"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

05 lug 2017

IO SONO QUELLO ALTO ALLA STAZIONE DI AMBURGO



Estate: tempo di mare, vacanze e festival...come ogni anno mi sveglio al mattino pensando di poter partecipare almeno una volta nella vita al Wacken Open Air, ma come ogni anno mi trovo a leggere il report del concerto tedesco sotto l'ombrellone perché nessuno viene con me.

Vai da solo, potreste dirmi, e non avreste tutti i torti. In fondo basta recapitarmi su un pullman o su un aereo qualsiasi per Amburgo e, senza troppa convinzione, farmi un viaggio con gente sconosciuta che immagino bifolca.

Non capitemi male, lungi da me denigrare il metallaro a livello di compagnia o di intelligenza però temo l'identikit del popolo che parte per Wacken. Immagino oceani di birre, rutto libero, ascelle marce, volume musicale brutale sin dal mattino, scarsa pulizia; forse sono solo suggestioni ma non vorrei affrontarle in solitudine.

Così parte la solita raffica di messaggi per convincere gli amici, sciorinando gruppi mai visti, eventi mai vissuti, condivisione del campeggio, ma niente da fare. Colleziono i "vorrei ma non posso": c'è sempre un impegno, un matrimonio, una vacanza prenotata, il lavoro, le ristrettezze economiche che frenano i compagni di viaggio.

Questa mattina sbuffo, mi lavo la faccia, leggo sul giornale che sotto casa suonano i Modena City Ramblers e mi sento così triste. Solo. Affanculo tutti: devo andare a Wacken!

Ci sono le ceneri dei Morbid Angel, la vecchiaia di Alice Cooper, il personaggio finito di Marylin Manson, i re doom dei Paradise Lost o dei Katatonia, la creatura Avantasia di Sammet e anche gli Emperor... parafrasando proprio il loro titolo: "I am the black wizards", io non sono i maghi neri ma sono quello alto fermo alla stazione di Amburgo.

Qualcuno mi potrà dare un passaggio?