"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

03 dic 2015

RECENSIONE: CRADLE OF FILTH "HAMMER OF THE WITCHES"


Che problemi avete con i Cradle of Filth? È evidente che qualcuno ha problemi con questo gruppo e se non vengono offesi, il più delle volte sono almeno derisi dalla maggioranza del popolo metal. Che cosa vi hanno fatto? Quali delusioni hanno inflitto al mondo musicale?
"Hammer of the Witches" ad esempio è un disco discreto, ma la nostra analisi sarà completa con una multipla recensione ad hoc per superare i pregiudizi (o farvene di nuovi)...
Scegliete voi come in un libro game da quale capitolo iniziare a leggere:

Capitolo 1: per i fans del gruppo che non li hanno (quasi) mai abbandonati. (se non ti rivedi in questa definizione, vai al secondo capitolo)
I Cradle of Filth sembrano uno di quei giocatori che lo stadio becca sempre con i fischi, pur non facendo prestazioni pessime è preso di mira per antipatia, per spocchia ed è comunque oggetto di mugugni. Dani Filth attira scetticismo e offese come una manifestazione di 20 persone che blocca una città intera, ma cosa ha fatto di male nella sua carriera?
Gli inizi dei Cradle Of Filth sono folgoranti con album incredibili, poi si assesta con qualche flop in un livello onesto di dischi più o meno black, più o meno gotici, ma sempre più o meno sufficienti. Eppure indigna, innervosisce, Dani fa saltare la mosca al naso alla gente, ma non capisco perché?
"Hammer of the Witches" è un buon disco che recupera l'attitudine di "Cruelty and the Beast", senza la stessa qualità però con uno spirito gotico e battagliero al contempo. Dopo l'addio dello storico chitarrista Allender avevo qualche dubbio, ma anche il precedente "The Manticore" in cui la componente thrash aumentava il peso del disco e metteva le tastiere in un angolo non mi lasciava tranquillo, ma ritorna adesso una matrice gotica tipica del gruppo. La sensazione generale è quella di un gruppo compatto, unito con il buon lavoro dei chitarristi e del batterista, ma anche della tastierista - vocalist con Dani. Proprio il buon Filth torna su livelli ottimi, proprio lui che era mancato nel precedente album ed ora trascina tutti. Da notare infine che dopo le inguardabili copertine di "Goodspeed on the Devil's Thunder", "Darkly Darkly Venus Aversa" e del penultimo succitato album, si abbandona fortunatamente la grafica computerizzata e anche questo rallegra noi fans. 
Senza inventare niente, ma ribadendo ciò che sanno fare, i Cradle of Filth regalano ai loro fans 70 minuti di buon black metal gotico. Voto: 7+ 

Capitolo 2: per coloro a cui i Cradle of Filth risultano ormai insopportabili. (se non rientri in questa categoria, passa direttamente al terzo capitolo)
"Scemo, pagliaccio!" urlavano i detrattori sotto il palco a Dani Filth, ma era solo una delle offese più soft a quel piccolo cantante che troppa superbia ha caratterizzato. Molti si sono innamorati di quel loro modo di fare black metal sinfonico che, senza il minimo ritegno per il gusto, è stato replicato mille volte in ben undici dischi. "Hammer of the Witches" non fa eccezione e parte (udite udite la novità) con un intro orchestrale di pochi minuti prima delle solite canzoni. Solita formula con il nano che urla alla stessa maniera, stessi giri di chitarra, ogni canzone arriva ai 6 minuti canonici con qualche inserto di tastiera o voce femminile, ma che piattume! Se non riuscite a chiudere la bocca per i continui sbadigli, non vi preoccupate siete in buona compagnia. Voto: 5

Capitolo 3: per gli uditori interessati, senza minime velleità di acquisto, ma con il desiderio di sapere dove vanno a parare i Cradle of Filth nel 2015. (se non sei tra questi, hai sbagliato a cliccare qui)
Onestà intellettuale deve fare ammettere che i Cradle of Filth ce la mettono tutta questa volta, non brillano e forse si lasciano andare a troppe cose scontate, però c'è l'attenzione a fare un buon disco. Questo va apprezzato, perché non indignano nessuno cercando di indurire troppo il sound o testando improbabili divagazioni nel goth più erotico, stavolta fanno un disco onesto. Potrebbe essere il successore di "Midian", certo senza orchestrazioni in pompa magna, però con lo stesso atteggiamento alla ricerca degli antichi fasti. Io apprezzo Dani che cerca di rievocare la ricetta del passato, ma consapevole di non poter replicare i successi si attesta su risultati corretti, onesti verso coloro che non li seguono più ma conservano un buon ricordo. Voto: 6.5

Canzone top: "Right Wing of the Garden Triptych"
Momento top: ogni duetto o collaborazione tra Dani e Lindsay
Canzone flop: "Onward Christian Soldiers"
Dati: 13 canzoni, 69 minuti
Anno: 2015
Etichetta: Nuclear Blast