"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

10 apr 2016

XXV ANNIVERSARIO DEL DEATH: SUFFOCATION "EFFIGY OF THE FORGOTTEN"

CLASSIFICA DEI DIECI MIGLIORI ALBUM DEATH METAL USCITI NEL 1991
INTERMEZZO: "EFFIGY OF THE FORGOTTEN" (SUFFOCATION) 

Sospendiamo la nostra classifica per un attimo e concediamoci una "boccata d'aria" con i ...Suffocation!

I Suffocation... intanto una riflessione. In un periodo di rinnovato interesse per il death-metal, a distanza di dieci anni dall'anno mirabile 1991, mi posi una domanda: se, come era ed è mia tesi, il death-metal a cavallo di quegli anni toccò il suo apice per poi attraversare un'involuzione, come era possibile che vi fosse ancora un fiorente sottobosco di quei progetti? Ad un certo punto si moltiplicarono i progetti, è vero, ma con il meccanismo del Circo di Amedeo Orfei. Quel circo, costola povera dei circhi Orfei degli anni '80, proponeva numeri risicati in quantità e allestimento, ma ad un certo punto il pubblico cominciò a mormorare sotto il tendone, perché era fin troppo evidente che i vari artisti bulgari, croati, brasiliani etc. erano sempre gli stessi che cambiavano camuffamento...



Questo per dire che va bene parlare dei singoli, ma in realtà il via-vai di membri tra gruppi diversi, o la moltiplicazione di progetti di un singolo membro, è divenuta una dimensione artistica. L'artista death, non pago di grugnire o tritare riff pezzo dopo pezzo in album fin troppo simili tra loro, deve completarsi ed evolversi nel contesto di altri progetti musicali: in questi può grugnire o tritare riff pezzo dopo pezzo in album simili tra di loro e spesso per giunta simili a quelli del primo progetto.

Il vantaggio è che in questa rete di realtà si può entrare da una porta qualsiasi. Che siano pure i Suffocation, per poi esplorare le band collegate, in questo caso Hate Eternal, Malevolent Creation, Asphyx etc.

Insomma parlavamo dei Suffocation, che sono tra gli inziatori di un sottogenere relativamente nuovo: il brutal death. Trattasi di una variante più “claustrofobica” (uno degli aggettivi preferiti dei recensori metal dell'ultimo ventennio) del death, dai ritmi sostenuti, contemporaneamente accelerati ma rallentati, simili al movimento pachidermico di un cingolato, che è veloce ma allo stesso tempo zavorrato dal proprio stesso peso. A differenza dei generi contigui, come il grind o il death-core, la tecnica è recuperata come nel tardo thrash. La voce è un secondo basso. Ad un certo punto si raggiunge anche la massa critica per distinguere due sotto-sotto-generi, il technical brutal, che privilegia le contorsioni ritmiche, e lo slam-brutal, minimale e con un cantato oltre l'inintellegibilità, semplicemente suono gutturale indifferenziato. Il technical brutal si limita a conservare il classico growl, magari più corposo.

Tutto questo che stiamo scrivendo, se si va indietro nel tempo, è sempre meno vero, nel senso che i confini di generi nascenti sono molto meno chiari e netti di quanto non sembri in ricostruzioni storiche a posteriori. "Effigy of the Forgotten" ricorda lo stile di Deicide (nel growl) e Morbid Angel (nei ritmi stop-and-go e nei rallentamenti intercalati e in alcuni assolo a loro volta slayeriani di derivazione), più di quanto non possano oggi ricordare gli ormai classici (ma allora meno) Cannibal Corpse. Quanto ai testi, si respira un nichilismo che manca, va detto, di una dimensione di riscossa umana e che si risolve nella critica anti-religiosa (comunque apprezzabile, dalle parti dei Deicide). Si passa da testi in cui ci si indigna per il mondo che distrugge se stesso (retaggio thrash), a quelli in cui si celebra un principio di distruzione gratuita e universale, passando da quelli più segnatamente gore o metafisici, che sono i nostri preferiti.

La teoria del cadavere dei Suffocation ci propone una visione della Vita come condanna. E quindi una conseguente visione della Morte con relative decomposizioni, come un illusorio passaggio ad una dimensione che in realtà non sarà mai compiuta. Se è vero che la morte è certa, è anche vero che fino ad ora lo è anche il proseguire della vita in altri corpi. La terra sepolcrale “non fertile” in cui giacciono i cadaveri dei Suffocation sono consumati da vermi speciali. L'immancabile profanatore di tombe che riesuma uno di questi sacchi di pus si trova soffocato da un getto della nauseabonda poltiglia che gli si caccia in gola e lo costringe a rendere il saluto vomitando a sua volta. “La sostanza zampilla e si spinge a forza giù per la gola, per farti rigurgitare la vita” ("Infecting the Crypts"). Ecco: semmai i Cannibal Corpse vengono fuori da qui, perché Decide e Morbid Angel non trattavano argomenti simili, essendo più inclini al fantastico o al teologico.

Curiosa invece, in senso teologico, l'idea della morte che non si compie mai. "Re-cremation" ipotizza una cremazione “di sicurezza”, perché i morti in realtà non sono morti, visto che “dal momento della tua morte il tuo cervello è preso d'assedio”. E così è necessario una nuova morte che rimescoli le carte da capo, il che è un po' il solito concetto del giudizio universale che riporta in vita le anime per giudicarle. Ma per i Suffocation non finisce qui. C'è chi si salva anche dalla seconda cremazione ed allora se ne becca una terza. Sono i credenti che non muoiono perché, sognando la resurrezione, con la loro fede probabilmente restano sospesi in un'attesa che fa ingolfare il ciclo della morte. Sono coriacei e in “Jesus Wept” vengono esplicitamente rimproverati: “Guardate il mondo dei mortali dal vostro crogiolo di dolore, in lacrime perché sapete che questa fine non arriverà mai, la ri-cremazione non è servita con voi, siete tornati per affliggere gli altri”.

Per cui gli uomini muoiono una volta, ma le loro anime restano sospese e vanno ri-cremate in un secondo passaggio. I credenti di ogni specie vanno cremati a ripetizione perché rimangono sospesi nel tempo metafisico. Gesù risorto è il seme di questa stortura, che è tornato per affliggere gli uomini e ha prodotto questo ingolfamento d'anime che non solo non riescono a morire completamente (credenza comune a tutto lo spiritismo arcaico), ma non vogliono addirittura morire (deviazione mentale dei monoteismi).

Il credente è dunque per i Suffocation un individuo talmente (e ipocritamente) convinto di essere immortale e di meritare il Paradiso Eterno, da affannarsi come non mai per essere ricordato, effigiato, finendo così per ossessionare con la sua immagine di uomo morente le generazioni future. I Suffocation lo indicano, in segno di scherno, come “l'immagine di colui che è stato dimenticato”. L'immagine del mondo, dimenticato da un Dio che non c'è e che non accoglierà nessuno dopo la morte. E i suoi discepoli, "spacciatori di vita", inquinano il fluido cosmico con semi di irrisoluzione metafisica, cosicché la morte vomita indietro la vita (come nel brano "Infecting the Crypts"), finché finalmente il ciclo non si chiude. Quella terra sterile, in cui i cadaveri sepolti non morivano, ma sputavano fuori pus vitale, altro non è che la terra della fede.


A cura del Dottore

(vedi il resto della classifica)