"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

08 apr 2015

CUORE DI MAIALE: IL CANTATO SQUEAKING DI NATTRAMN DEI SILENCER, TRA LEGGENDA METROPOLITANA E AVANGUARDIA MUSICALE


Era il 1989 quando uscì "Black Mass" dei Death SS, in cui il buon Steve Sylvester si esibiva in una vomitata (o conato) al microfono. Ancora se ne parla nei bar. Poco più tardi usciva “Seasons in the Abyss” degli Slayer, con un brano sulle gesta di un serial killer che si chiudeva con le urla di un vocino acuto: raccontava Araya ridendo che un loro fan si era suggestionato al punto da credere che avessero torturato qualcuno per ottenere quelle grida.
E naturalmente c'era anche chi, e non farò il nome, si era convinto (almeno per qualche ora) che i fatti raccontati da King Diamond nella trama di "Them" e Conspiracy fossero realmente autobiografici, ovvero il piccolo King aveva ucciso la nonna folle che voleva sterminare la famiglia, ed era stato ricoverato in manicomio.
Poi va beh, ci sono anche i Carpathian Forest che registrano i gemiti e gli schizzi di un clistere sadomaso, ma quelli sono solo dei simpatici zozzoni.
Niente quindi ormai può stupirci, nessun espediente pubblicitario o esibizionistico. Però le leggende metropolitane proseguono.

Ad esempio Silencer, progetto di due loschi figuri che creano un alone di mistero e maledizione intorno al nome. Trattasi di suicidal-depressive black metal, ovvero un sottogenere che estremizza la componente depressiva del black, cercando di rendere questo sentimento di disperazione, desiderio di morte e glorificazione del suicidio e dell'autolesionismo soprattutto con soluzioni vocali e ossessività dei ritmi. Grazie all'uso della monotonia o dei “vuoti” come elemento atmosferico i gruppi di suicidal-depressive si possono permettere brani e dischi di discreta lunghezza, e anche perché per creare quel senso di oppressione e disperazione è necessario appunto “ossessionare” l'ascoltatore con un motivo o un loop per un po' di tempo. Minimalismo, ripetitività, tonalità depressive, grida e rabbia. Più fisico del doom, senza la carica catartica del black classico.

La prima critica ideologica nei confronti di questi gruppi è: se amano il suicidio così tanto, perché non si ammazzano e basta ?
Non fa una piega, ma il punto è che l'amore è di tipo estetico, e solo occasionalmente ci sono episodi concreti: in altre parole, è pur vero che nel mondo del metal estremo qualche suicidio e omicidio c'è stato, ma il tasso di tali eventi è moooolto relativo rispetto a quanto sarebbe logico attendersi rispetto ai proclami. Suicido-mania, molto più simile all'autolesionismo come idea di fondo, e alla necromania di Dead che sniffava uccelli morti. Qualcuno anche qui è ironico, come i “Make a change....kill yourself”, altri seriosi come i Silencer.

Seriosi fino a un certo punto, perché quando la depressione è rabbiosa dentro c'è anche il sarcasmo, che infierisce sulla propria stessa depressione, e poi c'è la misantropia, che impone una sorta di sbeffeggiamento di chi ti prende troppo sul serio.

I Silencer hanno realizzato sostanzialmente un album,”Death Pierce me” che la mena per 45 minuti, ma piacevolmente. La voce dei Silencer è Nattramn, che è anche poeta e affronta un tema poco speso nella tradizione poetica mondiale, ovvero la leggiadria dei maiali. Cerca anche di riprodurne alcuni versi, con discreto successo, nelle canzoni, e si fa fotografare con le mani fasciate e zampe di maiale che escono dalle bende, per dar l'idea di una specie di trapianto fatto in casa. C'è chi crede davvero che questo tizio abbia registrato il cantato mentre si amputava le dita, per riuscire a produrre grida uniche e realistiche, e che giri davvero con zampe di maiale al posto delle dita.

Comunque il libro “cuore di maiale” del tipo è in vendita, e non escludo di acquistarlo per curiosità. Ci sta che sia uno di quei casi di persone fissate di essere animali nel corpo di uomini, che si fanno modificare anatomicamente per somigliare agli animali, di solito gatti, come se questo li dovesse avvicinare alla loro natura. Un'altra leggenda riguarderebbe il fatto che Nattramn abbia progettato e poi tentato l'omicidio a colpi d'ascia di qualcuno scelto a caso, dopo esser fuggito dal manicomio dove si trovava sempre per la storia delle zampe di maiale. Anche qui avrebbe aggredito a colpi d'ascia alla testa una ragazza, e poi fuggito in bicicletta (!), mentre la ragazza lo andava a denunciare, con un taglio nel cranio ma senza lesioni al cervello (!). Forse però fu il fratello a compiere tutto ciò. Qualcosa non torna in questo insieme di notizie.

Per completare il tutto, spunti anti-sionisti e nazisti, nel testo di un brano nel titolo di uno strumentale.

E poi non c'è bisogno di tutto questo alone, in fondo la musica è davvero buona. Naturalmente il grottesco e il parossismo nel suicidal-depressive sono uno dei crismi stilistici, e non un limite. Per cui, se come qualche recensore scrive, le urla fanno ridere, non avete colto. Farebbero ridere se fossero involontarie esagerazioni per far baccano o mascherare assenza di idee, non è questo il caso.


Anime immense

E disumane,
Morse da mascelle infettate


Menti abbandonate
E cadaveri
Che si acquattano con occhi ammuffiti

corpi lacerati

Senza nessuno che li pianga
penzolano dalle forche



Crani schiacciati
Che gustano il pelo
Di gatti morenti

Aghi, che iniettano dolore
Pelle che prende fuoco
E sete morale

Oltre la mente

Bisogna trovare il sonno
Salta, salta, salta, salta
dalla vita,
Abbandona te stesso,
Muori con me

Questo il testo di “Chiodi sterili e scariche diarroiche” (almeno questa la traduzione più accreditata per il termine thunderbowels). Ricorda per certi versi anche Burzum di Hvis Lyset.(quando diceva che la luce è come la lingua di dio nella radura di un bosco che ustiona la pelle), ma più repellente, e meno metafisico.

Per la legge del contrappasso, e questo farà soffrire e quindi godere Nattramn, esiste un gruppo di Boston che fa hardcore, autore di un album chiamato “Silencer”, e che di nome fanno “”Tutti i maiali devono morire” (all pigs must die).

A cura del Dottore