollare l'immagine del nostro paese che già non era certo aiutato da una scena discografica solida. In Italia infatti abbiamo anche questo problema, la gestione di quasi tutte le case discografiche major che hanno snobbato negli anni il genere rock/metal favorendo veri e propri obbrobri musicali commerciali di basso livello per poi ritrovarsi in bancarotta a piangere. Per fortuna esistono alcune etichette che negli anni hanno osato (e hanno saputo farlo) credendo nel genere rock e ho avuto la possibilità di collaborare con persone di grande valore umano e dalla grande originalità.

MM: Questa rubrica tratta l'evoluzione del metal italiano negli ultimi trent'anni, riesci a stilare una playlist dei dischi nostrani più importanti?
Ho nutrito molta stima per alcune bands italiane, che hanno fatto davvero un grande salto di qualità negli anni imponendosi nel mercato internazionale. A livello di songwriting e produzione, riguardo alle altre, non sono mai restato impressionato se non da alcuni episodi. Manca nel nostro paese molta umiltà e voglia di creare qualcosa di organico e maturo che sia veramente competitivo. Quindi tolte alcune bands valide che si contano nelle dita di una mano, non sarei in grado di stilare una vera e propria classifica.

MM: Quanto pensi che la città o il paese dove vivi influenzi la tua musica e i testi? C'è qualche peculiarità geografica che determina le tue composizioni?
Si e no. Sicuramente vivere serenamente la propria esistenza porta a comporre in modo più neutrale dando il giusto peso alle note e alle atmosfere che si vogliono creare. Vivere invece in modo più problematico, e questo non dipende solo dal luogo ma molto dalla situazione individuale, può portare a fare musica come reazione di un disagio e quello che verrà sarà condizionato da una negatività di base e dunque artisticamente compromesso. Certo che vivere in un ambiente esteticamente bello, immersi nella Natura anziché nel caos, favorisce la giusta predisposizione verso l'attualizzazione di un'idea.

MM: Quanto hanno influito i nuovi modi digitali di comunicare e il marketing via web nella musica? 
Come spesso accade, tutte le novità, inizialmente vengono usate in modo improprio poi, pian piano si prende coscienza di quello che si ha tra le mani. Non è il mezzo che fa la persona bensì il motivo e l'armonia dell'azione. Riguardo all'ambito della comunicazione, dare in mano i social network a persone diverse fa spesso venire alla luce in modo rapido le personalità (neanche troppo apparentemente) di ogni singolo individuo nel bene e nel male. Sono mezzi comodissimi e utili solo per chi vuole lavorare e interfacciarsi in modo serio con determinati individui. Per quanto riguarda il lato del marketing direi che nel periodo digitale il disastro creato proprio dagli utenti/musicisti, che poi sono sempre i primi a lamentarsi che le cose non vanno, imbottendo i propri hard disk di intere discografie (spesso giusto per il gusto di farlo), è stato un fenomeno di autentica pirateria informatica davvero raccapricciante. La scena musicale in generale ha subito per un periodo un vero e proprio arresto. Vendite bassissime, e di conseguenza pochissimi investimenti. Con il tempo la struttura del download legalizzato è stata ottimizzata e anche se in Italia il "barcone" va sempre a rilento, in America e in nord Europa il download regolare, è ormai realtà concreta. Con il tempo ci arriverà anche il nostro paese.

