"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

03 mag 2016

BACCO, TABACCO E... CATHEDRAL




Avete mai provato a tornare a casa ubriachi ed ascoltare i Cathedral? È sempre una esperienza formativa, perché viene voglia di avere Lee Dorrian come coinquilino e chiedergli di urlare uno dei suoi: "Uh yeah" al vicino addormentato.

Considerando infatti il coma farmacologico dei vecchietti Sabbath, non resta che appigliarsi alla scossa elettrica che sanno (o sapevano) dare i ragazzi di Coventry. Vorrei diventare uno dei Cathedral, soprattutto in vecchiaia sarebbe bello seguire il loro tour tappa dopo tappa e, senza perdere quel sorriso pieno di rughe, saltare con i loro ritmi elettrici ed esaltarsi con i passaggi progressivi che il doom sa ancora trasmettere.

Ormai non c'è più tempo, il gruppo si è sciolto e sono finiti i nostri pomeriggi liberi in cui dedicarsi ad ascoltare "Forest of Equilibrium", ma sono al contempo terminate le serate in cui c'è la forza di pogare in mezzo a cento persone con i pantaloni a zampa di elefante o apprezzare le luci viola dei loro live. Restano ormai fugaci momenti in cui si fa l'occhiolino a streghe inesistenti, ricordiamo tempi che furono e ci divertiamo con l'oscurità elettrica dei loro album.

Ieri pomeriggio ad esempio sono uscito con i Cathedral nelle cuffie e dirigendomi al supermercato ho visto strane creature con le ali che spuntavano dalla frutta e, trovandomi nei corridoi più tristi che contengono riso e purè che nessuno compra, ho iniziato a cantare da solo e a muovermi come Lee Dorrian. Una vecchietta mi ha scoperto e ha sgranato gli occhi, le ho urlato in faccia: "My name is Hopkins, I'm the witchfinder general". È scappata, facendo cadere i succhi all'albicocca.

In serata ho messo invece "The Garden of Unearthly Delight" e ho salutato me stesso di qualche anno fa, la stessa persona che voleva vivere con loro nel backstage. Mi chiedo in rapida successione: l'eredità dei Sabbath è perduta? Ci sono momenti in cui Lee Dorrian supera Ozzy? No, però quel feeling complessivo dei Cathedral è un sound che fa sempre piacere ascoltare in nome dell'elettricità, degli anni Settanta e delle canne in un mondo immaginario dipinto da Bosch.
Hieronymus Bosch è un pittore olandese che associo per il nome di battesimo ai Mayhem, ma soprattutto ai Cathedral per l'arte figurativa. Salto così dentro le copertine come un grillo nel paese delle meraviglie, mi perdo tra bestie immaginarie, demoni, folletti, mostriciattoli deformi e colorati, forse sono solo in preda a strani funghi allucinogeni? 

Dopo le scosse elettriche arrivano psichedelici momenti acustici dove mi sento ancora in spiaggia ad aspettare che gli amici passino la canna e nel frattempo parlo, simulando un vago interesse per il discorso che stanno sostenendo, ma l'unico pensiero è: fumare.

Infine mi scuoto e risveglio dal torpore, torno in camera mia, ma dove sono finiti tutti?
Era solo un sogno, ma il tono sornione di Lee Dorrian cancella la solitudine e mi salta sulle gambe come un giullare:
"Cazzo mi schiacci le palle Lee!"
"Uh all Right! Come on!"