MM: Quali opere della letteratura, cinema o teatro hanno determinato la tua crescita? Si riflettono queste influenze nella musica o nei testi?
Molti saggi dove menti sublimi hanno osato e toccato livelli metafisici mi hanno da sempre affascinato e ho deciso di addentrarmici nello studio a livello universitario sin da giovane. Tra questi molte opere di Platone tra cui "Fedro", "Repubblica" a cui aggiungo "Ecce Homo" e altri scritti di Nietzsche. Mi sono laureato con una tesi filosofico-musicale su Kierkegaard che ha unito musica, genio (Mozart, uno straordinario innovatore assoluto) e filosofia esistenzialista che si miscelano nell'Opera teatrale del Don Giovanni. Ogni libro letto è stata un'esperienza, un viaggio. Mi piace mettermi in discussione e tendere in avanti sempre in modo dinamico in ogni azione della mia vita cercando di migliorare sempre me stesso in armonico rapporto con la Natura. Di conseguenza tutto questo si riflette nelle mie canzoni, nelle atmosfere e nei testi che creo. Non mi metto certo a fare l'accademico e il prolisso nei testi ma adoro inserire "tra le righe" molti concetti a me cari.

MM: La dimensione live è un punto cardine della carriera, ma quali emozioni provi a salire sul palco. Hai tre aneddoti che ti sono rimasti nella memoria e che ci vuoi raccontare?
Dopo venticinque anni di concerti, ne avrei tante di cose da raccontare, più serie, più pazze. A tal proposito potrei raccontarti molti aneddoti che mi sono rimasti nella mente. I complimenti di Bobby degli Overkill a fine concerto, che avrebbe voluto dividere il palco con noi altre volte dicendomi che è così che fa il vero Rock e altri più comici dove serate folli nel dopo concerto ci hanno fatto ritrovare in situazioni al limite del piano sensibile sia con gli H.A.R.E.M. che con i Death SS. Riguardo a questi ultimi, ne avrei davvero tanti di aneddoti da raccontare, uno che ricordo sempre volentieri è quando durante uno show una flash bomb causò un mini incendio e si bruciò una cassa audio del locale e il proprietario ci prese in "ostaggio" tutti gli strumenti. Riferita la cosa a Steve, ci pensò lui ad entrare negli uffici con fare sinistro, determinato e elegantemente silenzioso. Un istante dopo, non so mai cosa si siano detti ammesso che si siano detti qualcosa, vidi il tipo scioccato con il viso pallido e ci rese subito tutta la strumentazione. Un'altra situazione che ricordo volentieri è quando ci fermarono, in un'area di ristoro, dei poliziotti che trovarono bare (ecc.) nel pulmino e del sangue (finto) fuori in terra. Iniziarono a fare domande con atteggiamento minaccioso poi uno di loro ci riconobbe ed era un nostro fan, la situazione finì davvero in modo horror comico! Di recente durante un volo aereo, il mezzo fa una virata a 180 gradi e mentre stiamo dormendo, ci comunicano la rottura di uno dei motori. Mentre ognuno reagisce a modo suo, mi lancio in una specie di festino a Jack e Champagne per ritirare su il mal comune e per fortuna tutto va poi liscio. I miei pensieri vanno subito a mio figlio, ai miei cari e alla donna che amo. In quei momenti tutto si illumina e ti rendi conto che devi assaporare ogni istante anche fosse l'ultimo. Insomma di tutto di più! L'importante è fare ROCK e farlo bene senza nuocere a nessuno se non a se stessi! ahahahah

MM: Chiudiamo con una richiesta di anticipazione dei tuoi progetti futuri, cosa bolle in pentola? Qualche piccola anticipazione ?
Dopo tutti i dischi con i Death SS degli ultimi anni è arrivato il momento dei festeggiamenti in casa H.A.R.E.M., ventennale con mega raccolta e anticipo di due brani inediti uscita a fine 2014 e a breve ci sarà la pubblicazione del mastodontico "Enjoy the show", nuovo disco con ben 16 brani e dal sapore di concept, molto articolato e con ospiti di eccezione del calibro dello stesso Steve e del chitarrista degli Whitesnake (Alice Cooper, Bob Dylan, Winger, ecc.) Reb Beach! Intanto saremo a presentare parte dei nuovi brani alla Fiera Internazionale della Musica con un concerto il 16 Maggio a Genova! 
Ti ringrazio di cuore per la bella chiacchierata e per le domande che mi sono apparse da subito molto interessanti!